Lunedì, 15 Ottobre 2018 10:57

98° Anniversario Eccidio di San Giovanni Rotondo 14 ottobre 1920, il ricordo dell'A.N.P.I.

Scritto da  Redazione
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Pubblichiamo la nota del circolo A.N.P.I. di San Giovanni Rotondo a 98 anni dall'eccidio del 14 ottobre del 1920.
 
Ad ormai 98 anni dall’eccidio che, il 14 ottobre del 1920, si consumò dinanzi il palazzo comunale di San Giovanni Rotondo, dobbiamo interrogarci su quanto realmente accadde quel giorno (che sarebbe dovuto essere un giorno di festa e partecipazione comune) di quasi un secolo fa: pertanto dobbiamo rammentare quanto accadde realmente quel giorno partendo dal quadro storico nazionale, tentando una fedele ricostruzione dei fatti mediante le esigue fonti storiografiche di cui disponiamo: nel 1919 si tennero le Elezioni Politiche, chiara fu la vittoria dei Socialisti; la situazione nel Paese andava chiaramente degenerando dal punto di vista sociale, tanto che agli inizi del 1920 assistiamo ad un inasprirsi della lotta sociale ed ad una conseguente intensificazione dei contrasti di classe.
 
A San Giovanni Rotondo la situazione politica di quel periodo non è diversa: l’amministrazione comunale retta dal sindaco socialista Angelo Maria Merla fu estromessa per motivi non chiari dal Municipio, fu quindi nominato un commissario prefettizio, le elezioni si avranno il 3 ottobre 1920, lo scrutinio si terrà in un clima di grande tensione e l’esito resterà incerto fino alle ultime ore: ad uscirne vittoriosi saranno i socialisti, forti dell’appoggio dei lavoratori. Queste elezioni saranno un duro colpo per lo schieramento avversario che perderà con 850 voti contro i 1069 voti dei vittoriosi socialisti, i quali si preparavano ad una marcia verso il Municipio, preceduti dalla banda musicale, al termine della quale avrebbero issato la bandiera rossa sul balcone del municipio in segno di vittoria, ma i fascisti avevano già annunciato la loro dura opposizione e, di fatto, il 14 ottobre 1920, giorno della manifestazione socialista, i fascisti si buttarono sulla folla in festa, uccidendo tredici compagni, tra i quali uno dei quaranta carabinieri che appoggiavano la manifestazione.
 
Ad oggi, dopo 98 anni, non possiamo che affermare che San Giovanni Rotondo fu tra i primi paesi d’Italia a conoscere l’avanzata fascista, non possiamo che condannare ancora quel vile gesto antidemocratico e condannare qualsiasi gesto che ancora oggi rappresenta una restrizione o un annullamento delle libertà individuali, che siano politiche, ideologiche, sessuali, di pensiero.
 
 
Circolo A.N.P.I. Giuseppe Limosani
San Giovanni Rotondo

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Giuseppe Limosani Il Maestro Partigiano