Lo Stato dichiara "guerra" alla criminalità nel Salento. E sul Gargano?

Scritto da Domenica, 29 Maggio 2016 10:41

Dati e flussi turistici simili, in taluni casi superiori. Omicidi e rapine. Operazioni di Forze dell’Ordine e Procura finalizzate a smantellare clan e organizzazioni dedite allo spaccio di droga, al controllo di appalti e del territorio. Sequestri di beni a professionisti che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati vicini al potentissimo clan camorristico dei Casalesi. Ma gli accordi per la sicurezza si firmano solo nel Salento. Il dubbio resta: chi comanda sa dove si trova e cosa accade sul Gargano?

A Lecce è stato firmato (era ora) l’Accordo per la Sicurezza integrata e per lo sviluppo del territorio di Gallipoli. I firmatari: Prefettura, Regione Puglia (presente Michele Emiliano), Provincia di Lecce, Comune. Il tutto sotto lo “sguardo attento” del ministro dell’Interno Angelino Alfano. L’accordo è finalizzato alla messa a punto di nuovi modelli operativi per prevenire infiltrazioni della criminalità organizzata nelle attività turistiche e produttive. Tra gli strumenti di prevenzione e controllo c’è quello del rafforzamento della videosorveglianza (nell’accordo anche un progetto pilota in ambito nazionale per dotare tutti i locali di intrattenimento e gli stabilimenti balneari di defibrillatori).

Tra i dati che più impressionano, per similitudine al Gargano, c’è quello fornito dal Prefetto del capoluogo salentino Palomba (ripreso anche dai quotidiani nazionali, regionali e locali) relativo alle presenze a Gallipoli nella stagione estiva: circa due milioni, a fronte di una popolazione di 20mila abitanti. Numeri e dati, derivanti dalla stagione turistica gallipolina, che non sono passati inosservati a Cataldo Motta, capo della Procura di Lecce che ha evidenziato come Gallipoli, proprio per effetto della sua esplosione turistica, negli ultimi anni abbia attirato l’attenzione della criminalità organizzata di altri territori, nei cui confronti occorre mantenere alta l’attenzione. Un accordo, giusto e sacrosanto, firmato e voluto per evitare che la criminalità organizzata, in tutte le sue denominazioni, possa in qualche modo gestire indisturbata flussi enormi di denaro e di droga. Senza contare le operazioni, oramai ordinarie, che si consumano negli Enti pubblici che contribuisco a consegnare alla criminalità anche un livello istituzionale.

A nord del Salento, sul Gargano, la sola Vieste, con il solo turismo estivo-balneare, fa registrare 1.900.000 presenze turistiche a fronte di una circa 14mila abitanti. IL 41% dei posti letto dell’intera regione Puglia sono concentrati a Vieste. Gli ultimi omicidi di mafia sono stati commessi a Vieste. Diverse le operazione delle Forze dell’Ordine, su ordine della Procura di Foggia, finalizzate a stroncare il flusso di denaro proveniente dallo spaccio di droga. Più di un anno fa sono stati posti sotto sequestro beni e consistenze economiche, per circa 8 milioni di euro, ad un professionista ritenuto vicino alla fazione del boss Bidognetti dei Casalesi. Una parte dei beni è stata sequestrata a Rodi Garganico (su provvedimento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Dda di Napoli). Un comune, quello di Monte Sant’Angelo, è stato sciolto per infiltrazioni mafiose (il 20 luglio la pronuncia del Tar del Lazio sul ricorso presentato dalla vecchia giunta). Dati, fatti e fenomeni criminali che sembrerebbero non interessare a chi decide dove investire uomini e risorse destinati alla sicurezza, è evidente, per contro, che la criminalità organizzata quella locale e quella proveniente "da fuori" vede al Gargano con particolare interesse.Sarà anche per questo che il Gargano continua nella sua lotta per non “retrocedere” mentre Alfano consegna il posto in Coppa dei Campioni a Gallipoli e al Salento: “Il Salento è nella Champions del turismo e questo è un fatto estremamente positivo. Rafforzeremo le forze dell’ordine, ma questi rinforzi a Gallipoli ci dovranno arrivare”.

Ultima modifica il 29 Mag,2016
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Michele Gemma

Giornalista

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