Nasce il comitato Genitori per la mensa, le famiglie chiedono continuità dei servizi e chiarezza sulle decisioni del Comune.
A seguito dell’assemblea svoltasi il 24 gennaio, i genitori delle alunne e degli alunni della scuola dell’infanzia e della primaria a tempo pieno dell’edificio Melchionda hanno avviato la costituzione del Comitato Genitori per la Mensa ed il Tempo Pieno – Infanzia e Primaria – Edificio Melchionda.
Il Comitato nasce dopo la sospensione sine die del servizio mensa e del tempo pieno, disposta dal Comune con Determina dirigenziale n. 28 del 20 gennaio 2026. I genitori esprimono “forte sconcerto” per le modalità e i tempi della comunicazione, avvenuta senza un confronto preventivo e alla vigilia dell’entrata in vigore della decisione, con ricadute immediate sull’organizzazione familiare e lavorativa.
Le famiglie chiedono inoltre chiarezza sulle motivazioni che hanno portato a rivedere precedenti valutazioni sull’utilizzo dell’edificio Melchionda, recentemente oggetto di importanti interventi di ristrutturazione e investimenti pubblici.
Posizione centrale del Comitato è la tutela della continuità della mensa e del tempo pieno all’interno dell’edificio Melchionda. La scelta del plesso scolastico è considerata una scelta personale e organizzativa delle famiglie e, per questo, non sindacabile. Non viene ritenuta accettabile l’ipotesi di trasferimenti, immediati o futuri, verso altri plessi.
I genitori sottolineano come mensa e tempo pieno siano oggi servizi essenziali, soprattutto alla luce dell’introduzione della settimana corta nelle scuole dell’infanzia e primaria del territorio. Oltre al valore educativo e sociale, tali servizi hanno anche un impatto occupazionale ed economico sul territorio.
Particolare preoccupazione riguarda la scuola dell’infanzia, dove l’assenza della mensa costringe al ritiro anticipato dei bambini, e la primaria, con il rischio di riduzione delle ore di lezione e discontinuità didattica.
Il Comitato ribadisce la disponibilità a un confronto costruttivo con la Dirigenza scolastica e con il Comune, chiedendo soluzioni tempestive e adeguate nel rispetto dei diritti delle bambine, dei bambini e delle famiglie.
















