Mercoledì, 21 Aprile 2021 09:23

San Giovanni Rotondo, canile e adozioni: i dubbi di “Stop Animal Crimes Italia”

Scritto da  Redazione
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“Il comune non ha ancora attuato una politica risolutiva, presenteremo al sindaco il nostro progetto contro il randagismo e siamo certi che insieme riusciremo a sconfiggere una piaga che da troppo tempo ci affligge”- annuncia l’associazione animalista.

“Premesso che tutti siamo felici quando nei canili ci sono pochi cani e quando questi vengono adottati da amorevoli famiglie, ma con riferimento all’articolo che abbiamo letto sul successo delle adozioni nel canile comunale del Comune di San Giovanni Rotondo facciamo presente di avere più di qualche dubbio in merito ai numeri e alle destinazioni degli animali”. Si legge in una nota diffusa dall’Associazione Stop Animal Crimes Italia.

 

Il riferimento è all’annuncio di Palazzo San Francesco, del 13 aprile, in merito alla campagna di adozioni con lo slogan “Portami a casa”, promossa dal Comune di San Giovanni Rotondo. Questi i numeri resi pubblici: 170 i cani adottati che hanno lasciato il canile da dicembre 2019, 134 gli affidi per randagi che hanno così evitato di entrare in canile. Si è passati da 226 cani in canile ai 57 di oggi. «Un risultato senza precedenti ottenuto grazie ad un instancabile e costante lavoro di squadra. Si è creata una sinergia perfetta che ha dato i suoi frutti». Il commento del primo cittadino Michele Crisetti.

 

“Già da qualche mese presentammo istanza di accesso agli atti per sapere quanti cani fossero usciti dal canile e a che titolo ma senza alcun riscontro- aggiunge l’associazione Stop Animal Crimes Italia. Esiste un sistema consolidato che ruota intorno alla figura dello “stallo” ovvero la detenzione di cani randagi presso privati a pagamento, finanziato da raccolte fondi private. Esperti del settore affermano che spesso i dati spacciati per adozioni in realtà siano stalli, dove privati o Associazioni hanno solitamente un tornaconto economico. Nell’attesa di avere notizie, ricordiamo che la realtà del randagismo non si valuta all’interno dei canili ma sulla strada, dove migliaia di cani continuano ad essere anime girovaghe in cerca di sopravvivenza; dove i Comuni, come quello di San Giovanni Rotondo, non hanno ancora attuato una politica risolutiva. Che senso ha parlare di sterilizzazioni se non si fanno censimenti seri; che senso ha parlare di sanzioni se i Vigili, laddove si riesca a farli intervenire, non sono dotati neppure di lettore microchip! Il randagismo, oggi, é un business per molti, privati e Associazioni, e gli amministratori locali guardano al problema con molto distacco. Presenteremo al sindaco il nostro progetto contro il randagismo e siamo certi che insieme riusciremo a sconfiggere una piaga che da troppo tempo ci affligge”. Concludono gli animalisti.

 

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