Mercoledì, 13 Maggio 2020 14:36

San Giovanni R., Legambiente scrive al Ministro Costa: «Preoccupazione per due canali che saranno scavati sulla montagna»

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Evidenziate con le frecce i due interventi contestati da Legambiente Evidenziate con le frecce i due interventi contestati da Legambiente

L’associazione, a firma del presidente del circolo Antonio Tortorelli, ha scritto una lettera al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, i due canali rientrano nel complesso progetto di interventi di mitigazione del rischio idraulico del territorio urbano, l’intervento, secondo l’associazione, "rischia di peggiorare la situazione".

Da anni l’associazione ambientalista segue il tema degli interventi di mitigazione del rischio idraulico del territorio urbano di San Giovanni Rotondo. Legambiente conosce bene le varie fasi e i vari progetti di una storia che nasce nel 2005, tra ricorsi e cambi di maggioranze a Palazzo San Francesco.

 

gianfrancopazienza«La nostra associazione è costantemente informata e sollecitata ad intervenire per i notevoli disagi sofferti dai cittadini, una storia che ci vede attenti osservatori delle scelte politiche e per evitare ulteriori scempi ambientali al nostro fragilissimo territorio». Ci spiega Gianfranco Pazienza (in foto) dopo averci inviato i documenti dell’associazione utili a ricostruire la vicenda. L’ultima lettera protocollata all’attenzione dell’amministrazione comunale è datata 16 aprile, questa lettera segnala un altro dei temi connessi al tema allagamenti, ovvero gli sversamenti di liquami della condotta fogna nera. «Già a dicembre del 2019, ponevamo con le nostre osservazioni, la necessità di intervenire sul rifacimento della fogna nera lungo l’asse est-ovet della città. Suggerendo di contestualizzare il rifacimento della fogna nera con la realizzazione dei canali collettori come previsto nel progetto preliminare, e non come progettati, verso la galleria idraulica (quella scavata, in attesa di essere completata e operativa, nelle vicinanze della circonvallazione sud 45bis, ndr). Questi lavori, eseguiti contestualmente, eviterebbero alla città un doppio disagio poiché il problema della fogna nera nel suo reticolo urbano e nel suo percorso verso il nuovo depuratore, prima o poi, è un problema da risolvere». Insomma unire due progetti e tentare di risolvere due questioni evitando inutili sprechi e ottimizzando le risorse. La stessa filosofia emerge dal documento protocollato il 6 aprile 2020, le “Osservazioni e proposte migliorative per favorire l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse economiche dedicate agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Richiesta intervento per prevenire e impedire un grave danno ambientale”. Si legge nell’oggetto. Nel documento, oltre alle osservazioni, si esprime preoccupazione per la realizzazione dei due canali. Il Comune ha incaricato lo studio Romanazzi per rispondere tecnicamente alle osservazioni, risposta che non ha soddisfatto Legambiente. Il passaggio successivo è quello di appellarsi al Ministro dell’Ambiente del governo Conte (lettera inviata il 6 aprile).

 

«Abbiamo scritto al Ministro Sergio Costa perchè siamo preoccupati degli interventi previsti per la realizzazione di due canali di gronda che saranno scavati sui versanti calcarei sovrastanti l’abitato (in foto sopra, evidenziati con la freccia rossa), un intervento inutile che deturpa un contorno paesaggistico di rilevante bellezza- ci spiega Pazienza. I canali di gronda dovrebbero deviare gli eventuali flussi alluvionali,di modesta entità, da alcune valli di piccole dimensioni soprastanti l’abitato. I lavori provocherebbero disturbo e metterebbero a rischio l’attuale assetto, stabilizzato, delle sistemazioni idrauliche forestali, realizzate negli anni ’50 e’60 e grazie alle quali il Consorzio di Bonifica Montana ha dato vita al rimboschimento della nota “pineta di Padre Pio”, e all’attuale rigogliosa foresta matura di roverella. Questi interventi proteggono dal dilavamento il soprassuolo e previene il rischio di colate detritiche, verificatesi in maniera più contenuta con gli eventi di dissesto del 2009 e del 2014. Al contrario, il dissesto verrebbe accentuato dai previsti lavori di scavo per realizzare i canali di gronda a danno di una roccia particolarmente fratturata e instabile. Sulla montagna di Monte Castellana dal 2013, con azioni di volontariato, la nostra associazione si preoccupa di effettuare lavori di manutenzione dei canali di scolo a bordo strada per la deviazione delle acque di scorrimento superficiale verso le aperture carsiche presenti lungo le pareti rocciose e le scoline, alleggerendo le acque che si andrebbero altrimenti a riversare nella conca alluvionabile».

 

La risposta dello studio tecnico non soddisfa gli ambientalisti tanto da scrivere al Ministro. “Si condivide il fatto che non sarà semplice progettare e realizzare i canali di gronda date le caratteristiche del territorio in cui si collocano, sia dal punto di vista morfologico che geologico. Tuttavia, allo stato attuale entrambi i canali di gronda risultano finanziati. Sarà compito degli Enti preposti nell’ambito dell’iter autorizzato dei due progetti valutare la fattibilità delle opere ed eventualmente proporre delle variazioni o delle opere alternative per la risoluzione del problema”, scrivono i tecnici dello Studio Romanazzi - Boscia e Associati S.r.l., in otto, con la direzione tecnica dell’ingegnere Eligio Romanazzi.«Di fatto lo studio tecnico non da un parere sull’impatto né sulla reale necessità di quei canali di gronda - evidenzia Pazienza- ed è per questo che l’associazione spera in un intervento del Ministro Sergio Costa per evitare quello che giudichiamo un intervento peggiorativo dell’attuale situazione».

 

 

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