Lunedì, 04 Dicembre 2017 15:06

San Giovanni Rotondo, Legambiente scrive al sindaco:" Centraline e Piano di Protezione Civile,apriamo un dibattito"

Scritto da  Redazione
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"Da due anni in funzione la centralina ma il Comune non rende noti i dati e la Provincia di Foggia ha finanziato la realizzazione di altre tre stazioni di monitoraggio, per completare la rete di rilevamento dei dati meteo tutto è consegnato alla storica associazione dei volontari Gamma27 e resta imballato nei cartoni, mentre dovrebbe costituire, appunto, il Piano di Protezione Civile del C.O.C."

 

 

Il circolo Legambiente di San Giovanni Rotondo, presieduto da Gianfranco Pazienza, scrive al sindaco Costanzo Cascavilla in merito alle quattro stazioni meteo, di cui una funzionante e altre tre mai entrate in funzione. Legambiente rimarca la necessità di mettere in funzione il sistema “di allertamento e di protezione civile”. Inoltre l’associazione cita il “rapporto il Rapporto di Legambiente ECOSISTEMA RISCHIO 2017” , un monitoraggio sulle attività intraprese in Italia per la mitigazione del rischio idrogeologico, a cui il Comune non ha fornito i dati.

 

"Perchè il Comune non rende accessibili i dati della centralina meteo di Monte Castellana? Nel contempo la Provincia di Foggia ha finanziato la realizzazione di altre tre stazioni di monitoraggio, per completare la rete di rilevamento dei dati meteo. Tutto questo resta imballato nei cartoni, mentre dovrebbe costituire, appunto, il Piano di Protezione Civile del C.O.C". Si legge nella lettera.

 

«Abbiamo inviato una lettera al sindaco sui temi dissesto idrogeologico e di protezione civile messi in evidenza dal rapporto 2017 e con le iniziative della nostra campagna #adottauninghiottitoio. Temi sempre attuali soprattutto nell'essere disattesi nelle condizioni oggettivamente critiche nella nostra città. La speranza è quella di aprire un confronto». Dichiara Gianfranco Pazienza.

 

La lettera di Legambiente

“Nella nostra Città, come ampiamente annunciato dalle recenti e ripetute alluvioni e allagamenti diffusi, dal 2013 il nostro circolo “lo Sperone” sta conducendo una campagna di cittadinanza attiva e di sensibilizzazione al tema della prevenzione del rischio idrogeologico. A tale campagna abbiamo dato il titolo significativo di #adottauninghiottitoio. Ora, viste le nostre innumerevoli iniziative e alla luce del rapporto di Legambiente continuiamo ad interrogarci sul motivo che impedisce al Comune di San Giovanni Rotondo di rendere accessibili i dati della centralina meteo posta a nord dell’abitato, su Monte Castellana. Vale la pena ricordare che all'indomani dell'alluvione del settembre 2014 il sindaco prese l’impegno di dare vita al sistema di allertamento e di protezione civile. La Stazione con la centralina meteo é stata realizzata e consegnata al Comune due anni fa. Nel contempo la Provincia di Foggia ha finanziato la realizzazione di altre tre stazioni di monitoraggio, per completare la rete di rilevamento dei dati meteo. Tutto questo, consegnato alla storica associazione dei volontari Gamma27 resta imballato nei cartoni, mentre dovrebbe costituire, appunto, il Piano di Protezione Civile del C.O.C. per prevenire i rischi idrogeologici associati all'allerta meteo. Come mai non si da seguito alla realizzazione della Rete e non si rende possibile l'accesso ai dati secondo quanto stabilito dai regolamenti UE in merito alla pubblicità dei dati ambientali? Ovviamente il sistema di allertamento è solo un aspetto della nostra campagna di sensibilizzazione per la tutela del prezioso e vitale nostro sistema carsico e alla cura delle opere di difesa idraulica in montagna. Resta fondamentale una discussione approfondita sulle cattive pratiche urbanistiche che continuano a disattendere le norme di salvaguardia per evitare l’eccessivo consumo di suolo e l’eccessiva impermeabilizzazione nei comparti. L’espansione della città, senza la premura di applicare le elementari norme di salvaguardia, è avvenuta in assenza di un Piano di Difesa Idraulica. Attualmente detto Piano è incompiuto: si sta realizzando con la Galleria idraulica, alla quale però mancano le opere di collettamento, progettate e definite come opere di “fogna bianca”, perciò non ancora adeguate al corretto completamento dell’opera di difesa idraulica. Opera necessaria alla messa in sicurezza di centinaia di abitazioni e famiglie nei comparti realizzati nella conca alluvionale, costruite in piena pericolosità idraulica.

Infine, riportiamo la dichiarazione Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia.

"Anche in questa edizione di Ecosistema Rischio emerge la scarsa propensione dei comuni pugliesi a rispondere al questionario, mentre sarebbe importante avere un quadro sempre aggiornato di conoscenza e mappatura della pericolosità su scala regionale, proprio al fine di prevenire e mitigare il rischio idrogeologico. (…) Migliore è la situazione per quanto riguarda l’organizzazione del sistema locale di protezione civile, fondamentale per salvare la popolazione ad evento già in corso. L’82,9% dei comuni si è dotato di un piano d’emergenza (il 61% lo ha aggiornato negli ultimi due anni), mentre pochi sono ancora i comuni che organizzano le attività informative (22%) e le esercitazioni (17,1%), fondamentali visto che i piani d’emergenza, per essere realmente efficaci, devono essere conosciuti dalla popolazione. Pochi, inoltre, i comuni che hanno predisposto sistemi di monitoraggio e allerta: sono soltanto il 29,3%”.

 

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