Lunedì, 19 Agosto 2019 08:31

In un libro la storia dell'Arciconfraternita del Sacratissimo Rosario di San Nicandro Garganico

Scritto da  Redazione
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La copertina del libro La copertina del libro

La sezione Garganica del Centro Studi Storici e Socio-Religiosi in Puglia ha pubblicato una monografia sull'Arciconfraternita del Sacratissimo Rosario e della Santissima Trinità di San Nicandro Garganico,di Gianclaudio Petrucci.

Il volume costituisce un tributo che il Centro Studi ha voluto offrire all'Arciconfraternita in occasione del III centenario dalla sua erezione canonica (1718-2018). Ne è autore uno studioso insigne e affermato, Gianclaudio Petrucci, con al suo attivo alcune pubblicazioni, tra le quali spicca la fondamentale e preziosa opera "Gli affreschi della chiesa di S. Maria di Devia" (Foggia, 2015).

Il titolo dato al lavoro è "Nos igitur dictam confraternitatem instituendi licentiam concedimus", ed è la formula con la quale il Ministro Generale dell'Ordine Domenicano, P. Antonino Cloche, in una Bolla datata 6 gennaio 1718, autorizzava l'istituzione della confraternita domenicana in San Nicandro. Una scelta, questa, per legare ancora di più il libro alla ricorrenza e alle celebrazioni del III centenario.

  

Il Prof. Cosimo Damiano Fonseca, accademico dei Lincei, già Rettore dell'Università della Basilicata nonché iniziatore e coordinatore degli studi sull'istituzione confraternale in Puglia, ritiene che questa indagine abbia il grande merito di aver raccolto, organizzato, e reso intelligibile tanti documenti sparsi e spesso parziali, e si dice convinto che la pubblicazione «contribuirà a ricostruire adeguatamente il fenomeno confraternale che è tanta parte della religiosità del Mezzogiorno».

 

Per la Prof.ssa Liana Bertoldi Lenoci, già docente di storia moderna e contemporanea negli atenei di Bari e Trieste-Gorizia, fondatrice e già Presidente del Centro Studi Storici e Socio-Religiosi in Puglia, autrice di oltre trenta pubblicazioni inerenti l'associazionismo laicale (non solo cristiano), «particolarmente interessante è la ricerca del dottor Petrucci perché soddisfa diverse esigenze. La prima è quella di inserirsi nella storia generale delle confraternite laicali presenti presso tutte le religioni del mondo. La seconda è quella di innestarsi nella storia delle confraternite nel mondo europeo cattolico e luterano. La terza, infine, è quella inscriversi nella storia delle devozioni universali per i culti cristologici, mariani, dei santi e delle sante universali e locali. È in questo contesto che lo studio del dottor Petrucci si colloca e costituisce una notevole tessera del mosaico confraternale regionale, nazionale, europeo e mondiale».

La Prof.ssa Anna Maria Tripputi, già docente di Storia delle tradizioni popolari presso la Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Bari, ricercatrice della religiosità popolare analizzata nelle sue varie manifestazioni, Presidente del Centro Studi Storici e Socio-Religiosi in Puglia, ha così accolto questa pubblicazione: «Numerosi e approfonditi sono gli studi sul fenomeno confraternale in generale e su quello pugliese in particolare. Altrettanto importanti sono gli studi sulle confraternite locali, spesso prive di una adeguata documentazione ma fondamentali per la vita sociale e religiosa dei vari paesi e di un intero territorio. È questo il senso e il valore del lavoro di Gianclaudio Petrucci, che da anni si occupa di storia locale e ricerca le radici di una cultura che, priva di documentazione, vivrebbe solo nella memoria di pochi. Un lavoro pregevole e interessante, dunque, quello di Gianclaudio Petrucci, che restituisce alla sua città un frammento della sua storia. Storia devota e storia sociale; non la storia dei grandi eventi e dei grandi uomini, ma la storia quotidiana di tutta la collettività, storia di vita e di fede che va raccontata prima che se ne perda la memoria».

 

Anche P. Mario Villani, già Direttore della Biblioteca "P. Antonio Fania" del Convento di S. Matteo a San Marco in Lamis, docente, esperto di storia e religiosità garganica, ha avuto parole di elogio: «Il tema dei Beni culturali delle confraternite avrebbe bisogno di un lungo approfondimento. I dipinti e le statue, spesso di grande valore artistico, le raccolte di paramenti e arredi sacri, magistralmente proposti da Gianclaudio nel suo lavoro, rappresentano un patrimonio pubblico di grande interesse. Documentano, altresì, un sistema di rapporti con artisti e istituzioni, e, insieme, la capacità di una società ingiustamente chiamata chiusa e disinteressata ad aspetti della conoscenza che non siano diretti esclusivamente alla soddisfazione di bisogni materiali».

In "Nos igitur dictam confraternitatem instituendi licentiam concedimus" Petrucci conferma pienamente le sue eccellenti doti di studioso profondo e acuto. Con stile chiaro e scorrevole, ricco di contenuto, con competenza e scrupolosità critica fa oggetto della sua lineare e bene strutturata disamina non solo la storia dell'Arciconfraternita, ma tutti i manufatti artistici in custodia al sodalizio. Dati e notizie di natura storica, artistica e sociologica sono esposti e considerati con rigorosa precisione e con tanta perspicuità da rendere semplice e gradevole il complesso argomento trattato. L'appassionata e attenta analisi di documenti archivistici e di testi antichi e moderni consente all'Autore di emendare arbitrarie approssimazioni contenute in alcuni scritti, a lungo considerati attendibili, ormai entrati nella "vulgata versio", e perciò difficili da correggere. È il caso della convinzione, priva della benché minima plausibilità, che la prima sede della confraternita fu la Cappella del Buon Consiglio: tale notizia, apparsa per la prima volta negli anni '80 del Novecento, è stata pedissequamente riportata nelle pubblicazioni successive (l'ultima in un opuscoletto del 2018). Petrucci, documenti alla mano, smentisce tale infondata ipotesi, collocando nella chiesa del Carmine di San Nicandro l'altare della confraternita. Rilevante anche l'appendice contenente la trascrizione dei principali documenti utilizzati, e l'elenco cronologico dei Priori e dei Cappellani.

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