Domenica, 15 Aprile 2018 09:45

San Giovanni, passa (ancora una volta) la linea di Lega Nord e Forza Italia. Il Pd chiede le dimissioni del sindaco

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San Giovanni Rotondo, Palazzo San Francesco San Giovanni Rotondo, Palazzo San Francesco

Cascavilla ricompatta il centrodestra e può approvare tranquillamente il Bilancio, un’altra vittoria di Mauro Cappucci (Lega) e Mimmo Longo (FI) - dopo aver chiesto ed ottenuto revoche di assessori e indirizzi amministrativi -. Nel centrosinistra, il Pd, dopo aver fatto la campagna elettorale “fianco a fianco” adesso chiede le dimissioni del sindaco

Alla fine, ancora una volta, vince la fronda di “destra” dell’Amministrazione comunale. La crisi che avvolge il centrodestra di governo guidato da Costanzo Cascavilla pare essere arrivata al capolinea. Il sindaco, stando a quelle che sono le indiscrezioni che arrivano da Palazzo San Francesco, avrebbe sposato la linea di Lega e Forza Italia: nessun rimpasto in giunta (solo di deleghe) e nomina dei due assessori che, da mesi, mancano al governo di centrodestra.
La forza politica ed amministrativa messa in evidenza dalla fronda guidata da Mauro Cappucci (ne fanno parte Marianna Natale, Mimmo Longo e Gaetano Cusenza) dovrebbe consentire di indicare (di fatto li sceglierà) i nomi dei due nuovi assessori, per la Lega dovrebbe esserci un tecnico (si vocifera di un geometra) che dovrebbe occuparsi delle attuali deleghe oggi detenute dalla vice sindaco Nunzia Canistro (su tutti Lavori Pubblici, Verde Pubblico, Cimitero, Viabilità, Mobilità e Trasporti); per Forza Italia dovrebbe esserci Mimmo Longo cui dovrebbero andare le deleghe gestite sino a gennaio dal defenestrato Armido Squarcella.
La soluzione proposta da Lega e Forza Italia manderebbe definitivamente in soffitta i piani di ribaltone benedetti solo 40 giorni fa da Michele Emiliano e dagli assessori Raffaele Piemontese e Leo di Gioia, quando in occasione delle politiche avevano presenziato un incontro elettorale organizzato dal Pd e dal sindaco Cascavilla. Allo stesso modo sarebbe definitivamente tramontata l’ipotesi di un passaggio di altri consiglieri di opposizione nei ranghi della maggioranza nonostante i diversi incontri avuti, tra le parti compreso il Partito Democratico, nelle scorse settimane.
Rapporti, quelli tra Pd e Cascavilla, talmente incrinati che i democratici sangiovannesi hanno chiesto ufficialmente le dimissioni del primo cittadino: “Sappiamo di tentativi di sostituzioni di alcuni componenti della litigiosa maggioranza, una specie di mercato in cui vengono offerti incarichi amministrativi in cambio di numeri certi in Consiglio. Ci risulta che sta corteggiando esponenti dell’opposizione (compreso il Pd, ndr) che non più di qualche mese fa erano oggetto della sua ironia se non proprio di sbeffeggiamento. Che a nessuno venga in mente di mascherare il fallimento del sindaco con richiami al “senso di responsabilità per il bene della città”. Nel recente passato abbiamo già visto molti consiglieri cambiare casacca e maggioranza appellandosi al senso di responsabilità per giustificare la loro ambizione personale a danno della città (vedi disastro fogna bianca). Il sindaco – continua la nota Pd - ha permesso lo snaturamento politico della coalizione che da civica è diventata marcatamente di destra (Lega Nord, Forza Italia, Udc e civiche), eppure nella recente campagna elettorale si personalmente schierato per candidati della coalizione di centro-sinistra. È giunto il momento che si chiarisca le idee. Il PD vuole continuare ad essere forza politica seria e coerente. Siamo responsabilmente forza di opposizione e tale resteremo nel rispetto della volontà popolare e per contrastare uno pseudo governo cittadino incapace, intriso di stupida demagogia, rissoso e che ha tradito tutti gli impegni presi con i cittadini”. Infine la richiesta di dimissioni di Cascavilla: “Sindaco usi la cortesia di togliere il disturbo e rimetta il mandato nelle mani del popolo. Le saranno grati tutti. Faccia finalmente qualcosa di smart: si dimetta”.

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