L’amore per il Gargano non è solo nel rapporto che Lucio Dalla aveva con le Isole Tremiti.

Quando ho letto delle percentuali di raccolta differenziata del concorso “Comuni Ricicloni”, quello serio di Legambiente, mi è venuta l’idea: “se facessimo una classifica dei Comuni del Gargano chi vince”? Ovviamente non mi aspettavo tanto successo per l’iniziativa. Dietro il grande interesse c’è la voglia di capire le percentuali di differenziata del proprio Comune. Creare una piccola competizione può essere interessante per differenziare di più, sono sicuro che sia anche questo il motivo che spinge l’associazione Legambiente ad organizzare il concorso. Nella nostra “gara” ha vinto Monte Sant’Angelo (la classifica del Fatto del Gargano). Mi ha fatto piacere leggere il commento dell’assessore all’ambiente del comune di Monte Giuseppe Ciuffreda, persona che conosco da moltissimi anni e che sono contento faccia l’assessore.

Alcune considerazioni sono necessarie. La prima riguarda le percentuali vergognose di Foggia città, Rodi , Peschici e Isole Tremiti (tutti attorno al 4%), bisogna fare qualcosa; la seconda è che, in media,  la raccolta differenziata nelle città del Gargano è aumentata notevolmente negli ultimi anni. Fino agli anni novanta era materia per ambientalisti e tutti non capivano bene di che cosa si trattasse. Oggi, grazie ad alcune leggi, più della sensibilità degli amministratori e dei cittadini, le cose vanno un po’ meglio. Ma che dice la legge? La percentuale minima di raccolta differenziata (quota fissata dall’Unione Europea) per ogni Comune è fissata per legge al 65%, obiettivo che andava raggiunto entro il 2012. Ricordo a tutti che siamo nel 2015. Per cui è vero che Monte Sant’Angelo vince con il 51% nella nostra classifica ma siamo sotto la percentuale minima.

In molti si sono meravigliati della bassa percentuale della raccolta a San Giovanni Rotondo, in questo caso c’è da specificare che il dato (28%) è su base annuale e che il porta a porta “spinto” è stato avviato solo l’estate scorsa, quindi si è passati da una percentuale del 13% dei primi mesi dello scorso anno al 45%, passando per un 51%. Quindi se prendessimo come riferimento l’ultimo dato utile il 45%, o quello del 51%, anche in questo caso non si arriva al 65% stabilito dalla legge, con l’aggravante che oggi in tutta la città è in atto il “porta a porta”. Per cui c’è ancora tanto da fare, da sensibilizzare. Sempre nel concorso, quello vero, ci sono altri parametri che vengono giudicati utili, la graduatoria è stilata considerando l'indice di buona gestione, che tiene conto di numerosi parametri, oltre alla percentuale destinata a recupero di materia, la produzione di rifiuti pro-capite, la tipologia di raccolta,la raccolta differenziata dei rifiuti pericolosi, quanto si contribuisce alla separazione delle frazioni pericolose dai rifiuti indifferenziati, fondamentale ai fini della sicurezza dello smaltimento finale, e molti altri ancora.

Per cui aldilà del nostro gioco, c’è ancora molto da fare per definirsi “Comuni Ricicloni”, per adesso accontentiamoci dei vincitori parziali.

Azzeramento del mutuo, un'auto nuova (mi piace molto la nuova Jeep Renegade), un corso a pagamento di lingua inglese (full immersion con insegnante madrelingua), una camionata di nuovi libri, cento bottiglie di vino di un certo livello, un tesoretto per i miei due figli (Giulia e Nicola) per il loro futuro, qualche migliaio di euro da investire per "Il Fatto del Gargano" e un po' di beneficenza (non è mai troppa).

C’ è un libro a cui sono molto affezionato, mi piace la copertina, il contenuto e anche le note biografiche dell’autore, Gino Nardella

La situazione politica della città di San Giovanni Rotondo è sempre più imbarazzante . Il prezzo che la comunità pagherà è altissimo. Le dimissioni «per motivi personali» di due assessori non è l’unica sorpresa che la città avrà in questo anno appena iniziato. Il fedelissimo di Pompilio, Stefano De Bonis, è stato sacrificato sull’altare della tenuta della nuova maggioranza, così come la stanca e spaesata Di Maggio.

Il prezzo è sempre più alto, la posta si alza. Tutta questa operazione ha una matrice unica, il sostegno ha un costo. Il sindaco Pompilio è il primo ostaggio di questo “Risiko” politico.

Che fa l’opposizione? Tenta di organizzarsi, forse. Spiazzati e increduli dalle mosse degli ex amici, che sono diventati nemici. E allora? I cittadini devono sapere che siamo tutti ostaggio dei “Chuck Norris”, pare chiaro che anche lo “sceriffo” Pompilio è ostaggio dei “Chuck Norris nostrani”.

