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La sala riunioni della direzione sanitaria di Casa Sollievo è stata intitolata a Giuseppe Gusso, direttore sanitario dell’Ospedale di San Pio dal 1960 al 1993.

Padre Franco Moscone, presidente dell’Opera di Padre Pio, poco prima di scoprire la targa commemorativa, ha ricordato il dottor Gusso per la sua genuinità e professionalità e ha aggiunto: «dedicare una targa non è guardare indietro, ma è avere la certezza che da radici sicure (Padre Pio) e da un troco sano (tutti i primi collaboratori di quest’Opera) proviene un futuro certo e un’eredità da sviluppare e rendere sempre più bella, ricca e capace di opere di bene». Lo rende noto l’ufficio comunicazione dell’ospedale di San Giovanni Rotondo.

Originario del Veneto, Giuseppe Gusso si recò per la prima volta a San Giovanni Rotondo nella seconda metà degli anni Cinquanta per conoscere Padre Pio e confessarsi da lui. Fu nel 1957 che il Frate gli chiese di restare in Puglia per lavorare nel suo ospedale: «la cosa lo prese contropiede e sollevò alcuni dubbi – ha raccontato suo figlio Pio – perché mio padre era aiuto anestesista presso la clinica universitaria di Padova e aveva da poco terminato una specializzazione a Parigi delle cui spese l’università si era fatta carico, ma Padre Pio gli rispose: “Se non piace a loro, piace a noi”».

Così, si trasferì a San Giovanni Rotondo collaborando come assistente chirurgo e anestesista, fino al 1960 quando diventò, a soli 37 anni, direttore sanitario dell’Ospedale. Dal 1993 continuò il suo incarico in veste di sovraintendente e collaboratore dell’Opera fino alla sua scomparsa avvenuta nel giugno del 2013.

I discorsi proclamati dal Padre in occasione dell’inaugurazione e degli anniversari della Casa furono per il dottor Gusso moniti di vita professionale, familiare e cristiana. Il suo amore per l’Opera e per la sua professione fu di esempio per tutti: «per il personale sanitario– ha testimoniato Luigi Pacilli direttore sanitario di Casa Sollievo – è stato un punto di riferimento certo e sicuro grazie alla sua professionalità, morale, competenza professionale e alle sue qualità umane. Io lo conobbi nel 1976, durante il mio tirocinio pre-laurea, ma il ricordo più bello è del 2004, quando, in occasione della mia prima nomina di direttore sanitario di questo Ospedale, mi fu particolarmente vicino, prodigo di consigli da me sempre seguiti».

Anche il direttore generale, Michele Giuliani, nel rievocare i suoi personali ricordi del dottor Gusso ha sottolineato il suo rigore, la semplicità, la preparazione professionale e ha infine aggiunto: «questa targa rappresenta il segno duraturo che le origini sono quelle che ci permettono di guardare fiduciosi al futuro anche nei momenti difficili. L’esempio lasciatoci dai primi collaboratori di quest’Opera sono un appiglio solido a cui aggrapparci nei momenti di difficoltà».

Fonte CSS

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