Agenzia Valerio

Pubblichiamo una riflessione del collettivo Koll.Era di San Giovanni Rotondo sulla Giornata internazionale della donna, ricorrenza internazionale che si celebra l’8 marzo di ogni anno e sottolinea l’importanza della lotta per i diritti delle donne.

Ci ritroviamo, anche questo otto di marzo, a dover ribadire pochi ed elementari concetti. Ribadiamo e ritorniamo in maniera ridondante su temi che non ci stancheremo mai di sottoporvi, ormai quasi come fosse una tradizione da rispettare.

Viviamo arrancando in questi pochi spazi, aridi e forzatamente istituzionalizzati. Sgomitiamo per recuperare un centimetro di percorso, respiriamo affannosamente sperando di arrivare alla boccata d’aria fresca. Esistiamo in un Paese che ci avvelena con perbenismo di circostanza, concedendo spazi di esposizione e dialogo solo tramite il canale del pietismo e della falsa contrizione. Diventiamo statistiche, percentuali, necrologi.

Da tempo immemore ribadiamo per le strade, sui canali social, nelle piazze, nei luoghi di lavoro e di formazione che dobbiamo porre un freno all’orrore imposto nelle nostre vite, ci facciamo forza l’un l’altra per dirci che sì, se le sorelle ti sono accanto non hai nulla da temere. Vero, ma non possiamo né dobbiamo accontentarci solo di questo, la presenza delle persone compagne all’interno dei nostri movimenti dobbiamo poterci permettere di darla per scontata, ciò che pretendiamo è altro.

Nostro dovere e compito è quello di non chinare mai la testa di fronte a violenze, abusi e soprusi subìti dalla comunità tutta: donne, persone trans e queer. È necessario prendere le distanze da tutte le retoriche istituzionali, giornalistiche da pagina patinata che altro non fanno che alimentare narrazioni tossiche e nocive inerenti qualsiasi episodio intrinseco alla lotta transfemminista: pinkwashing e retoriche stereotipate e sessualizzanti a proposito di lotta alla violenza di genere; femmicidio e violenza patriarcale; gender pay gap; carenza o -in molti casi- totale mancanza di sistemi di mutuo aiuto, di assistenza medico-sanitaria e psicologica per persone con utero e via discorrendo.

Con le nostre parole e azioni imponiamo una visibilità più sana, di condivisione, autoformazione, dialogo e decostruzione degli schemi nocivi, mirando al confronto costruttivo ed opponendoci con energica rabbia alle retoriche patriarcali diffuse dalla macchina mediatica nella narrazione che agisce sulle nostre vite.

Facciamo rumore oggi come sempre, ovunque ci troviamo, coi nostri corpi e le nostre identità, pretendendo spazi e visibilità che ci spettano. Nostro scopo è veder concretizzato e consolidato il cambiamento radicale che permetterà la costruzione di una società capace di accoglierci, ascoltarci, rispettarci e amarci per quel che siamo: persone.

Siamo stanche di dover essere quotidianamente oppresse per le scelte che noi stesse decidiamo di prendere nel nostro viaggio di vita ed ancor più stremate di essere trucidate per genere di nascita o per ciò che viene considerato non convenzionale ai ruoli imposti dalla società patriarcale e machista, razzista, omofoba, abilista e capitalista. Siamo logorate ma non restiamo osservatrici passive. Teniamo la schiena dritta e resistiamo.

Ricordiamo ogni giorno (e non solo nelle date a noi concesse dalle istituzioni che tutto fanno fuorché rappresentarci) con rabbia quei numeri e nomi passati, che a tutte noi appartengono.

Perciò con ferma determinazione trasformiamo il nostro dolore personale e collettivo in una lotta perseverante e pervasiva nelle varie piazze italiane, nei luoghi dove ci siamo rifugiate senza dimenticare che la consapevolezza di noi tutte parte visceralmente da casa nostra. Non dimenticandoci mai da dove veniamo e dove torneremo, nonostante si abbia l’impressione che il luogo natìo condiviso da tutte noi sia nient’altro che un paesino tranquillo, è teatro anch’esso di violenze verbali e fisiche, discriminazioni e umiliazioni, pienamente in linea con la nazione tutta

Non siamo sicure se non nella lotta, non siamo salve se non tra di noi.

Koll.Era

Kronos Bar

ADV Fini autosalone