Giovedì, 20 Dicembre 2018 12:15

Comune di Carpino, in 11 finiscono ai domiciliari per "assenteismo"

Scritto da  Redazione
Vota questo articolo
(1 Vota)
Comando provinciale carabinieri Comando provinciale carabinieri

Nelle prime ore della mattinata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 11 persone (10 dipendenti e 1 responsabile di settore) del Comune di Carpino, ritenuti responsabili dei reati di truffa continuata, interruzione di un servizio pubblico e false attestazioni o certificazioni

Le indagini, iniziate nel febbraio 2018 a seguito di segnalazione anonima, "hanno consentito di accertare come sia invalso l’uso da parte degli indagati, di cui 1 responsabile di settore e 10 impiegati del Comune di Carpino, di attestare falsamente la loro presenza in ufficio attraverso la timbratura elettronica del badge magnetico per poi allontanarsi dal luogo di lavoro per svolgere incombenze personali o comunque non attinenti i rispettivi compiti di servizio. Informata tempestivamente dai Carabinieri del NORM sugli esiti positivi avuti a seguito di alcuni riscontri al contenuto dell'anonimo, infatti, la Procura della Repubblica di Foggia ha subito colto la fondatezza della notizia e la necessità di ulteriori approfondimenti, disponendo l'installazione di telecamere nascoste in prossimità degli ingressi del Municipio e della macchinetta marcatempo".
Dalla visione delle immagini è emerso che "gli odierni arrestati, dopo aver regolarmente timbrato l'ingresso, si allontanavano dal posto di lavoro senza timbrare l’uscita recando, dunque, un danno all’Ente comunale che regolarmente elargiva i relativi stipendi. Infatti, subito dopo la timbratura d’ingresso, i dipendenti interessati si allontanavano dal luogo di  lavoro per farvi rientro solo nelle fasce orarie di apertura al pubblico, trascorrendo la buona parte della giornata lavorativa all'esterno degli uffici a colloquiare al cellulare o con i passanti, a leggere il giornale e ad assolvere ad altre incombenze personali. Molti dipendenti sono stati ripresi mentre rientravano in Comune con grosse buste della spesa o si allontanavano a bordo di vetture private. Addirittura, nei giorni di rientro pomeridiano, ossia il mercoledì ed il venerdì, alcuni si sono assentati per l’intero orario lavorativo, presentandosi in Municipio solo per timbrare l’entrata e l’uscita, maturando così il diritto anche al compenso per lo straordinario".

pubblicità3

La prassi appena, stando alle indagini degli uomini dell'Arma, è stata praticata e avallata anche da chi aveva la responsabilità del controllo. "Lo stesso dirigente responsabile del controllo sul personale, infatti, su un totale di 64 giorni lavorativi monitorati ha collezionato più di 50 assenze ingiustificate, risultando assente per una media di 1 ora e 34 minuti al giorno. Non solo. Agli atti del Comune di Carpino non risultavano nemmeno provvedimenti disciplinari in merito alle mancate timbrature o ad assenze ingiustificate. Ciò che è emerso con forza durante le indagini è soprattutto la spregiudicatezza dei dipendenti comunali: l'abitualità dei loro comportamenti, anche dopo alcuni accessi effettuati dai Carabinieri nel Comune durante le indagini, è sintomatica di una prassi consolidata e diffusa, avallata dallo stesso Responsabile del Personale, sorretta evidentemente da un senso di impunità. Tra l’altro gli accertamenti sulla perfetta funzionalità della macchina marcatempo e la chiarezza delle immagini captate hanno consentito di fornire un quadro indiziario solido e di accertare inconfutabilmente i reati rubricati dalla Procura della Repubblica di Foggia".

Le condotte censurate hanno causato un pesante danno erariale. Infatti, in circa due mesi e mezzo di attività d’indagine (febbraio - aprile 2018) si è stimato un danno patrimoniale per le casse pubbliche pari a circa 24mila euro. Una somma ingente per un piccolo ente comunale come quello di Carpino.

