Lunedì, 24 Febbraio 2020 08:04

INCHIESTA| San Giovanni Rotondo capitale del Gargano della droga, la DIA: “Segnali di una ricomposizione del tessuto criminale locale”

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Chi spaccia è collegato alla mafia garganica, in esclusiva le intercettazioni telefoniche e la ricostruzione di due operazioni di polizia e carabinieri, l’operazione “Salus” e l’operazione “Friends”, ecco come si spaccia in città, una delle piazze più importanti del Gargano per lo spaccio di stupefacenti.

“A San Giovanni Rotondo si registrano segnali di una ricomposizione del tessuto criminale locale, favorito dalla presenza di soggetti particolarmente attivi nel mercato degli stupefacenti e capaci di catalizzare nuove leve”. È questo il passaggio della Relazione semestrale al Parlamento del Ministro dell’Interno sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA). Il periodo preso in considerazione è quello del primo semestre del 2019.

 

Più in generale si fa riferimento anche allo scenario criminale del Gargano, che “continua ad essere contraddistinto da una forte instabilità sulla quale incide, in modo determinante, la cruenta contrapposizione tra i clan Romito e Libergolis, che si riverbera su tutta la criminalità locale e, in particolare, a Vieste, nella faida tra i clan Perna e Raduano”. Nella seconda relazione, giugno dicembre 2019, ci sarà anche un focus dedicato allo scioglimento del Comune di Manfredonia per mafia, si anticipa nell’attuale relazione.

 

Lo spaccio e il consumo di droghe a San Giovanni Rotondo non rappresenta una novità dal punto di vista della cronaca, l’ultimo arresto, ai domiciliari, risale a pochi giorni fa per spaccio di marijuana. I carabinieri hanno beccato un 25enne del posto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Sequestrati 80 grammi di marijuana dai quali si potevano ricavare oltre 200 dosi da strada, il giovane conservava nella sua abitazione anche block notes con annotati nominativi e somme di denaro riconducibili a una vera contabilità dello spaccio.

 

La novità è che due importanti operazioni, “SALUS” e “FRIENDS”, dimostrano che esiste un legame tra lo spaccio di sostanze a San Giovanni Rotondo e la mafia garganica, chi spaccia, in modo particolare cocaina, lo fa per conto dei clan foggiani.

 

OPERAZIONE “SALUS”
Ed è proprio questa operazione
antidroga, del 5 marzo 2019,che viene citata dalla Relazione semestrale al Parlamento del Ministro dell’Interno. L’operazione ha riguardato un gruppo composto da 10 pregiudicati in parte originari di San Giovanni Rotondo che, nel periodo novembre 2017-gennaio 2018, oltre a rifornire quella piazza di spaccio, poteva contare su una rete di pusher capace di attirare anche i consumatori delle vicine città di Monte Sant’Angelo, San Marco in Lamis e Rignano Garganico. Più in particolare, i carabinieri della Compagnia di San Giovanni Rotondo hanno proceduto all’arresto di dieci soggetti tra San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis e San Severo (dove sono stati individuati due fornitori di stupefacente), ritenuti responsabili in concorso tra di loro di detenzione e spaccio di droga.

 

Non rientra nella relazione del Ministro una operazione successiva degli inquirenti che ha portato all’arresto di un sangiovannese, volto noto alle forze dell’ordine. Di questa operazione abbiamo anche le intercettazioni telefoniche.

 

OPERAZIONE “FRIENDS”
L’operazione“Friends”, del 19 novembre del 2019, mirata al clan mafioso dei “Montanari”,ha portato in carcere 24 soggetti, a seguito di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Nella stessa operazione vengono arrestati i vertici dei clan Li Bergolis e Papa. Ingenti sequestri di beni.