Avete capito chi è “Chuck Norris”? In Italia il suo telefilm, che lo vede vestire i panni del ranger texano Walker e fa registrare ascolti sempre più alti. E l'ondata di interesse ha dato vita a un vero e proprio fenomeno: "i fatti di Chuck Norris", ovvero battute, motti, freddure dedicati all'attore. Tutto nasce negli Usa qualche anno fa. Norris pubblica un libro in cui racconta gli straordinari risultati fisico-mentali che ottiene con la meditazione. Solo che si lascia prendere la mano ed esagera. Implacabile scatta lo sfottò. “Chuck Norris quando mangia le banane flambé comincia dal fuoco”. “Chuck Norris usa il viagra... come calmante” . “I fermenti lattici dello yogurt di Chuck Norris sono tutti morti”.

A proposito di Chuck Norris, si dice che “vince a Risiko usando un solo carro armato. Non pago, attacca anche tutti i carri armati rimasti nella scatola. E conquista anche la scatola”.

Originale idea del Presidio del libro di Foggia in collaborazione con la libreria Ubik

Il Presidio del Libro di Foggia continua a promuovere la passione per la lettura tra i ragazzi.
Book sharing, feste del libro nelle scuole, incontri con autori importanti, workshop di editoria "I mestieri del libro".Ora un progetto nuovo: il "libro sospeso".

In altre città è una realtà consolidata, nata a Milano da un'idea della libraia Cristina Di Canio, questa nuova modalità di lettura sta dilagando in tutta Italia.
Il meccanismo è semplice ogni lettore può passare in libreria e lasciare un libro pagato (sospeso) a uno sconosciuto avventore che dopo di lui potrà imbattersi casualmente in un romanzo o un saggio che magari non avrebbe mai letto. L
'intento è quello di regalare emozioni ed esperienze di lettura agli altri.

I lettori foggiani potranno farlo alla libreria Ubik, per tutto il periodo di Natale, la "variante" foggiana del libro sospeso ha solo una caratteristica in più rispetto a quella classica: potranno essere soltanto ragazzi e studenti a ritirare i libri sospesi.

Per ulteriori informazioni consultate il profilo Facebook dell'associazione.

«Auguri. Buon Natale».

“Fuori magari c’è poco tempo ma tanto spazio. Qui invece è il contrario. C’è tanto tempo ma poco spazio. Ed è questo in un certo senso il cortocircuito. Venti ore al giorno dentro tre metri per due in tre, quattro persone”.

D’ora in poi, il Comune di Alberona potrà fregiarsi di un altro importante riconoscimento che certifica l’eccellenza e l’interesse ambientale, architettonico e culturale del borgo: accanto al marchio “Bandiera Arancione” del Touring Club e a quello Anci de “I Borghi più belli d’Italia”, ci sarà anche l’emblema de “Le Plus Beaux Villages de la Terre”.

La comunicazione ufficiale è arrivata direttamente da Umberto Forte, direttore de “i Borghi più belli d’Italia”, la rete dei paesi che l’Anci promuove per valorizzare le eccellenze dell’entroterra italiano. “Les Plus Beax Village de la Terre” è una Federazione che mette insieme i piccoli comuni più belli del mondo presenti in Italia, Quebec, Francia, Vallonia e Giappone. A breve, saranno federati anche i borghi eccellenti di Sassonia, Spagna, Grecia, Romania, Corea del Sud e Palestina. Il presidente della Federazione è Fiorello Primi, che presiede anche l’organizzazione de “I Borghi più belli d’Italia”.

Il marchio e l’appartenenza a questa rete internazionale comportano una serie di vantaggi molto rilevanti per Alberona: il piccolo comune dei Monti Dauni, infatti, sarà promosso attraverso tutte le iniziative della Federazione. Una prima e importante azione messa in atto grazie alla rete è la realizzazione della App gratuita de “I Borghi più belli d’Italia”, utilizzabile attraverso i dispositivi che utilizzano le piattaforme Android e Ios e scaricabile sia da Google Play (piattaforma Android) che da App Store (piattaforma Ios). E’ online, e si può scaricare gratuitamente (http://static.touringclub.it/store_pub/ba_doc/101_file.pdf), anche la nuova guida ai “Borghi accoglienti” realizzata dal Touring Club Italiano. A pagina 85 c’è proprio Alberona, uno dei paesi ai quali il TCI ha riconosciuto e riconfermato la Bandiera Arancione, certificato d’eccellenza e d’interesse turistico ambientale per i piccoli centri dell’entroterra italiano. La guida presenta le località Bandiera arancione certificate dal Touring per il patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio e per l’offerta turistica d’eccellenza.

