Mercoledì, 14 Luglio 2021 10:38

Gargano, Danni da fauna selvatica:Naturale e Lovecchio (M5s) chiedono maggiore gestione del territorio al presidente del Parco

Scritto da  Redazione
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Nei giorni scorsi il presidente Pasquale Pazienza ha invitato i parlamentari della provincia di Foggia a un incontro nella sede di Monte Sant’Angelo per chiedere il loro aiuto e la più ampia collaborazione nell’affermare dei percorsi risolutivi del problema.

Nell'incontro del 9 luglio, dopo aver presentato le dinamiche del fenomeno e aver evidenziato che, tra le altre cose, esso rappresenta una condizione di oggettivo disagio per gli abitanti del territorio e per i turisti/visistatori, il presidente del Parco Nazionale del Gargano, Pasquale Pazienza ha chiesto ai parlamentari di compiere ogni sforzo utile a modificare la normative attuale per consentire il passaggio dal regime d’indennizzo, oggi in essere, a quello risarcitorio.

 

Questa mattina in una nota i parlamentari del M5s, Gisella Naturale e Giorgio Lovecchio, invitano il presidente del Parco ad un maggiore controllo del territorio e alla prevenzione. «Dal presidente Pazienza è stata evidenziata solo la ovvia necessità di risarcimento dei danni provocati dagli animali selvatici. Innanzitutto sarebbe utile far sapere cosa si intende fare per evitare il “danno” ». Scrivono Naturale e Lovecchio.

 

«La problematica è molto dibattuta a tutti i livelli, in Senato, in Commissione Agricoltura, si è tenuto un Affare assegnato che è durato un anno, con decine di audizioni, conclusosi qualche giorno fa con la votazione di una risoluzione che mette bene in evidenza quanto sia doveroso un lavoro sinergico tra le diverse competenze. All’incontro, nella sede del Parco del Gargano,abbiamo fatto presente che per avviare un piano efficace di controllo della fauna selvatica occorre conoscere la reale entità del problema con il confronto dei dati- dichiarano gli esponenti del M5s, Gisella Naturale e Giorgio Lovecchio. È necessario, quindi, un monitoraggio del territorio costante affidato ad esperti e in continuo confronto con ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Purtroppo nel Parco del Gargano, questo monitoraggio appare inesistente e, dalla relazione dello stesso presidente Pazienza, è emerso che si ha a disposizione solo il dato delle denunce dei danni pervenute e la loro relativa quantificazione, situazione evidenziata dalle slides condivise. Una crescita costante dei danni, con il suo picco già nel 2019, ma ad ora nulla si è fatto. Nessun piano di gestione, nessuna riduzione dei danni. Facile intuire che andrà sempre peggio di questo passo a danno del tessuto socio economico locale che a fatica cerca di resistere- aggiungono la senatrice Naturale e l’onorevole Lovecchio. Il problema della fauna selvatica, come anche il randagismo che crea grossi problemi di sicurezza oltre che di ibridazione nei lupi, è ancora lontano dall’essere efficacemente gestito. In nome di quella biodiversità, tanto auspicata, risulta evidente il grande impegno che necessariamente deve essere messo in atto per mantenere il costante equilibrio delle specie viventi nel Parco. Dal presidente Pazienza è stata evidenziata solo la ovvia necessità di risarcimento dei danni provocati dagli animali selvatici. Innanzitutto sarebbe utile far sapere cosa si intende fare per evitare il “danno”. L’Ente Parco è già in netto ritardo per uno studio adeguato che consentirebbe la definizione di un piano di gestione, confacente ed efficace. La necessità di aumenti degli indennizzi per i danni subiti e stata considerata nel Reg. UE 2019/316 che ha modificato il precedente Reg. UE 1408/2013, innalzando a 25.000 euro, nel triennio, il limite di aiuti in regime di de minimis per impresa unica e i risarcimenti del 100% delle spese ammissibili per danni causati dagli animali protetti in aree protette, questo ovviamente per andare incontro alle esigenze crescenti degli agricoltori/allevatori. Fermo restando la volontà e l’impegno di incrementare ancora il fondo relativo alla copertura dei danni certo è, però, che la strada maestra per trovare una pacifica convivenza fra animali selvatici e attività umane risiede nella valutazione reale e costante della situazione, seguita da puntuali e specifici interventi. Comunque, oltre un certo limite, la criticità di una condizione può solo essere espressione della mancanza di un’adeguata gestione del territorio». Concludono la senatrice Gisella Naturale e l’onorevole Giorgio Lovecchio.

 

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