Striscia la notizia, Emanuele, Papa Francesco e la città

Scritto da Giovedì, 19 Maggio 2016 15:34

Il servizio di Striscia la notizia riguardante Emanuele, il ragazzo che da anni gira nei pressi del convento di San Giovanni Rotondo in cerca di pietà, non poteva che avere una reazione stizzita da parte dei cittadini. Molti in rete parlano di un finto povero, invitano Pinuccio, l’autore del servizio, a fare una rettifica, qualcuno sostiene che in realtà si tratta di un furbacchione. Non entro nel merito delle vicende e non ho elementi per valutare se Emanuele ha bisogno di elemosinare oppure è uno bravo a mentire tanto da raggirare anche Pinuccio e Ricci. La cosa su cui invece è necessaria una riflessione è la rappresentazione che viene fuori dal servizio del Tg satirico della città di San Pio. I frati che pensano al guadagno, i cittadini che pensano a fare quattrini speculando sull’immagine del santo, la tomba con l’oro, per raccontare questo, per rappresentare questo cliché , oggi è stata utilizzata la storia di Emanuele, ma quello che interessa seriamente a Pinuccio è raccontare una città lontana dalla spiritualità, rappresentare quel luogo comune che la città di San Giovanni Rotondo tiene attaccato come un marchio e di cui proprio non riesce a liberarsene. Emanuele è stato solo funzionale.

 

La storia di Emanuele funziona bene dal punto di vista della comunicazione. Ed è allora su questo marchio di fabbrica che bisogna lavorare, i luoghi comuni sono difficili da abbattere. “Venezia è umida”, “Torino capitale dell’industria”, “Bologna la rossa”, “Napoli capitale dello scippo”, “San Giovanni Rotondo capitale delle contraddizioni della religione”.

 

Esiste una ricetta per sdoganarsi? Ogni punto di debolezza nel marketing territoriale viene studiato per farlo diventare un punto di forza. È dal punto di debolezza che si parte per avere successo. Su questo passaggio non c’è mai stato un ragionamento serio e sono state perse numerose occasioni. Due esempi: il Giubileo del 2000 e il Giubileo in corso, nel primo caso si è fatto troppo, nel secondo niente. In modo particolare non è stata assolutamente “sfruttata” l’occasione di entrare nel percorso attuale della chiesa di Papa Francesco.

Da che cosa è caratterizzato il papato di Francesco?

Si parla di “papato di rottura”. La rottura si è realizzata soprattutto a livello simbolico, comunicativo: da quel “buonasera” alla scelta di vivere in una modesta dimora, all’uso di semplici auto, all’utilizzo di scarpe usurate, all’abitudine di telefonare, al dialogo con i non credenti. Simboli, si dirà, non sostanza. Papa Francesco ha mostrato di esserne perfettamente consapevole, ha saputo essere molto attento alle ripercussioni psicologiche di ogni suo gesto, per cercare di scuotere l’immagine forse troppo rigida e un po’ ingessata che l’istituzione ecclesiastica da molto tempo offriva di sé. Così è riuscito ad abbattere una serie di critiche sulla chiesa, e ovviamente da Striscia la notizia sono scomparsi i servizi sulle scarpe rosse del Papa.

Da queste cose deve imparare San Giovanni Rotondo, la strada è stata già tracciata dal rappresentante più importante della chiesa cattolica. E' una cosa necessaria che occorre fare per rispetto di San Pio. Non è un lavoro che devono fare i frati, anzi credo che loro possano fare poco. C’è tanto da lavorare e solo dopo possiamo pretendere una rettifica da Striscia la notizia, per adesso "becchiamoci" le critiche di Pinuccio e speriamo che si comprenda la necessità di una svolta concreta, finalmente sobria. Il termine sobrietà traduce una parola greca molto ricca, corrisponde a saggezza, equilibrio, padronanza di sé, moderazione, temperanza. Queste sono parole su cui costruire la futura immagine della città.

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Gennaro Tedesco

Giornalista

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Giuseppe Limosani Il Maestro Partigiano