Giovedì, 21 Maggio 2020 10:06

San Giovanni Rotondo, distrutti alberi di ulivo: la denuncia della vittima

Scritto da  Redazione
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Foto di repertorio Foto di repertorio

Alberi di ulivo tra i 20 e i 30 anni, Michele Nardella racconta l'atto vandalico, “Non so chi sei, non so se tutto questo è merito della stessa mente squilibrata né conosco i motivi che ti spingano a fare questo”.

“Sento il dovere di rendere pubblico questo atto di inciviltà nei confronti della mia famiglia per il quale ho deciso di mettere momentaneamente da parte la mia riservatezza". Scrive in una lettera pubblica, inviata alla stampa, Michele Nardella proprietario dell’uliveto danneggiato a San Giovanni Rotondo.

 

"Nei giorni compresi tra lunedì 11 maggio e mercoledì 13 maggio una persona non degna di questo nome ha pensato di “colpire” il sottoscritto e/o la sua famiglia danneggiando gravemente una parte dell’uliveto di famiglia (circa 40 alberi tra i 20 ed i 30 anni) indirizzando alla sofferenza e probabilmente alla morte quelle piante d’ulivo indifese. Un gesto tanto riprovevole quanto minuzioso e folle quello di decorticare su tutta la circonferenza del tronco quei 40 alberi piantati, tra quelli secolari coltivati con orgoglio da mio nonno, da mio padre con la speranza che i suoi figli fossero fieri dei loro frutti, o meglio, orgogliosi delle mani che tanto tempo prima li avevano piantati: beh il nostro orgoglio permane più vivo che mai!

 

Questo episodio è stato preceduto da altri episodi disarmanti: nel 2014, in un momento particolare per la mia famiglia, qualcuno ha pensato di andare, senza alcun permesso, a raccogliere le mandorle in un altro piccolo appezzamento di mio padre: quel tempismo nel compiere questa “bravata” è stato di un’eleganza unica! Nel febbraio 2017, sempre nello stesso appezzamento, è stata rubata una sbarra (tra l’altro vecchia e arrugginita) posta all’ingresso della proprietà, la quale penso abbia poco più del mero valore affettivo: beh con o senza sbarra non dimentico le volte in cui sono faticosamente riuscito a ritagliarmi il tempo per andare a sudare di gioia; sempre nel 2017, per il mio trentunesimo compleanno ho deciso di regalarmi 31 alberelli di ulivo che un vecchio amico di mio padre è stato ben lieto di aiutarmi a piantare nel novembre dello stesso anno: puntualmente, poco dopo, le sporche mani di qualche essere, a mio avviso, poco umano hanno decretato che quei vettori di vita non avessero diritto di crescere recidendoli poco al di sopra delle radici; non appagate dello scempio, a distanza di qualche giorno, le mani della morte sono tornate a tagliare, questa volta armate di motosega, altri 4 alberi di ulivo adulti.

 

Se poi penso al periodo che tutti stiamo vivendo, rabbrividisco all’idea che ci sia qualcuno in grado di rivolgere la propria attenzione a queste vigliaccate. Io sono sempre stato e sempre lo sarò un amante della natura, ho studiato sperando di riuscire a salvaguardare al meglio delle mie possibilità, nel mio piccolo, la salute altrui e non credo avrei mai il coraggio di compiere atti così vili. Certamente ogni istante si sente parlare di atti ben più gravi di questi, ma è ugualmente vero che prendersela con 75 alberi, in fin dei conti patrimonio di tutti, anche del loro stesso “carnefice”, sia qualcosa di veramente incomprensibile e, a mio parere, da rendere pubblica.

Ringrazio per la grande solidarietà già dimostratami da molti (compreso gente che non conosco) e per l’estesa disponibilità ricevuta da conoscenti e dalle forze dell’ordine per cercare di smascherare quanto prima questi Incivili perché è chiaro che tali gesti provocano rabbia e stupore nella stragrande maggioranza dei cittadini e non soltanto in chi li subisce in prima persona.

 

Non so chi sei, non so se tutto questo è “merito” della stessa mente squilibrata né conosco i motivi che ti spingano a fare questo nei miei/nostri confronti; credo e sinceramente spero, per quanto mi riguarda, di non aver compiuto nessun gesto o aver avuto nessun comportamento tale da meritare indirettamente questi “sfregi”. Di questo, però, ne ho la certezza: quello che hai fatto in questi anni ha già macchiato per sempre la tua dignità di essere umano! Vergognati, ammesso e concesso che abbia una coscienza”. Conclude Nardella.

 

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