Martedì, 30 Marzo 2021 09:05

Vieste, Italia Nostra: "No alla privatizzazione del faro"

Scritto da  Redazione
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“Il bando di gara mira ad una valorizzazione dell’isolotto di Sant’Eufemia secondo un discutibile criterio di accogliere anche attività turistiche, ricettive, ristorative, ricreative con sicuri interventi che andrebbero ad avere un forte impatto sul piano paesaggistico-ambientale”.

L'associazione "Italia Nostra"di Vieste, in una nota, esprime preoccupazione per il futuro dell’isolotto di Sant’Eufemia e per il suo faro.

“Valorizzazione tramite affidamento in concessione ex art. 535 del Decreto Legislativo n. 66/2010 dei fari e segnalamenti della Marina Militare” con cui il Ministero della Difesa ha avviato una procedura aperta volta alla concessione in uso a terzi, del Faro di Santa Eufemia, la sezione di Vieste di Italia Nostra esprime forti perplessità circa gli effetti di tale affidamento- scrivono. 


Il bando di gara mira ad una valorizzazione dell’isolotto di Sant’Eufemia secondo un discutibile criterio di accogliere anche attività turistiche, ricettive, ristorative, ricreative con sicuri interventi che andrebbero ad avere un forte impatto sul piano paesaggistico-ambientale.


Forse si dimentica quale sia il legame profondo e indissolubile che ha Vieste con il mare e con l’imponente faro che fa da sentinella alla costa garganica. Costruito nel 1867, proprio di fronte al centro storico della città e alla villetta di Marina Piccola, il Faro di Vieste è divenuto simbolo della sua stessa città, apprezzato sia per le caratteristiche architettoniche uniche, sia per l’affascinante
panorama tutto mediterraneo che sa offrire.


E’ grazie alla presenza di una grotta-santuario su quest’isolotto posta alle spalle del faro, che oggi la comunità scientifica ha trovato un sostanziale accordo nell’identificare Vieste con l’antica Uria del Gargano dove Catullo, nel Carme 36, attesta che fosse molto diffuso il culto della Venere Sosandra. Le pareti rocciose conservano un ampio repertorio epigrafico con decine di iscrizioni in
greco e in latino, incise dai marinai e viaggiatori che hanno voluto lasciare traccia del loro passaggio, in onore della dea del mare e salvatrice di uomini, a partire dal III sec. a.C. fino a età medievale. Non si conosce il numero preciso delle iscrizioni. Numerose sono anche le raffigurazioni di croci e altri disegni poco leggibili.


Italia Nostra non ritiene il faro di Vieste uno scatolone vuoto nel quale collocare qualsivoglia attività prescindendo dalla sua natura, dal suo altissimo valore culturale, storico e naturalistico. È, piuttosto, un luogo idoneo ad accogliere eventi medio piccoli (culturali, musicali e/o teatrali) di qualità, convegni, attività para universitarie, esposizioni museali e, per queste ragioni, siamo fortemente contrari ad un suo sfruttamento commerciale. Vediamo positivamente la presenza di realtà museali e mostre temporanee, ma prioritario dev’essere raccontarne la storia e le vicende nei secoli. La sezione di Italia Nostra sezione di Vieste vigilerà per tutelare e nel contempo valorizzare il sito del Faro di Vieste oltre a mantenere intatta la naturalità dei luoghi, del mare e della costa circostante all’Isolotto di Sant’Eufemia, evitando che si possano realizzare interventi edilizi che possano costituire elemento di degrado non solo naturalistico ma anche paesaggistico”. Conclude la nota di Italia Nostra.

 

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