Lunedì, 01 Ottobre 2018 10:07

San Giovanni Rotondo, crisi politica. A colloquio con Gaetano Cusenza: «Dimissioni e fase due»

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Il sindaco Costanzo Cascavilla e il consigliere Gaetano Cusenza Il sindaco Costanzo Cascavilla e il consigliere Gaetano Cusenza

Il consigliere comunale traccia un percorso preciso per evitare le elezioni anticipate, si rivolge direttamente al primo cittadino e scandisce i vari passaggi politici necessari. Elezioni provinciali? «Certo che sono importanti».

 

Nei giorni scorsi è intervenuto più volte sulla sua pagina Facebook, tentando di fotografare il delicato momento politico che sta attraversando la maggioranza di governo a Palazzo San Francesco. Il consigliere comunale Gaetano Cusenza, nel nostro colloquio, utilizza le parole con precisione, cercando di non lasciare questioni che possano prestarsi ad interpretazioni e ambiguità. «L’Esperienza Cascavilla, quella votata alle scorse elezioni amministrative, è finita. Oggi è necessario riportare al centro la politica». Esordisce così.

 

Ci faccia capire…
«A due anni di distanza la proposta politica con cui Cascavilla si è presentato al voto, e che i cittadini hanno deciso di premiare nelle urne, è fallita. Quel tipo di coalizione, quella proposta».

Raccolta firme, i numeri ci sono, e tutti a casa?
«Il percorso che mi sento di suggerire al primo cittadino è diverso. Approfitto di questa intervista così nessuno possa dire che non sia stato suggerito. Il passaggio politico, necessario, è quello di affrontare i nodi del fallimento dell’esperienza politica in Consiglio comunale. In questo Consiglio comunale monotematico il sindaco si dovrebbe presentare da dimissionario. Dopo l’analisi politica dovrebbe tentare di fare una proposta politica alla città e a tutti i consiglieri, ha venti giorni di tempo. Se non riesce in questo periodo di tempo non ritira le dimissioni e andiamo a votare in primavera».

Quindi non è l’opposizione che deve fare il primo passo ma il sindaco?
«Ci sono tante cose che bisogna affrontare per il bene della città. La recente visita del premier Conte ha dimostrato che se lavoriamo insieme riusciamo a trovare uno spirito di condivisione che ci permette di fare bene. Se siamo riusciti a trovare lo spirito giusto per un evento perché non trovarlo anche per approvare il progetto della pubblica illuminazione e del Piano triennale di zona? Oggi spetta al sindaco dare un segnale preciso, se ha intenzione di seguire un percorso condiviso è l’occasione giusta».

In cosa ha sbagliato in questi due anni Cascavilla?
«L’attività amministrativa è stata condivisa con pochi soggetti politici, io non ho problemi a fare i nomi (il consigliere inizia un piccolo elenco, ndr). Costanzo Cascavilla ha deciso di condividere percorsi politici con pezzi della sua maggioranza, ha preferito alcuni, mettiamola così. Oggi ha la possibilità di prendere le distanze da quel tipo di percorso politico e di rimettere in discussione tutto. Aprire una fase due».

E se non dovesse accettare questo suo consiglio?
«C’è poco tempo a disposizione e ci sono questioni importanti. Anche le elezioni di secondo livello, le provinciali, sono importanti. E non si tratta di un fatto di "poltrone" come qualcuno strumentalmente sostiene accusandomi. Se non ci dovesse essere una risposta seria è chiaro che non mi farei nessun problema ad unire la mia firma a quella dei consiglieri di opposizione e chiudere definitivamente questa esperienza amministrativa».

In molti sospettano che ci sia la questione delle provinciali che non la convince a firmare, lei sa che oltre al suo nome come consigliere provinciale si parla anche di una possibile elezione di Cascavilla a Presidente della Provincia di Foggia?
«Cacavilla non rientra nei nomi proposti dal mio gruppo politico provinciale. Proprio oggi pomeriggio abbiamo una riunione e decideremo chi appoggiare. Non è secondaria la questione elezioni provinciali perché politicamente è opportuno avere consiglieri eletti in Provincia. Pensi che è stato finanziato il progetto di demolizione e ricostruzione dell’Istituto scolastico ex Magistrale della nostra città, un progetto importantissimo che servirà a tutta la nostra comunità grazie alla presenza di rappresentanza politica in Provincia. Per questo chiedo al sindaco di fare un passaggio politico, di cercare una soluzione. La mia esperienza politica mi fa dire che i commissari prefettizi non sempre sono utili alla nostra città e si perdono occasioni importanti».

Il sindaco dovrebbe andare in consiglio comunale da dimissionario, prendere le distanza da pezzi della sua maggioranza e…
«…proporre un patto politico di salute pubblica, ad esempio».

Azzeramento della giunta e nomina giunta tecnica, come suggerisce qualcuno?
«Avrebbe il mio appoggio politico e il mio voto in consiglio comunale».

 

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Giuseppe Limosani Il Maestro Partigiano