Martedì, 04 Febbraio 2020 12:16

San Giovanni R.: in scena Wop, quando gli italiani erano senza passaporto

Scritto da  Redazione
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Sabato 8 febbraio torna la TeatroVisione, prodotta da Mo'l'estate Spirit Festival e Oskené - oltre la scena, in scena, questa volta, c'è la storia, quella fatta di piccoli gesti, piccole parole, piccole persone dalla forza rivoluzionaria.

Cosa vuol dire "wop"? Si tratta di un termine denigratorio utilizzato in particolare negli Stati Uniti d'America per indicare lo stereotipo degli italiani spavaldi, volgari e violenti. Nel nostro caso, però, rappresenta anche l'acronimo di "without passport", che è il sottotitolo del prossimo appuntamento di TeatroVisione.

 

Torna a San Giovanni Rotondo, infatti, la fortunata rassegna teatrale organizzata da Mo'l'estate Spirit Festival e Oskené - Oltre la scena e Cinecircolo Frassati, con il sostegno dell'amministrazione comunale, con il quarto appuntamento previsto per sabato 8 febbraio.

"WOP. Quando gli italiani erano WithOutPassport non è uno spettacolo, è un'esigenza. L'esigenza di raccontare di barche, di mare, di uomini in viaggio, di sogni infilati in una valigia di cartone": spiega nelle note di regia Oriana Fiumicino, protagonista in scena, insieme a Roberto Pentassuglia e alla sua chitarra che si fa personaggio e che puntella la storia ancorandola in porti sempre differenti. Sullo sfondo, una scenografia video realizzata da Donatello Pentassuglia.

 

In scena, questa volta, c'è la storia, quella fatta di piccoli gesti, piccole parole, piccole persone dalla forza rivoluzionaria. Come Maria Petrucci che, nei primi anni del '900, parte per l'America, seguendo il marito Tommaso che ha trovato lavoro nelle miniere. Qui troverà ad accoglierla tanta polvere, una baracca di legno, e un lavoro incapace di rispettare i più elementari diritti umani. "E che siamo venuti nella Merica per farci derubare? E tanto valeva rimanere in Italia!": così racconta Maria nel momento in cui decide di aderire al primo sciopero della sua vita che coinvolgerà oltre diciannovemila minatori.

Uno spettacolo per riflettere sulla sensazione di sentirsi "stranieri" e sul coraggio di lottare per vedere riconosciuti i propri diritti.

 

Biglietti disponibili allo 0882/426525 o 347/4687088 (Stefano) oppure tramite whatsapp 349/1698711 (Matteo) e 320/7728953 (Christian), fino ad esaurimento posti, con possibilità di usufruire del bonus cultura.

Ingresso alle ore 20 e sipario alle 20.30, presso il cineteatro Frassati.

 

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