Sono stati colpiti dal provvedimento cautelare Angelo D'Antuono, classe 1965, Giuseppe Caputo, classe 1956, Domenico Delle Fave, classe 1952, Michele Di Brina, classe 1960, Anna Rosa Di Viesti, classe 1963, Marisa La Torre, classe 1960, Antonio Maccarone, classe 1973, Luigi Pizzarelli, classe 1954, Michele Simone, classe 1954, Pietro Vivoli, classe 1952 e Nicola Martella, classe 1960. Dopo le formalità di rito, gli arrestati sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Informazioni sui cookies

1. Che cosa è un cookie?

2. Come è possibile disattivare i cookies?

Informazioni sui cookies

Che cosa è un cookie?

Che cosa è un cookie? Un cookie è un piccolo file di testo che viene memorizzato dal computer nel momento in cui un sito web viene visitato da un utente. Il testo memorizza informazioni che il sito è in grado di leggere nel momento in cui viene consultato in un secondo momento. Alcuni di questi cookies sono necessari al corretto funzionamento del sito, altri sono invece utili al visitatore perché in grado di memorizzare in modo sicuro ad esempio il nome utente o le impostazioni di lingua. Il vantaggio di avere dei cookies installati nel proprio pc è quello di non aver più bisogno di compilare le stesse informazioni ogni qualvolta si voglia accedere ad un sito visitato in precedenza.

Perché ilfattodelgargano.it utilizza i cookies?

Il sito web ilfattodelgargano.it (di seguito portale) utilizza i cookies al fine di fornire ai propri visitatori un’esperienza di navigazione modellata il più possibile intorno alle proprie preferenze. Tramite i cookies la Fondazione fa in modo che ad ogni visita sul sito non si debbano ricevere o inserire le stesse informazioni. I cookies vengono utilizzati anche al fine di ottimizzare le prestazioni del sito web: essi infatti rendono più facile la ricerca veloce di elementi e prodotti specifici all'interno del sito. Al fine di proteggere i propri dati personali da possibili perdite e da qualsiasi forma di trattamento illecito la Fondazione ha preso opportune misure tecniche ed organizzative.

Come posso disattivare i cookies ?

È possibile modificare il browser per disattivare i cookies tramite una procedura molto semplice. Attenzione: disattivando i cookies sia nome utente che password non saranno più memorizzati sul box di login del sito.

Firefox:

  1. Apri Firefox
  2. Premi il pulsante “Alt” sulla tastiera
  3. Nella barra degli strumenti situata nella parte superiore del browser, seleziona “Strumenti” e successivamente “Opzioni”
  4. Seleziona quindi la scheda “Privacy”
  5. Vai su “Impostazioni Cronologia:” e successivamente su “Utilizza impostazioni personalizzate” . Deseleziona “Accetta i cookie dai siti” e salva le preferenze.

Internet Explorer:

  1. Apri Internet Explorer
  2. Clicca sul pulsante “Strumenti” e quindi su “Opzioni Internet”
  3. Seleziona la scheda “Privacy” e sposta il dispositivo di scorrimento sul livello di privacy che desideri impostare (verso l’alto per bloccare tutti i cookies o verso il basso per consentirli tutti)
  4. Quindi clicca su OK

Google Chrome:

  1. Apri Google Chrome
  2. Clicca sull'icona “Strumenti”
  3. Seleziona “Impostazioni” e successivamente “Impostazioni avanzate”
  4. Seleziona “Impostazioni dei contenuti” sotto la voce “Privacy”
  5. Nella scheda “Cookies” è possibile deselezionare i cookies e salvare le preferenze

Safari:

  1. Apri Safari
  2. Scegli “Preferenze” nella barra degli strumenti, quindi seleziona il pannello “Sicurezza” nella finestra di dialogo che segue
  3. Nella sezione “Accetta cookie” è possibile specificare se e quando Safari deve salvare i cookies dai siti web. Per ulteriori informazioni clicca sul pulsante di Aiuto ( contrassegnato da un punto interrogativo)
  4. Per maggiori informazioni sui cookies che vengono memorizzati sul vostro computer, clicca su “Mostra cookie”

pubblicita elezioni

 

Giuseppe Limosani Il Maestro Partigiano