Il sindacato denuncia criticità su orari, part-time, adeguamento contrattuale, progressioni economiche e incentivi: «Dignità, rispetto e giustizia contrattuale per i lavoratori».
Il Nursind proclama lo stato di agitazione del personale del comparto di Casa Sollievo della Sofferenza. La decisione è stata assunta nel corso di un’assemblea sindacale, al termine di un percorso durato quasi un anno e caratterizzato, secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, da attese, interlocuzioni istituzionali e scelte aziendali ritenute penalizzanti per lavoratrici e lavoratori.
Dall’assemblea di dicembre dello scorso anno fino ai primi giorni di ottobre, il sindacato e il personale hanno scelto, sostiene il Nursind, “la strada della responsabilità e del confronto” istituzionale. Nel corso delle interlocuzioni con la Commissione di indirizzo e vigilanza nominata dalla Santa Sede, l’organizzazione sindacale avrebbe garantito tempo, fiducia e collaborazione, nella prospettiva di contribuire al piano di rilancio e alla stabilità economico-patrimoniale dell’Istituto.
Secondo il sindacato, però, a fronte dell’impegno quotidiano dei lavoratori, che hanno continuato a garantire assistenza e cure ai pazienti, non sarebbero arrivate risposte ritenute sufficienti da parte della dirigenza. Da qui la decisione di interrompere quella che il Nursind definisce “una fase di attesa” e di dare avvio alla mobilitazione.
Al centro della vertenza ci sono diverse questioni che, secondo il Nursind, si sono accumulate nel corso dei mesi. Tra queste viene indicata innanzitutto la gestione dell’orario di lavoro e del part-time, con modifiche delle turnazioni e limitazioni nell’accesso al tempo parziale che il sindacato considera non conformi alle normative nazionali.
Un altro punto riguarda il mancato adeguamento dei minimi tabellari. A quasi un anno dall’entrata in vigore del CCNL Comparto Sanità 2022-2024, il Nursind lamenta l’assenza di una data certa per il ripristino delle relazioni sindacali e per l’allineamento dei trattamenti economici ai livelli del settore pubblico. Il personale, secondo il sindacato, sarebbe ancora fermo ai parametri del precedente triennio. Particolare attenzione viene inoltre posta sui Differenziali Economici di Professionalità (DEP). Il Nursind sostiene che, a fronte di una riduzione dell’organico di circa 400 unità rispetto al 2022 e dei conseguenti risparmi, le risorse derivanti dalle cessazioni non sarebbero state reinvestite nei fondi destinati alle progressioni economiche. Una situazione che, secondo l’organizzazione, penalizzerebbe anche lavoratori con oltre 15 anni di servizio.
A queste rivendicazioni si aggiunge la contestazione relativa alla mancata liquidazione del saldo dell’incentivazione 2025, definita dal sindacato immotivata. «Oggi la governance di Casa Sollievo della Sofferenza è al completo: dalle nuove nomine nel Consiglio di amministrazione alla presidenza, fino ai vertici della Commissione di vigilanza. Eppure, a fronte di un organigramma definito, non abbiamo alcuna garanzia economica né risposte sul futuro strutturale dell’Istituto», afferma il Nursind. Per il sindacato, dunque, la conclusione della fase delle nomine istituzionali deve coincidere con l’avvio di un confronto concreto sulle condizioni del personale.
Il sindacato chiede alla direzione aziendale e alla Commissione di vigilanza un impegno scritto, un calendario preciso per l’attuazione degli interventi e chiarezza sulla decorrenza economica degli arretrati.
«I lavoratori hanno fatto la loro parte, garantendo ogni giorno con competenza, responsabilità e dedizione la missione e la cura dei pazienti. Ora tocca alla dirigenza assumersi le proprie responsabilità istituzionali e morali, dando concretezza agli impegni attraverso il riconoscimento giuridico ed economico del lavoro svolto, nel pieno rispetto della dignità professionale di tutto il personale», sottolinea l’organizzazione sindacale in una nota.
















