Mercoledì, 18 Novembre 2020 12:49

Istituto Alberghiero “Michele Lecce”, «L'albero della vita: un inno alla gioia di vivere ed alla speranza»

Scritto da  Giulia Rita D’Onofrio
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Una scuola dinamica che, attraverso il suo attivismo, mira a preservare le varie opportunità, gli orizzonti prospettici dei ragazzi, la loro coesione. L’auspicio è che questa distanza, seppur sana, in questo momento, possa presto essere accantonata a favore di una sana presenza.

In ossequio a quanto disposto a livello normativo ed a livello nazionale, anche l’I.P.E.O.A. "Michele Lecce", Istituto Alberghiero, con sede a Manfredonia e San Giovanni Rotondo, sta praticando la didattica integrata in maniera totalitaria, quindi, al 100% . Ovviamente, in presenza, con il 25% della rappresentanza, continua l’attività laboratoriale, che rappresenta il fulcro fondamentale del segmento didattico della predetta Istituzione Scolastica. Nel segno di un’attività laboratoriale professionalizzante per i ragazzi.

 

“Ovviamente’, per garantire la piena inclusività,” ha dichiarato il Professor Luigi Talienti, Dirigente Scolastico, “ oltre ai laboratori d’indirizzo, abbiamo attivato altri tipi di laboratori. I quali, promuovono l’acquisizione di competenze creative ed artistiche volte, soprattutto, ad affermare l’inclusività, perchè noi non operiamo per classi differenziate, ma su gruppi classe. L’inclusività, allora, si realizza all’interno della scuola e del proprio gruppo classe. Quindi, oltre al laboratorio artistico, anche attraverso la realizzazione di un’opera che merita encomio, come l’albero della vita, dietro cui, indiscutibilmente, vi è tanto impegno, spirito di abnegazione ed amore per quello che si fa. Ovviamente, non posso esimermi dal ringraziare tutti i ragazzi che hanno supportato il lavoro dei docenti, quel lavoro scaturito dalle mani di grandi artisti. Inoltre, ci stiamo prodigando per l’attivazione di un laboratorio musicale, sempre fruibile per piccoli gruppi classe, nel rispetto del distanziamento ed evitando assembramenti, nella piena realizzazione di quella tanto anelata integrazione, che deve orientare la nostra azione. Perché, seppur a distanza, la scuola è sempre aperta e continua a promuovere la sua azione educativa. Abbiamo, inoltre, rinnovato il campetto di calcio che, a breve, spero, possa essere riutilizzato; nel mentre, continuano i lavori per la creazione ed utilizzo di un laboratorio di panificazione. Auspicando, nel più breve tempo possibile, di venir fuori da questo tunnel. Stiamo creando anche una serra didattica, che rappresenterà una vera e propria isola didattica nella quale, a breve, altri singoli gruppi classe, potranno accedervi per lo svolgimento dell’attività laboratoriale, quale principale azione attraverso la quale la conoscenza viene costruita. Stiamo per inaugurare anche un laboratorio nuovo di zecca, di accoglienza, presso la sede distaccata di Manfredonia.

 

Quindi, l’attivita laboratoriale è completamente preservata; nel mentre, gli assembramenti sono evitati. Di traslato, viene decongestionata anche la questione dei trasporti, per i quali siamo già attivi con delle comunicazioni trasmesse alle aziende che si occupano di trasporti. Siamo una scuola dinamica che, attraverso il suo attivismo, mira a preservare le varie opportunità, gli orizzonti prospettici dei ragazzi, la loro coesione. L’auspicio è che questa distanza, seppur sana, in questo momento, possa presto essere accantonata a favore di una sana presenza. Siamo la scuola degli abbracci e, chiaramente, così distanziati, soffriamo un po’. Aggiungo che, un ringraziamento particolare e doveroso lo devo rivolgere alle famiglie, perché, da subito, hanno colto l’invito del sottoscritto alla coesione e collaborazione; quindi, l’invito della comunità educante a collaborare. Una cooperazione che, quotidianamente, è diventata fattiva e proficua. A significare che, quando si fa sistema, anche in un momento buio, si trova sempre la luce. Abbiamo trascorso un momento molto difficile, però, adesso, tramite questa coesione, linfa del nostro lavoro, stiamo ritrovando la luce.

