Mercoledì, 07 Agosto 2019 08:53

Manfredonia: padre e figlio minorenne arrestati per tentato omicidio

Scritto da  Redazione
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I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Manfredonia, a conclusione degli accertamenti e delle attività d’indagine svolte a seguito di un intervento effettuato nelle ore precedenti in piazza Salvemini a Manfredonia, hanno arrestato in flagranza di reato un minore di 16 anni e suo padre, un 40enne, entrambi già noti alle Forze dell’Ordine, per i gravi reati di tentato omicidio il primo e di violazione di domicilio nonché per atti persecutori.

In particolare, una pattuglia di Carabinieri è intervenuta presso l’abitazione della madre del minorenne poi arrestato e allo stesso tempo moglie del 40enne dal quale si sta separando e con il quale sono – tra l’altro – da tempo in atto dissidi per pregresse aggressioni verbali e fisiche già denunciate. L’attivazione dei militari è scaturita in relazione alla richiesta di aiuto pervenuta dalla donna, che lamentava telefonicamente al “112” un’aggressione in atto da parte di entrambi. Nello specifico, la donna e le persone presenti in casa riferivano che, “mentre loro stavano riposando, padre e figlio si erano introdotti arbitrariamente nella loro abitazione, scavalcando la recinzione che aveva il cancello chiuso in quel momento e penetrandovi all’interno della casa attraverso la porta finestra del soggiorno, lasciata invece aperta a causa della calura estiva”.

 

Una volta entrati, i due minacciavano di morte l’attuale compagno convivente della donna, con la quale quest’ultimo aveva avuto nel frattempo anche un bambino, venendo poi respinti e cacciati di casa quando, sull’uscio della porta, il minorenne rompeva il vetro della porta-finestra del bagno, posto accanto all’ingresso, entrando nuovamente nel domicilio, per aggredire alle spalle il nuovo compagno della madre, venendo comunque nuovamente fermato dalla stessa e dalla sorella maggiorenne, residente appunto presso l’abitazione materna e presente in casa assieme ad altri tre fratelli minorenni, i quali si frapponevano tra l’aggressore e l’aggredito. Durante tali concitati momenti, il minorenne alzava in alto il braccio destro, potendo così far vedere ai presenti che impugnava un coltello, che sino ad allora aveva celato subdolamente appoggiandolo con il dorso della lama dietro il proprio avambraccio, puntandolo quindi in direzione del compagno della madre, minacciando sempre di ucciderlo.

Il 16enne passava subito dopo alle vie di fatto, cercando di colpirlo da brevissima distanza, con un fendente diretto verso il collo dell’uomo, non riuscendoci solo grazie al provvidenziale quanto coraggioso intervento della sorella maggiorenne, che cercava di parare o comunque di deviare il colpo inferto con il coltello, frapponendo la sua mano destra lungo la traiettoria, riportando così a sua volta un taglio al dorso di quella mano, giudicato guaribile in sei giorni dal Pronto Soccorso di Manfredonia, dove poi la ragazza sarebbe recata per le cure del caso.

 

I Carabinieri estendevano poi la perquisizione all’abitazione del 16enne e di suo padre, che condividono con il nonno paterno, un ultrasessantenne, anch’egli già noto alle Forze dell’Ordine per pregresse vicende, dove si rivenivano ulteriori gr. 23,04 di hashish in un unico pezzo, nonché in vista su di un frigorifero 86 pacchetti di sigarette di varie marche privi di contrassegno del monopolio e la somma di 535 € in banconote di vario taglio, ritenuta dagli investigatori essere il provento dell’illecita attività posta in essere, materiale idoneo al confezionamento dello stupefacente, ed ancora due coltelli verosimilmente intrisi di hashish, il telefono cellulare utilizzato per porre in essere parte degli atti persecutori denunciati dalla vittima ed una pistola a salve priva di tappo rosso.

 

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