Agenzia Valerio

Dopo un anno di fermo a causa del covid-19 si rinnova, come di consuetudine, il tradizionale appuntamento della notte dell’Immacolata, divenuto per Carpino un giorno scandito da riti e tradizioni immutati nel tempo.

E’ la notte di “Frasca, fanoia e olio novello” che il 7 dicembre giunge alla sua 22^ edizione. E’ il rituale appuntamento che si rinnova ogni anno per rimanere nella storia e coltivare la memoria, la conoscenza e l’esperienza di un popolo, ma soprattutto per esprimere il legame indissolubile fra terra, tradizione e cultura.

Rami d’ulivo che ardono, l’atmosfera che si riscalda impregnandosi di odori inebrianti, i palati che si esaltano e il tempo che sembra essersi fermato a tanti secoli fa. La città dell’olio si trasforma in un vero laboratorio culturale a cielo aperto; attorno alle “fanoie” la comunità si raccoglie in questa notte sacra sulle struggenti note delle zampogne e delle ciaramelle.

A Tal proposito, i bambini accenderanno l’albero di Natale. Il maestoso albero prenderà vita, illuminando il buio dell’inverno. Un gesto che vuole accendere una luce di speranza sul futuro.

“Vivremo un Natale sicuramente diverso, ma non per questo meno significativo. E’ necessario dare speranza alla nostra comunità: alle famiglie, agli anziani, ai bambini e soprattutto a chi sta soffrendo di più”. Scrivono gli organizzatori dell’evento.

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