 

“L’albero della vita”, citato inizialmente, nasce da un’idea del Professor Michele La Porta, che insegna nel nostro istituto disegno e storia dell’arte. Grazie alla collaborazione con altri colleghi, si è concretizzata la possibilità di creare un laboratorio artistico e non solo. Il quale, dal nome “Manicreando,” si è, da subito, configurato come un vero e proprio progetto. Nel periodo del Natale scorso, sono stati effettuati diversi lavori, quali ad esempio l’addobbo dell’albero di Natale. Sono state raccolte foglie e tutto quello che la natura offriva, per provvedere ad addobbarlo.

Il laboratorio è nato 4 anni fa, con l’obiettivo di sviluppare la creatività, di aprire la mente, consentendo ai ragazzi di guardare le cose in modo diverso da quello che ,magari, noi siamo abituati a vedere. L’albero della vita ha iniziato il suo percorso nel segno dell’incertezza, per via della situazione pandemica vigente. Il sottoscritto, ha chiesto personalmente al gruppo del laboratorio “Manicreando”, di realizzare un murales all’interno della scuola. Siccome siamo in questa fase di emergenza sanitaria, con la predetta opera artistica, ci è sembrato doveroso riconoscere l’importanza del dono della vita e la tutela della quale. Il cui albero rappresentantela, è portatore di tantissimi significati…La cosa più importante è dettata dal fatto che noi, facendo parte di questo bellissimo territorio, quale appunto il Gargano, chiaramente, volevamo dare risalto alle caratteristiche della nostra terra. E questo è stato dettato proprio dalla nostra ricchezza di fiori, di frutti, di colori, di luminosità. Quale emblema di luce e speranza, per distogliere il pensiero dal buio e dalla morte che, in questo periodo, ci avvolgono e circondano. Esso, è emblema di tutta la vita, nella sua contezza: nel suo rappresentare mare, terra, cielo. Accorpando tutti gli elementi naturali che lo costituiscono.

 

Le tecniche utilizzate, come sottolineato dal Professor La Porta, sono quelle che si utilizzano per un qualsiasi disegno. Ad esempio, semplici colori acrilici. Aggiungo che, anche la professoressa Grazia Crisetti, docente di sostegno, fa parte del precitato progetto del quale, unitamente ai ragazzi normodotati, vi fanno parte anche quelli diversamente abili. In questi anni, come precedentemente ricordato, sono state sviluppate diverse iniziative. Da due anni a questa parte, con il precitato collega di arte, si è potuta seguire una linea netta sul da farsi. In questo lungo arco temporale, come già ribadito in precedenza, si è sempre addobbato, in occasione delle festività natalizie, l’albero di Natale della scuola con tecniche diverse. Dall’uso di vari tipi di pasta al riciclo di bottiglie di plastica, per allestire vari tipi di decorazioni. Durante il restante periodo dell’anno, invece, con i ragazzi, ci si attiva nelle cucine, attraverso la preparazione di varie ricette, tra cui quelle famose della nonna. La finalità, chiaramente, è quella di non far scomparire le vecchie tradizioni, la manualità, la fantasia, facendo crescere i ragazzi anche a livello creativo e cercando di sviluppare, nel miglior modo possibile, anche attraverso alunni di classi diverse, una sinergia tra loro. Il progetto dell’albero, pensato dal sopracitato professore ha, tra le altre particolarità, quella dei colori, un tripudio di colori, in un momento buio della nostra esistenza, nel quale esso si configura come un raggio di luce e di vitalità. Quella luce che, tutti, indistintamente, vorremmo vedere alla fine di questo tunnel.

Nel disegno, è rappresentato anche San Pio da Pietrelcina, in posizione quasi orizzontale, considerato che, anche la componente religiosa fa parte dell’opera, nel suo insieme, e collocandolo, naturalmente, vicino la sua Chiesa, nella quale riposano le sue spoglie mortali. Una figura spirituale straordinaria, acclarata e venerata non solo a San Giovanni Rotondo ed in generale nel nostro territorio, ma soprattutto a livello mondiale. La sola rappresentazione dell’albero ha preso spunto dall’albero della vita di Klimt, soprattutto nella decorazione e realizzazione delle girandole, che sono state utilizzate al posto dei rami. “ La vita è un enorme tela: rovescia su di essa tutti i colori che puoi.”

 

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