Agenzia Valerio

Il Direttivo dell’Associazione di promozione sociale “Carpino in Folk” risponde al consigliere regionale Giandiego Gatta che nei giorni scorsi aveva chiesto spiegazioni in merito alla decisione del Comune di Carpino di organizzare un festival senza la storica associazione culturale.

Nel pieno della campagna elettorale del piccolo centro garganico scoppia la polemica sul festival di musica popolare erede, in qualche modo, del Carpino Folk Festival. La storica manifestazione, nata per omaggiare i noti cantori, da qualche tempo è oggetto di polemiche. Non si è trovata l’intesa, per le scorse edizioni, tra Comune e la storica associazione presieduta da Mario Pasquale Di Viesti, ed è nato così il Carpino in Folk. La questione è tornata al centro delle polemiche dopo una nota diffusa dal consigliere regionale di Forza Italia, Giandiego Gatta. Uno dei motivi della rottura è stata la location del festival, la piazza viene ritenuta troppo piccola dagli storici organizzatori, come ricostruisce anche lo stesso Gatta.

“Un evento che, per anni, ha attirato persone da ogni parte d’Italia e artisti di primo piano, cancellato dall’agenda della Regione che, con il Teatro Pubblico Pugliese, ha deciso di sostituirlo con un altro (che di simile ha solo il nome) erogando decine di migliaia di euro a titolo di contributo diretto e senza alcuna procedura di evidenza pubblica: succede a Carpino, culla del noto “Carpino Folk Festival”. Il grandissimo evento ha concorso all’identificazione stessa di Carpino ed ha rappresentato un pezzo fondamentale per l’offerta turistico-culturale della Capitanata e per il brand Puglia. Curato da sempre dall’omonima associazione attiva dal lontano 1996, il CFF sembra esser stato “rimpiazzato” da un altro nel silenzio generale e senza che risultino bandi regionali”, ricostruisce il consigliere Giandiego Gatta.

Alla ricostruzione del consigliere di Forza Italia risponde l’associazione che attualmente organizza il festival, che si chiama, appunto, “Carpino in Folk”. “Infamante accusa” e “notizie infondate passate dai suoi amici di Carpino”, rilanciano i neo organizzatori respingendo le accuse.  “Nel 2019 un gruppo ristretto di soggetti che aveva trasformato la nobile e originaria Associazione Carpino Folk Festival in un ritrovo di parenti e amici stretti, ha deciso spontaneamente di non svolgere più il Carpino Folk Festival e non certamente per motivi di sicurezza, anzi- afferma l’associazione.  Il Comune di Carpino a proprie spese, ha predisposto il piano di safety & security approvato dal comitato provinciale per l’ordine pubblico che ha dato parere favorevole allo svolgimento del festival in Piazza del Popolo, sua tradizionale location. Siamo rimasti tutti sconvolti da quella decisione che avrebbe fatto morire il nostro festival e ci siamo costituiti in una associazione nuova, libera ed aperta. Abbiamo chiesto sostegno alle istituzioni e il sindaco con la sua amministrazione insieme alla Regione ma anche alla Proloco e sponsor, ci hanno dato un grande sostegno. Nasce così nel 2019 il Carpino in Folk che non vuole essere la fotocopia di altre manifestazioni ma che si inserisce nel filone culturale della musica popolare per conservare le tradizioni ma anche e soprattutto per promuovere cultura e con questa anche l’economia per Carpino”. Spiega il Direttivo dell’Associazione di promozione sociale Carpino in Folk.

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