Domenica, 17 Novembre 2013 17:59

Parco del Gargano, il monito di Legambiente: «futuro dell'area protetta è la partecipazione»

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Con Legambiente si torna a discutere di Parco Nazionale del Gargano, in un forum, vivace ma mai offensivo, il Presidente del Parco, Stefano Pecorella, si confronta con l' ambientalismo garganico, gli operatori dell'informazione e con i cittadini. L'appuntamento, moderato dal direttore del quotidiano l'Attacco Pietro Paciello, si è svolto sabato 16 novembre a Monte Sant'Angelo.

Oltre a Pecorella sono intervenuti Franco Salcuni e Gianfranco Pazienza di Legambiente e Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette di Legambiente, molti gli interventi dal pubblico. Il presidente, che ad un certo punto ha ironicamente sottolineato « faccio l'avvocato, non sono abituato ad essere io sotto processo» ha elencato le attività in cantiere, i problemi ereditati dalla precedente gestione e le intenzioni per il futuro. «Chi dice che il Parco non serve o non svolge bene il proprio mestiere lo dice in modo strumentale e non conosce le nostre attività - ha spiegato- basta collegarsi sul nostro sito internet e rendersi conto. La strumentalizzazione è sempre politica».

 

Se per Gianfranco Pazienza il mondo dell'associazionismo è cambiato negli ultimi anni ed è più attivo, la risposta di Salcuni è più secca «bisogna tornare a discutere di Parco, non può invitare i cittadini ad andare sul sito dell'Ente. Non si tratta di difendere nessuno operato, qui c'è un territorio da salvare. Quando è stato istituito il Parco sono nate numerosissime cooperative, credo una quindicina, che avrebbero potuto giocare un ruolo importante per lo sviluppo del territorio, oggi i giovani scappano dalla provincia di Foggia e ci si è disinnamorati del Parco».

 

Non convince il ragionamento di Pecorella legato allo sviluppo economico che generano le attività legate al Parco: «in una statistica nazionale viene fuori, attraverso una maggiore riscossione dell'Iva, che nelle aree protette si genera più economia. In un sondaggio si dimostra come alla domanda: preferisce andare in vacanza in un territorio con la presenza di un parco? La maggioranza risponde di sì». Ed è su questo tema che abbiamo chiesto al Presidente se è possibile quantificare con dati reali quanti turisti arrivano sul Gargano per un turismo legato alle attività del Parco. «Non è compito dell'Ente occuparsi di questo, i sentieri, le piste ciclabili sono proprietà dei Comuni». Il tema delle piste ciclabili viene ripreso anche dall'esponente di Legambiente Gianfranco Pazienza che le cita come cattivo esempio di programmazione. «Sono state costruite piste ciclabili pericolosissime, il territorio è pieno di cartellonistica con il simbolo della bicicletta, in realtà non abbiamo creato in precedenza una cultura del rispetto del ciclista da parte dell'automobilista».

 

Nella discussione non manca il riferimento alla storia politica del Parco, a come sono stati disegnati i confini delle varie zone del Parco e come sono stati il frutto di un compromesso con i Comuni e con politici che hanno fatto parte del consiglio direttivo. «Conosco bene la storia di questo giovane Parco- dice Nicoletti- diciotto anni sono pochi. I problemi del Gargano sono simili a tante aree protette soprattutto del sud, sono convinto, anche se non è facile, che se la politica non riesce dobbiamo intervenire direttamente noi. Il ruolo dell'ambientalismo dovrebbe essere sempre quello di stare all'interno del conflitto nei territori, spronare l'ente a fare meglio. C'è una proposta che faccio in tutta Italia: bisogna avere il coraggio di sostituire la pratica del consuntivo di fine anno, che svolge ogni anno il direttore dell'ente in solitudine nella sua stanza, con sistemi di partecipazione di tutti gli stakeolder. Questo potrebbe essere un primo passo per un parco più democratico, più sentito dai cittadini e più partecipato». Si torna a discutere del ruolo del Parco, di quello che si sta facendo e del potenziale, un dibattito necessario per un ente che deve appassionare tutti, principalmente i residenti e gli operatori turistici.

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