Giovedì, 22 Febbraio 2018 09:14

“Una pena più dolce” nel carcere di Foggia, attestati e giacche da chef

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Lettera aperta dei detenuti: “Questa attività dimostra come anche la frequentazione di un corso di formazione possa contribuire a un migliore inserimento nella società esterna e ad abbattere la recidiva”

È stato un bel progetto, breve ma intenso. Si è formato un gruppo affiatato, abbiamo superato alcune difficoltà, dovute a differenze caratteriali e realizzato tutti insieme torte, crostate e ciambelle”. Grande entusiasmo, ieri, nella Casa Circondariale di Foggia per la conclusione del progetto “Una pena più dolce...”, iniziato il 22 novembre 2017 per volontà giaccadella dirigente del CPIA1 Foggia, Antonia Cavallone e del vicario, Luigi Talienti. Il corso, realizzato grazie al Decreto Ministeriale 663, articolo 13 "scuola in carcere", ha coinvolto 15 detenuti della Casa circondariale di Foggia, che hanno acquisito le nozioni di base dell’arte pasticcera. Il progetto ha visto la collaborazione sinergica della Direzione della Casa Circondariale, dell’Area Trattamentale, del Corpo di polizia penitenziaria e, per l’aspetto della comunicazione, del CSV Foggia.
“Siamo qui presenti, con umiltà – hanno scritto i detenuti in una lettera aperta - per ringraziare l’Amministrazione Penitenziaria e, in particolare, Direzione, polizia Penitenziaria e Area educativa del carcere di Foggia, di averci dato la possibilità di frequentare con costanza questo corso. Questa attività dimostra come anche la frequentazione di un corso di formazione possa contribuire a un migliore inserimento nella società esterna e ad abbattere la recidiva del reato. Per questo, un caloroso ringraziamento va al prof Luigi Talienti e alla scuola CPIA non solo per il corso appena concluso, ma per tutte le attività che vengono organizzate, da anni”.attestato
“Per realizzare attività di questo tipo – ha sottolineato il dirigente scolastico, durante la consegna degli attestati – occorre superare le non poche difficoltà che si annidano nelle maglie della burocrazia. Sforzi ben ripagati, se si guarda ai risultati. Ora tocca a tutti voi fare tesoro di tale esperienza, che potrete presentare a un futuro datore di lavoro”.
Il docente e volontario Luigi Talienti, tutor e motore del progetto, ha voluto donare a tutti i partecipanti anche una giacca da chef, come augurio per il futuro professionale, ma non solo. “La prima torta che realizzerete fuori dalla Casa circondariale dovrà essere per la vostra famiglia, che rappresenta la forza e il coraggio anche in questo periodo di detenzione. Abbiamo trascorso insieme un periodo di formazione positivo e uno degli aspetti più belli è stata la generosità che avete mostrato mettendo, a volte, a disposizione alcuni ingredienti e realizzando dolci speciali nel periodo natalizio anche per i detenuti delle altre sezioni”. Alcuni dei detenuti partecipanti al corso, cheattualmente lavorano nelle cucine dell’Istituto, hanno ricevuto l’attestato con il grembiule, durante una breve pausa dall’attività lavorativa. “Speriamo che presto possano essere attivati nuovi corsi del genere, anche più lunghi. Ci fanno bene e ci consentono di confrontarci e imparare qualcosa di nuovo”.

 

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Giuseppe Limosani Il Maestro Partigiano