Martedì, 07 Novembre 2017 16:48

Auto incendiata a San Marco in Lamis fuori dalle logiche mafiose

Scritto da  Redazione
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Alla base dell'incendio dell'autovettura di Andrea Martino, figlio di Michele, entrambi noti alle Forze dell'Ordine, non ci sarebbero questioni di "vecchie rivalità" tra appartenenti a clan malavitosi

Come ha riportato il sito di informazione online foggiatoday.it (dichiarazioni dell'avvocato difensore), l'autore dell'incendio, incastrato grazie alle video registrazioni di alcune telecamere, Angelo Modola (19 anni) di San Marco in Lamis, sarebbe "affetto da stato depressivo reattivo". Il legale, Angelo Garggiano, nelle dichiarazioni rilasciate a foggiatoday, ha anche evidenziato che "il gip (giudice indagini preliminari) non ha convalidato il fermo, ha escluso l'aggravante mafiosa e ha mantenuto in carcere il Modola solo per il reato di incendio (art 423 c.p.). In sede di convalida la difesa ha prodotto anche le sentenze assolutorie dei presunti appartenenti ai clan Di Claudio e Martino, per cui – ha chiosato l’avvocato al sito d'informazione foggiano – anche se condannati per altri reati, non sono stati ritenuti sussistenti il reato di mafia e l’aggravante mafiosa”.

L'arresto per il giovanissimo Modola era scattato in seguito all'incendio che ha distrutto, il 19 ottobre, tre autovetture nel centro abitato di San Marco in Lamis. Tra queste anche quella del giovane Martino. Il legale dell'autore dell'incendio ha smontato quindi l'ipoetsi dei carabinieri della Compagnia di San Giovanni Rotondo che avevano inqudrato l'incendio nello scontro tra le famiglie Di Claudio (di Rignano Garganico) cui è legato Modola e quella dei Martino cui appartiene Andrea proprietario di una delle tre auto andate distrutte dalle fiamme (in passato, nel 2004, i Martino e i Di Claudio erano finiti nell'operazione denominata “Free Valley”, condotta dalla Compagnia di San Giovanni Rotondo e dal Reparto Operativo Carabinieri di Foggia sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, e che aveva portato a numerosi arresti, condanne e importanti sequestri). 

Le indagini, da parte degli inquirenti, per fare maggiore chiarezza sull'accaduto sono ancora in corso.

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