All’interno della pubblicazione vengono segnalati anche i "gesti di benvenuto" offerti ai Soci Touring: sconti, vantaggi, omaggi e piccoli gesti di accoglienza che renderanno l’esperienza di visita speciale. Alberona è stato, in assoluto, uno dei primi paesi della Puglia a cui il Touring Club ha assegnato il riconoscimento della Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico-ambientale. La Bandiera Arancione è un marchio estremamente selettivo. Dal 1998, sono stati oltre 2.000 i Comuni italiani che si sono candidati a ottenere il riconoscimento: solo il 10% di questi è riuscito a soddisfare i parametri richiesti e a superare le verifiche. La commissione del Touring Club, prima dell’analisi della località e della visita sul campo, analizza le risposte a un questionario con 250 domande e richieste di certificazioni che riguardano l’accoglienza, la ricettività e i servizi complementari, i fattori di attrazione turistica, la qualità ambientale e, infine, la struttura e la qualità peculiare della località.

Quando si aprono i libri di Don Tonino Bello ci si carica di speranza e si rimane estremamente sorpresi dall’attualità dei testi. È da un po’ di giorni che è tornato a farmi compagnia “La sfida della speranza”. «Coraggio, gente: non adattiamoci alla mediocrità- scrive Don Tonino- amici operatori sociali e politici, non vi scoraggiate. Chiedete al Cielo il dono di una genialità nuova che vi metta in grado di esprimere, su scenari politici più giusti, il vissuto e le ansie dell’uomo contemporaneo. Chi si assume l’impegno politico guardi lontano, al di là degli steccati strapaesani. Non demordete : la coerenza paga, anche se con qualche ritardo. Paga anche l’onestà». In lettere sulla politica scrive: «Chi state servendo? Il bene comune o carriera personale?».

Tornano attualissime, in questo particolare momento della scandalosa vita politica nazionale, e il teatrino della vita politica locale, le sue “Lettere”.«Impegno troppo spesso screditato in questo nostro tempo di esasperate tensioni e di conflitti non sempre disinteressati. La gente, è noto, accomuna tutti nell’ambizione e nell’affarismo. L’aggettivo più ricorrente accanto alla politica è “sporca”. “La gente con voi è ossessivamente cortigiana o vi disprezza».

Don Tonino conosce il disamore della gente verso la classe politica. Cita i versi di Pasolini ”Avete, accecati dal fare, servito il popolo non nel suo cuore ma nella sua bandiera”. Ma il vescovo vuol far sentire al popolo il valore autentico della politica. “Arte nobile e difficile”, Don Tonino va dritto alla realtà dei problemi. «Abbiate il coraggio di opporvi pagando anche di persona quando nella distribuzione degli incarichi, nell’assegnazione degli appalti, nella destinazione delle aree urbane si tengono presenti interessi».

Nell’ultima sua lettera politica, il vescovo esorta gli eletti del popolo alla sobrietà. «Che vuol dire non ubriacarsi di potere. Non montarsi la testa con i fumi della gloria. Partitocrazia non è altro che l’ubriachezza dei partiti che hanno espropriato i cittadini». E poi l’invito più pressante: «privilegiate l’uomo più che la pietra, più che le opere materiali. Ricostruire l’uomo vale infinitamente più che costruirgli la casa». Motivo dominante delle sue riflessioni: «rimettere la persona al centro di ogni impegno politico. La persona, non il calcolo di parte. La persona, non le astuzie del potere. Ascoltare le persone».

Molto spesso gli interventi di don Tonino sono sollecitati dagli eventi, dalla vita. Così avviene all’indomani del 7 luglio 1992 quando il sindaco della città di Molfetta, Gianni Carnicella, viene freddato da un colpo di fucile a canne mozze per non essersi adoperato per lo svolgimento di un concerto di Nino D’Angelo, come richiesto da un pezzo della malavita di Molfetta tra cui anche un consigliere comunale della Democrazia Cristiana. La celebrazione di quelle esequie costituisce un’occasione propizia per riflettere sul ruolo della politica, sul clima dilagante e strisciante di illegalità. «È il discorso sul malessere della città – fa notare don Tonino. Un malessere che, in modo spesso maldestro, vogliamo rimuovere dalla nostra coscienza e del quale facciamo fatica a prendere atto, forse perché troppo fieri del prestigio del nostro passato. Un malessere che si costruisce su impercettibili detriti di illegalità diffusa, sugli scarti umani relegati nelle periferie, sui frammenti di una sottocultura della prepotenza non sempre disorganica all’apparato ufficiale».

Oggi consiglio a tutti di leggere Don Tonino, in modo particolare alla classe dirigente, anche nelle sue pagine più scomode, anche quando nel suo insegnamento dice di “fare un passo indietro per il bene di tutti”.

                                                                  

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Giuseppe Limosani Il Maestro Partigiano