Venerdì, 18 Aprile 2014 08:31

I riti della Settimana Santa sul Gargano

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La settimana che precede la Pasqua è, dal punto di vista religioso, la più intensa e carica di emozioni. La processione del Venerdì Santo rappresenta l'incontro, dopo la ricerca piena d'angoscia di Maria, con Gesù incatenato, ferito. Ogni paese, mescolando tradizione e fede, nel corso dei secoli ha sviluppato un proprio modo di rivivere la Passione di Cristo.

 

Vico del Gargano - Le cinque antiche Confraternite di Vico del Gargano, dalle 8 del Venerdì Santo nelle processioni penitenziali portano "le Madonne" a visitare Gesù Sacramentato nelle 12 Chiese cantando il Salmo 50 o "Miserere" per poi rientrare nelle proprie sedi intonando l'Inno Pange. Dalle 17 nelle parrocchie e nelle varie chiese, liturgia della Passione del Signore e adorazione della croce, la messa "Pazza", così chiamata perché nella celebrazione manca il momento della "consacrazione Eucaristica". Vengono consumate le "Particole consacrate" durante la messa del Giovedì Santo. Alle 19, in un unico corteo le Confraternite e il popolo portano in cerimonia il simulacro dell'Addolorata della chiesa matrice e il Cristo morto della chiesa di San Giuseppe intonando in modo separato il Miserere giungendo sino alla zona che simboleggia il Golgota, posta alla punta estrema del quartiere Carmine, al "Calvario" dove cinque croci simboleggiano le altrettante piaghe di Gesù. Dopo l'ultima croce le Confraternite e il popolo intonano con voce potente e risonante "Evviva la Croce" che accompagna tutto il ritorno del corteo. La processione si divide in Piazza Castello: la Confraternita dei Cinturati di Sant'Agostino e Santa Monica accompagna il Cristo Morto nella cdi San Giuseppe, mentre le altre confraternite rientrano con la Madonna alla chiesa matrice. Nelle due chiese viene cantato questa volta all'unisono e in maniera completa il "Miserere". Il Sabato Santo dalle ore 22.30 veglia pasquale nella Resurrezione del Signore Gesù Cristo e benedizione del fuoco e dell'acqua nelle parrocchie. La domenica di Pasqua dalle 9 Santa Messa di Resurrezione del Signore in tutte le chiese.

 

fracchia San MarcoSan Marco in Lamis - Si rinnova a San Marco in Lamis l'antica tradizione delle Fracchie. L'alba del Venerdì Santo, la bellissima statua della Madonna Addolorata, viene portata in processione alla ricerca del Figlio, in tutte le chiese del paese. La processione è molto sentita da tutta la popolazione e davvero toccante è ascoltare lo Stabat Mater intonato dalla voce delicata delle donne e da quella possente degli uomini. Alla sera la statua della Madonna Addolorata ripercorre le strade del paese preceduta dalle Fracchie, grandi torce di dimensioni diverse costruite da un tronco spaccato longitudinalmente e riempito di rami, sterpi, schegge di legno e frasche. Le origini delle Fracchie si devono a Don Costantino Iannacone che fece costruire una chiesa in località Monte di Mezzo, dedicata alla Vergine dei Sette Dolori. La Chiesa era ben oltre fuori le mura e la strada priva di ogni tipo d'illuminazione, così i contadini concepirono le Fracchie, in maniera da illuminare la strada alla Madonna, tra la sua chiesa e la Collegiata, mentre andava alla ricerca del Figlio morto. La processione inizia con le fracchie piccole portate dai bambini accompagnati dai familiari; seguono quelle più grandi, poi i lampioncini e le scene viventi riguardanti la Passione di Gesù preparati dalle scuole, dalle associazioni o anche da privati cittadini; viene poi la statua della Madonna Addolorata seguita dai fedeli che cantano lo Stabat Mater. Chiudono la processione le Fracchie di media grandezza e le giganti.I riti della Settimana Santa a San Marco in Lamis si concludono con la processione della Madonna Addolorata che nel giorno di Pasqua, a mezzogiorno, vestita a festa, ripercorre le strade del paese.

 

Monte Sant'Angelo - Il Venerdì Santo presso la chiesa di San Benedetto, avviene la secolare funzione chiamata L'Ufficio delle tenebre, che comprende gli antichi riti del "Miserere" e del "Terremoto", dove i confratelli si prostrano a terra mentre echeggiano le note del Miserere dopo il quale, allo spegnersi di una candela che simboleggia la morte del Redentore, tutti producono un cupo rumore percuotendo i banchi della chiesa, aiutati anche dal suono gracchiante delle "bàttole" come per riprodurre lo sconvolgimento della natura alla morte del Redentore. Nel pomeriggio dalla Chiesa di San Francesco D'Assisi muoverà la Processione del Cristo Morto. La domenica di Pasqua, alla sera, ci sarà lo Sparo della Quarantene, un pupazzo di stracci che indicava l'austerità della Quaresima.

 

Carpino - Dalle 19 del Venerdì Santo, si tiene la tradizionale processione con il suggestivo e commovente incontro, in Piazza del Popolo, tra il Cristo morto e la madre Maria Addolorata. La processione parte dalla Chiesa Madre di San Nicola e si snoda per due vie diverse ed opposte: da una, Corso Vittorio Emanuele, viene portato a spalla da ragazze del luogo, la statua del Cristo morto preceduta da una croce di legno nero letteralmente trascinata sulle spalle da due devoti incappucciati, che si danno il cambio lungo il percorso processionale; mentre la zona storica a ridosso della Chiesa, quella della Torre Normanna o del Calvario viene percorsa dall'altra processione dove sono portate le statue della Madonna Addolorata accompagnata da San Giovanni l'Apostolo ed Evangelista e da Maria Maddalena. I due percorsi confluiscono, in modo naturale, in Piazza del Popolo dove avviene l'incontro delle figure dei Santi personaggi del Calvario. L'ultimo percorso viene accompagnato da un tradizionale canto carpinese lu "Giuvdija Sant".

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