Sabato, 09 Giugno 2018 11:19

San Nicandro Garganico, sanpietrini violentati da colate di cemento

Scritto da  Gino Carnevale
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Il sampietrino o sanpietrino è il blocchetto di leucitite utilizzato per la realizzazione del lastricato stradale di uso comune nel centro storico di Roma e in Piazza San Pietro per pavimentare strade o piazze

Ne esistono di diversi tipi e dimensioni: i più grandi misurano 12×12 ×18 cm; quelli più comuni misurano 12x12×6 cm; mentre i più piccoli, 6×6 cm, sono molto rari ma si trovano in alcuni dei luoghi storici di Roma, come in piazza Navona.
Il sampietrino è utilizzato prevalentemente nell'Italia centrale, mentre nell'Italia settentrionale esiste la variante in porfido denominata bolognino in quanto utilizzato anticamente per la pavimentazione delle strade di Bologna che funse da modello per quelle città o paesi che, lontani dai corsi d'acqua, non potevano usufruire dei ciottoli.
Il sampietrino rappresenta una tipologia di pavé.
Ma lo stesso lavoro è stato fatto in migliaia di paesini e città di tutta Italia e tra di esse configura San Nicandro Garganico che oltre ad avere avuto la fortuna di esser stata costruita con strade di sanpietrini ha visto sulle sue strade anche quelle con la classica pietra di casa nostra.
Fu inventato con Papa Sisto V e fu utilizzato per lastricare tutte le strade principali di Roma: si comportava meglio degli altri lastricati esistenti per quanto riguarda il passaggio dei carri.
La denominazione dell'attuale sampietrino nasce nel 1725, quando monsignor Ludovico Sergardi, prefetto ed economo della Fabbrica di San Pietro, dopo aver valutato le pessime condizioni in cui versava piazza San Pietro, percorrendo la quale, poco tempo prima, la carrozza che trasportava il papa si era quasi ribaltata, decise di lastricare la piazza con i caratteristici blocchetti di leucitite, una roccia eruttiva tipica delle zone vulcaniche laziali.
In senso stretto il termine sampietrino corrisponde a un preciso taglio delle dimensioni inferiori a quelle del quadruccio. La caratteristica di questo tipo di pavimentazione è di non essere cementata, ma solo posata e poi battuta su un letto di sabbia e/o pozzolana: questo le conferisce elasticità e capacità di coesione e adattamento al fondo stradale. Ha anche il pregio di "lasciar respirare il terreno" grazie agli spazi tra una piastrella e l'altra; inoltre si può adattare molto facilmente all'irregolarità del terreno ed è molto resistente.
I suoi lati negativi sono che non garantisce un terreno uniforme e, se bagnato, può diventare piuttosto scivoloso, rendendolo inadatto a velocità sostenute. Altro aspetto negativo è il fatto di presentare una superficie poco regolare, quindi poco confortevole e anche rumorosa durante il transito dei mezzi di trasporto.
Oggigiorno è ancora usato per luoghi caratteristici nel centro storico di Roma, anche per strade particolarmente tortuose (ad esempio nel rione Trastevere), dove il traffico è contenuto e la velocità di transito limitata, ad Ancona, nel centro storico di Cagliari, a Napoli, in generale nel Lazio e nelle Marche.
Dopo questi brevi cenni di storia e di originalità tutta italiana passiamo al nostro problema che riguarda purtroppo uno dei tanti episodi che in questi giorni ci vede ancora una protagonisti. Un altro scempio sul nostro territorio è stato compiuto! Tolti i sanpietrini non sono stati più rimessi, anzi, colate di cemento come in altre strade del comune garganico.
Chiamatelo menefreghismo, chiamatelo disattenzione, chiamatelo come volete ma credo che tanti hanno gravi responsabilità in quanto non si vigila abbastanza per tenere salda una nostra tradizione e soprattutto una immagine che viene quotidianamente violentata da ditte appaltatrici e da tecnici con leggerezza operativa. Di chi sono le colpe? Chi si occupa del territorio? Senza ombra di dubbio i cittadini possono solo denunciare l’accaduto ma non possono intervenire in nessun modo. Sia chiaro che non si tratta solo di questo caso! Il paese è stato costantemente violentato negli anni con la soppressione di fontane di alta importanza storica e di fontanelle messe nel dopoguerra per attingere l’acqua. Nessuna salvaguardia del territorio e dei beni dei cittadini che lamentano come non vengano più ripristinate. Fontana Piazza IV novembre, uno splendore unico nel suo genere appartenente all’opera mastodontica del ventennio della stessa piazza dove oggi ha sede la scuola primaria e direzione didattica. Una fontana, un bene pubblico che a tutt’oggi non si sa che fine abbia fatto. Lo stesso dicasi delle fontanelle o di pavimentazioni di strade andate del tutto “smarrite”. Allora qualcosa non quadra da molti anni. Chi dovrebbe tutelare i nostri beni non lo fa! Paura? Disattenzione? Cosa succede quando ci sono incarichi di lavoro a ditte appaltatrici? Non è dato saperlo e per ora non ci interessa in quanto vogliamo capire come verrà risolta la questione di Via dei Volsci di San Nicandro Garganico e che azioni verranno prese affinchè si possa rimettere lo stesso manto originale di sanpietrini. Da San Nicandro Garganico per ora è tutto, ma solo per ora!

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