Mercoledì, 25 Novembre 2020 10:17

Amministratori protagonisti dello spot:"Nel futuro che vogliamo la violenza sulle donne fa parte del passato. Cominciamo oggi"

Scritto da  Redazione
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Paura, dolore, isolamento, omertà, disonore. Parole crude, inequivocabili, capaci di annientare corpo, anima e psiche: tutte fanno rima con violenza, in particolar modo quella perpetrata ai danni delle donne.

Nella giornata che il mondo intero dedica a questo tema, l'Ambito territoriale di San Marco in Lamis, composto dai Comuni di San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, San Nicandro Garganico e Rignano Garganico,  promuove una campagna informativa e di sensibilizzazione a difesa delle donne vittime di violenza: "Nel futuro che vogliamo la violenza sulle donne fa parte del passato. Cominciamo oggi". 1522 il numero nazionale o 3284044545 i recapiti da contattare per ricevere assistenza e tutela ed iniziare un nuovo percorso di vita.

 

Una volontà netta ed univoca da parte delle Amministrazioni comunali, confluita in una campagna di informazione e sensibilizzazione curata nel concept e nella realizzazione dall'Agenzia di comunicazione e promozione SCOPRO, che vede come primo passo la realizzazione di uno spot di forte impatto emotivo e comunicativo, in cui "ci hanno messo la faccia" le Assessore al Welfare (Caterina Ferro, Mariapia Patrizio, Costantina Di Leo) e i sindaci (Michele Merla, Michele Crisetti, Costantino Ciavarella, Luigi Di Fiore).

 

La violenza sulle donne ha diverse forme e modalità: quella fisica è più facile da riconoscere e sovente ci si concentra solo su di essa, ma esistono anche la violenza psicologica e quella economica. Oltre alla violenza fisica o sessuale, infatti, le donne con un partner subiscono anche violenza psicologica ed economica, cioè comportamenti di umiliazione, svalorizzazione, controllo ed intimidazione, nonché di privazione o limitazione nell'accesso alle proprie disponibilità economiche o della famiglia.

 

La violenza, in tutte le sue forme, si radica e progredisce nella disuguaglianza e nella discriminazione. Il Covid-19 non ha fermato la violenza, come dimostrano i dati sugli accessi ai Centri anti violenza. Come reso noto dalla Regione Puglia, dopo il calo delle richieste di aiuto registrato a marzo rispetto a febbraio 2020 (-37% di accessi, -47% di prese in carico, -14% di allontanamenti di urgenza), nei mesi successivi è stato registrato un significativo cambio di passo con incrementi elevatissimi rispetto a marzo ma anche ai mesi precedenti.

Ma, una soluzione c'è. Ed è proprio l'invito a prendere il coraggio a due mani e rivolgersi ai Centri Anti Violenza operativi, come quello dell'Ambito Territoriale di San Marco in Lamis.

Questo l'obiettivo della campagna di comunicazione voluta fortemente dalle quattro Amministrazioni comunali.

 

"Una donna subisce violenza quando viene aggredita fisicamente, verbalmente o psicologicamente ... e ogni volta che qualcuno parla a vanvera", afferma l'Assessore Caterina Ferro. "È un problema di vestiti, di orari, di luoghi? No, è un problema degli uomini. La violenza è vigliacca. Uomini abbiate coraggio", le fa eco il sindaco Michele Merla (San Marco in Lamis).

 

"Pensate a una donna che cammina da sola quando e dove vuole. Sì, è bella la civiltà. È bella la libertà" -  ci tiene a sottolineare l'Assessore Mariapia Patrizio. "Chi ti ama non ti vuole per sé; chi ti ama ti vuole felice. I lividi non fanno la felicità ", è il pensiero netto del sindaco Michele Crisetti (San Giovani Rotondo).

 

"Denunciare viene dal latino e significa 'portare a conoscenza'. Non vergogniamoci mai di portare a conoscenza", è l'appello lanciato dall'Assessore Costantina di Leo; per il sindaco Costantino Ciavarella (San Nicandro Garganico), "La casa è il luogo in cui ti senti più al sicuro: se non è così, quella casa non fa per te. Denuncia".

 

Dal sindaco della comunità più piccola del Gargano, Luigi Di Fiore (Rignano Garganico) parte una riflessione foriera di speranza: "Educhiamo i bambini al rispetto delle donne? Basterebbe educarli a essere uomini davvero. Nel futuro che vogliamo la violenza sulle donne fa parte del passato. Cominciamo oggi". "Cominciamo oggi", non è uno slogan ma un impegno, di tutti.

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