Agenzia Valerio

La moglie è tra le 16 persone indagate in un’inchiesta per caporalato dei Carabinieri e della procura di Foggia che ha portato all’arresto di cinque persone, due delle quali in carcere.

Si è dimesso il Capo Dipartimento per l’immigrazione del Ministero dell’interno, prefetto Michele Di Bari dopo l’inchiesta che ha coinvolto la moglie.

La moglie è tra le 16 persone indagate in un’inchiesta per caporalato dei Carabinieri e della procura di Foggia che ha portato all’arresto di cinque persone, due delle quali in carcere.

Tanti i commenti dei politici alla vicenda. «Fratelli d’Italia chiede al ministro dell’Interno Lamorgese di venire in Aula a riferire del coinvolgimento della moglie del Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Viminale, Michele di Bari, nell’inchiesta della Procura di Foggia sul caporalato. Questa vicenda rischia di essere un’ulteriore pagina buia», commenta Wanda Ferro di Fratelli d’Italia. Presa di posizione netta anche a sinistra. «L’inchiesta per caporalato della procura di Foggia ha portato alla luce una dimensione sommersa e inquietante e ha coinvolto, tra gli altri, la moglie del capo dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, Michele Di Bari, che si è dimesso dal suo incarico. Rispetteremo come sempre lo svolgimento delle indagini e il lavoro dei magistrati, nel frattempo però ci aspettiamo che la ministra dell’Interno venga in Aula a riferire sulla vicenda e su quale sia lo stato delle direttive sul contrasto al caporalato, che da anni infesta in particolare le regioni del sud Italia, creando sacche di sospensione dei diritti, violenza e sfruttamento», afferma il senatore di Leu Francesco Laforgia. 

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