Venerdì, 19 Ottobre 2018 17:30

San Giovanni R.: nove consiglieri comunali chiedono le dimissioni di Cascavilla: «D’Addetta ha compiuto un gesto esemplare»

Scritto da  Redazione
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Nota stampa dell’opposizione: «gesto esemplare, tracciando una condivisibile strada: le dimissioni. Riteniamo che non vi siano alternative, se hai veramente a cuore il bene della Città. Non hai più una Giunta completa e organica».

 

I nove consiglieri dell’opposizioni, Salvatore Biancofiore , Antonio Pio Cappucci , Gaetano Cusenza, Daniela Di Cosmo, Leonardo Maruzzi, Matteo Masciale, Michele Pennelli , Luigi Pompilio e Salvatore Ricciardi inviano una nota stampa dopo le dimissioni dell’assessore Antonio D’Addetta, in attesa della seduta del consiglio comunale di lunedì 22 ottobre. Secondo lo Statuto comunale il Sindaco dovrà ufficializzare le dimissioni dell’assessore, anche se, come anticipato dal Fatto del Gargano, il primo cittadino ha annunciato che respingerà la richiesta di dimissioni di D’Addetta (articolo Fatto del Gargano 17 ottobre).

 

La nota stampa dei nove consiglieri.

 

«Dall’albero del Sindaco Costanzo Cascavilla, cadono ininterrottamente le foglie. Questa volta è toccato alla “foglia”  ing. Antonio Girolamo D’Addetta , che ha ricoperto, per più di due anni, la delega all’assessorato all’Ambiente.

All’ing. D’Addetta va riconosciuto, oggettivamente,  l’onore delle armi, in quanto è stato certamente un professionista, prestato alla Politica, che con impegno e passione, ha provato e riprovato, ma non c’è riuscito, a fare in modo che l’albero Cascavilla desse frutti.

Si, perché in due anni e qualche mese, i frutti, nella Città di San Giovanni Rotondo, non si sono visti. L’Amministrazione Cascavilla non ha prodotto nulla. La Giunta si è limitata ad amministrare l’ordinario, e non sempre. Il Consiglio Comunale non ha mai approvato una delibera qualificante che potesse lasciare un segno incancellabile nella nostra Città. Non solo.

Anche argomenti fondamentali già iniziati da precedenti Amministrazioni, si sono arenati e affossati. Pensiamo al Piano Urbanistico Generale e all’Impianto della Pubblica Illuminazione. Il PUG, oggetto di indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Foggia, soltanto in questi giorni risulta dissequestrato e riconsegnato agli uffici comunali.

 

L’appalto della Pubblica Illuminazione è oggetto di ricorso innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale. Due argomenti  di vitale importanza di cui non si conoscono i loro destini o eventuali prospettive. Quando questioni di natura politico-amministrativa – come il progetto della pubblica illuminazione – vengono decise dagli organi giudiziari è una sonora sconfitta per la Politica ed in primo luogo per il  Sindaco, che in quanto Capo dell’Amministrazione comunale, ne è il responsabile dell’indirizzo politico.

La maggioranza, da un mese minoranza, che assiste il Sindaco,  inoltre, ha avuto la grande capacità di smantellare gli uffici comunali, tanto che allo stato attuale si può facilmente constatare una preoccupante ed non più tollerabile situazione di stallo ed immobilismo politico-amministrativo.

Dirigenti, funzionari, impiegati che non sono amici degli amici del Sindaco o del  Sindaco stesso sono stati relegati, come si suol dire, a fare le fotocopie e tra gli uffici vi è una continua lotta. Il clima, tra i dipendenti comunali, è uno dei peggiori.

Questa è la politica del risentimento, messa in campo dal Sindaco e da coloro che continuano a sostenerlo, che non paga e, che,  appunto non dà frutti. Sindaco Cascavilla, l’ing. D’Addetta ha compiuto un gesto esemplare, tracciando una condivisibile strada: le dimissioni. Riteniamo che non vi siano alternative, se hai veramente a cuore il bene della Città. Non hai più una Giunta completa e organica. In Consiglio Comunale la tua maggioranza è minoranza. Da qualche parte c’è scritto: l’albero che non porta frutti, se viene tagliato, porta più frutti.

Prima che siano altri a tagliarlo, compi un bel gesto, taglia il tuo albero, dimettiti, vedrai, porterà più frutti, di cui San Giovanni Rotondo ha estremamente bisogno».

 



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Giuseppe Limosani Il Maestro Partigiano