Giovedì, 05 Novembre 2020 11:18

San Giovanni Rotondo, a colloquio con il consigliere Ciavarella: “Sono io che vado via dai Riformisti”

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Il consigliere Mauro Ciavarella Il consigliere Mauro Ciavarella

Parla il consigliere comunale Mauro Ciavarella e chiarisce la sua posizione, “io lavoro per la città, le amministrazioni muoiono per tatticismi politici, ci vuole chiarezza” ci dice, e rivendica la richiesta di azzerare la giunta, ecco perchè.

Annuncia un suo documento dove spiegherà la sua posizione e quello che sta accadendo all’interno della maggioranza di Palazzo San Francesco, ci anticipa che sarà anche una risposta al documento protocollato dai Riformisti in cui si annuncia la sua "epurazione".Un rapporto evidentemente difficile con il gruppo politico nato successivamente alle elezioni amministrative,oggi rappresentato in consiglio comunale da Lucia Mischitelli e Antonio Pio Cappucci e dai tre rappresentanti politici: Giuseppe Siena, Michele Scarale e Onofrio Quotadamo. L’incomprensione più grande, apparentemente, la richiesta di Ciavarella di azzerare la giunta guidata da Michele Crisetti. Richiesta fatta da Ciavarella durante una riunione di maggioranza non condivisa dal resto del gruppo. "Il consigliere avendo assunto, in particolare negli ultimi tempi, posizioni e condotte assolutamente incompatibili con la linea e le altre azioni condivise del movimento, anche con il sindaco e le altre forze politiche, non appartiene più al gruppo politico dei Riformisti"- hanno motivato. Il consigliere però non appare turbato.


«Avevo già anticipato la mia decisione ai consiglieri Cappucci e Mischitelli, e anche al sindaco, loro hanno anticipato».

Quale decisione?

«Quella di abbandonare il progetto politico dei Riformisti».
Cosa non andava?

«Questo gruppo è nato per essere propositivo e per dare un supporto all’amministrazione comunale, al sindaco. Io ho aderito al gruppo per questi motivi …»

…e invece?

«Io sono chiaro, mi piace parlare chiaramente e affrontare i problemi, magari anche con irruenza e loro invece fanno tattiche politiche, strategie…»

Nel senso che tutti pensano che si deve cambiare qualcosa in giunta, lei è stato chiaro e invece i suoi ex amici ci girano attorno?

«In questa amministrazione ci sono cose che funzionano e altre meno. La città sta cambiando volto, bisogna dare atto che i "lavori pubblici" stanno funzionando e invece ci sono altri settori che non funzionano, a me questo pare evidente. Questo non lo dico solo io, lo dicono i fatti, i cittadini che io rappresento. Questo pensiero è un pensiero comune, la differenza è che io non ho problemi ad essere chiaro e diretto, anche nelle riunioni, e altri ci girano attorno. Nel documento che a breve renderò pubblico voglio dire esattamente queste cose».

Quindi lei non solo rivendica la proposta di azzerare la giunta ma ritiene che sia un fatto che pensano tutti, anche i cittadini, e che gli altri non dicono per tatticismo politico…

«Esattamente. Le amministrazioni comunali in questa città muoiono dopo due anni per tatticismo, io lavoro per la città. Ripeto che è necessario essere chiari, senza giochetti. Abbiamo un programma amministrativo con cui abbiamo vinto le elezioni se ci sono assessori che non rispettano il programma, settori che non funzionano, è necessario intervenire».

Quali sono i settori che non funzionano?
«Ho detto quello che funziona, nel documento dirò anche quello che non funziona. Non mi faccia dire».

Adesso che farà? Rientra nel Pd?

«No. Sarò indipendente, non torno nel Pd. Ho parlato anche con il sindaco... io credo molto in questa amministrazione, senza tatticismi continuerò a lavorare per i cittadini».

 

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