Giovedì, 11 Giugno 2020 11:46

Chiuse le indagini per Angelo e Napoleone Cera, ecco le ipotesi di reato, Cera junior: “fate chiarezza”

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Il “fate chiarezza” di Napoleone Cera, a commento della chiusura delle indagini, suona come un urlo del discendente della dinastia politica sanmarchese, un modo per prendere le distanze dall’accaduto, tuttavia il percorso è ancora lungo.

La Procura di Foggia ha chiuso le indagini, svolte dalla Guardia di Finanza, a carico di Angelo e Napoleone, nell’ambito dell’inchiesta “C’era una volta”, nome ironico che ha scatenato l’ira degli avvocati difensori dei due politici. Dopo gli arresti domiciliari con l’accusa di tentata concussione e concorso in induzione indebita. Secondo la Procura avrebbero fatto pressione nei confronti degli amministratori del Consorzio di Bonifica di Capitanata per ottenere assunzioni senza nessun successo. Altra indagine riguarda la presunta induzione indebita a dare o promettere utilità esercitata nei confronti del dg Asl di Foggia Vito Piazzola (indagato anche lui) per bloccare il processo di affidamento delle attività al Cup, internalizzazione del servizio, superando la gestione di Sanitaservice. Indagati anche per l’incarico alla figlia di una consigliera comunale di Manfredonia, da addetto stampa, in cambio dell’appoggio ad un politico di San Giovanni Rotondo per l’elezioni alla Provincia di Foggia. Infine anche la questione relativa ad un presunto accordo che avrebbe portato ai vertici dell’Asp Castriota di Chiuti un fedelissimo.

 

La notifica della chiusura delle indagini significa che il Pubblico Ministero, ai sensi dell’articolo 451 bis, non ha ritenuto di formulare la richiesta di archiviazione, pertanto è stata notificata ai Cera l’avviso di conclusioni delle indagini preliminari, Il Pm ha ritenuto di non archiviare il procedimento, dunque. L'avviso contiene la sommaria enunciazione del fatto per il quale si procede, delle norme di legge che si ritengono violate, con l'avvertimento che la documentazione relativa alle indagini è depositata presso la segreteria del pubblico ministero e che l'indagato e il suo difensore hanno facoltà di prenderne visione.

 

L'avviso contiene l'avvertimento che l'indagato ha facoltà, entro il termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.

 

Da questo momento la difesa, anche alla luce della documentazione fino a questo momento coperta dal segreto istruttorio, dovrà  organizzarsi.

 

La prima reazione degli avvocati difensori, i legali Francesco Paolo Sisto, Michele Curtotti e Pasquale Spagnoli, è stata quella di inviare una nota stampa. “Leggere un comunicato stampa della Procura di Foggia –dichiarano nella nota – intitolato operazione C’era una volta, con un gioco di parole tanto banale quanto poco rispettoso dei nostri assistiti, lascia davvero sconcertati sia per la caduta di gusto, sia per il pregiudizio insito in un titolo che vorrebbe relegare, per mano giudiziaria , i Cera al passato. Invece Cera c’è e ci sarà”.

 

“Mi hanno notificato la conclusione delle indagini per la vicenda giudiziaria che mi ha riguardato. Cosa nota era il fatto che arrivasse la comunicazione di chiusura- ha scritto Napoleone Cera sulla sua pagina Facebook- ora però si faccia presto ad accertare e fare chiarezza su una vicenda della quale sono totalmente estraneo avendo agito sempre nell’interesse collettivo. Sono un uomo delle Istituzioni e come tale ho piena fiducia nell’operato della Magistratura”.

 

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