 

“Attraverso l’ascolto delle utenze telefoniche riconducili ai Montanari – si legge nelle carte – si ha contezza che quest’associazione godeva di diversi clienti cui destinava in maniera stabile e continuativa la cocaina, spicca la figura del 35enne G. M. di San Giovanni Rotondo. L’uomo era estremamente abile non solo a rivendere lo stupefacente sulla piazza di San Giovanni ma anche particolarmente versato nella commissione di reati in tema di sfruttamento della prostituzione, oltre che alla commissione di furti in abitazione”.

 

Una parte importante delle intercettazioni, dell’operazione “Friends”, viene dedicata proprio al ruolo del pusher sangiovannese e viene, di fatto, ricostruito lo spaccio nella città a partire dal 2/12/2016, presumibilmente la data in cui finisce sotto intercettazione telefonica il suo cellulare.

Sono sei i cittadini di San Giovanni Rotondo che compaiono nelle intercettazioni: cinque uomini e una donna. Sono tutti clienti abituali, quello che emerge dalle intercettazioni è che la donna ha un ruolo diverso. Ha una relazione con il pusher, spaccia, fissa appuntamenti e trova contatti.

 

LE INTERCETTAZIONI
Per il ruolo della donna si fa riferimento ad una intercettazione delle ore 13.00 del giorno 8/12/2016, nella quale la donna chiama al cellulare. La telefonata registrata dagli inquirenti: “io...arrivo da te, due secondi e vado via..(…)…eh!.. ci dobbiamo sentire all’una e mezza lì alla benzina…”, il pusher risponde che non poteva farsi trovare, né nessun altro, e comunque le avrebbe dato la sostanza richiesta: “nessuno …nessuno…non si fa trovare nessuno , te la metto a una parte non ti preoccupare …ah, ci sta la mia macchina là…ci sta…ci sta la macchina, apri, sul sedile...”, così facendo capire che la droga sarebbe stata lasciata nella sua auto a disposizione della donna, che quindi diceva: “eee…ii…i soldi dove te li lascio?”, ma lo spacciatore risponde in confidenza alludendo a prestazioni sessuali (“con una frase triviale- scrivono testualmente gli inquirenti- facendole intendere che non voleva denaro, infatti con la donna aveva una relazione”), la donna però si preoccupa, “ancora.. mò... passa qualcuno... e se la prende?...non la macchina…la cosa sul sedile”, ma M., (“forte delle sue amicizie malavitose con i Montanari”-scrivono ancora gli inquirenti), risponde “eh non...non la sfiorano manco la macchina mia!”.

 

La stessa donna si vanta al telefono di trovare nuovi clienti. “Noi per sabato siamo apposto…”-dice la donna al telefono- volendo sottolineare come avesse già provveduto a pagare una fornitura, di cui lei si era fatta tramite, avvenuta nelle prime ore del sabato 4/3/2017. La donna si vanta della sua perizia: “…hai visto che bel contatto che ti ho dato?... ah ah…quello ti chiamerà tutti i giorni…. Ammaestrando la sua allieva, quindi veniva ammonita a non cedere mai stupefacente a credito ai clienti – scrivono gli inquirenti a supporto nella trascrizione delle intercettazioni. ...Allora…un consiglio, non dare mai ehmm... te li do dopo… mai!, e la donna d’accordo: noooo...seee non esiste proprio…”.

 

 

In altre intercettazioni i clienti del pusher danno appuntamenti in vari e diversi luoghi della città (uno dei preferiti è tra Via Foggia e Corso Roma), chi dopo aver lasciato la propria figlia a danza, chi prima del lavoro, chi tenta di farsi fare credito inutilmente e chi invece confessa di aver acquistato della cattiva roba “...che puzzava di benzina!...” e dopo averla tagliata con altro materiale di averla “…rimessa in commercio”.

I nomi dei clienti sono tutti riportati nelle carte, si tratta di incensurati e persone insospettabili.

 

IL SERVIZIO TELEVISIVO “OPERAZIONE FRIENDS” (Antenna Sud)

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