L’autore sangiovannese ha presentato il suo libro nel luogo da cui è partita l’ispirazione, Rinaldi ha anche regalato un suggestivo acquarello, da lui realizzato, al Comune della provincia di Benevento.
Un libro che si muove dal Gargano, passando per l’Appennino Dauno e finendo a Montesarchio nel Beneventano, e viceversa. Dalle passioni e dalla mente dello scrittore sangiovannese Francesco Rinaldi è uscito, nei mesi scorsi, il libro “ Fratelli per sempre” pubblicato dalla casa editrice Edizioni il Saggio, il volume è ambientato a Monteleone di Puglia e incastona bene racconto, storia e fantasia. Un mix che coinvolge subito il lettore per merito anche della scrittura scorrevole e della forza emotiva del romanzo.
“Fratelli per sempre” racconta la vicenda di due fratelli: Leo, affetto da autismo, e Arturo, stimato archeologo che viene accusato dell’omicidio di un malvivente, e del furto di un prezioso cratere conservato nel museo in cui è il responsabile della catalogazione di reperti antichi. La stessa vicenda viene vissuta da altri due fratelli, di cui anche qui il minore presenta un disturbo della personalità, vissuti 2500 anni fa. Queste due storie sono legate a un oggetto che, come una macchina del tempo, restituisce un segreto che verrà svelato dopo più di due millenni e mezzo. L’oggetto è un cratere, un vaso utilizzato durante il simposio per mescolare il vino puro con l’acqua e le spezie, il “Cratere del Minotauro”. In realtà- come spiegato dall’autore- il vaso che ha ispirato il libro è il famoso cratere di Assteas, conservato nel museo di Montesarchio, un incontro casuale tra l’autore e il cratere che ha rapito e ispirato Rinaldi. Una serata dal sapore di una sorta di gemellaggio tra il Gargano e le colline adiacenti al Taburno Camposauro, il massiccio dell’Appennino campano, che si è conclusa con un arrivederci.
La presentazione del libro a Montesarchio è stata organizzata dall’amministrazione comunale, hanno partecipato: l’autore, il vicesindaco e assessore alla cultura Morena Cecere, il consulente e già sindaco di San Giovanni Rotondo Costanzo Cascavilla, il professore Michele Cicatelli e l’editore Beppe Barra. La serata è stata condotta dal giornalista e direttore de Il Fatto del Gargano Gennaro Tedesco.
Soddisfazione per l’esito della serata è stata espressa dall’assessore alla cultura Cecere, «Le prime sentinelle del patrimonio di una comunità sono i cittadini, valorizzare il proprio patrimonio è un fatto di identità- ha detto Cecere. Questa sera abbiamo visto che si può fare anche grazie alla letteratura, che non è solo un incontro tra fantasia e realtà, ma può essere un veicolo per diffondere e promuovere anche i territori».
















