Giornalista

È il divano rosso dell’ultimo piano della casa del borgo antico di Matteo Cappucci ad essere stato testimone degli ultimi anni della vita politica della città di San Giovanni Rotondo. È quello che emerge dall’intervista al politico.

Dopo due anni di stasi torna il comitato per la tutela del centro storico di San Giovanni Rotondo. È stato eletto il  presidente Pietro Gravina e il nuovo direttivo composto da Mario Steduto, Grazia Pia Palladino, Michele Ritrovato, Gianlugi Massa, Michele Mangiacotti e Massimo Francavilla.

Pronti per una nuova avventura editoriale, eccoci qua. I presupposti e lo spirito sono quelli che animano da sempre l'attività giornalistica: informare e riflettere, o informare per riflettere. Il designer Bruno Munari scriveva che "ognuno vede le cose per quello che sa".

 

Sapere, informarsi correttamente sono i primi passi per decodificare eventi e per distinguerne la bontà o la malvagità. Non possiamo vivere rassegnati alla malattia più comune da queste parti la "lamentite acuta"; occorre distinguere ed evitare, come spesso succede, di tenersi l'acqua sporca e di buttare via il bambino. Il risultato è sempre una cattiva gestione del territorio, inteso come ambiente in senso più ampio, le nostre città si imbruttiscono, si presentano male, si vive male.

 

Di un malessere difficile da individuare, da descrivere; un malessere costruito paradossalmente dalla ricerca costante del migliorarsi, come se fosse chiaro l'obiettivo e mancasse un percorso lineare, chiaro. Il risultato è un caos calmo. Come se si camminasse in comode macchine in una strada inadeguata, ovattati dalle luci della tv in tavernette finto country. C'è sempre qualcosa che stride. Un senso di malessere in parte anestetizzato da una strana terapia del dolore: si soffre perché tanto "così vanno le cose". Una rabbia che non trova sfogo che non si trasforma in azione, come se si è condannati a vivere una condanna: rassegnati allo stato dell'arte.

 

In questo generico quadro oggettivamente desolante ci sono spiragli di luce, non tutto è così in bianco e nero e il nostro "Fatto del Gargano" vuole unirsi ai non rassegnati, ai sognatori anche se un po' stanchi, ai saltatori di muri, ai portatori di speranza. Raccontare i fatti di un territorio è sempre cosa difficile, soprattutto nell'era dell'informazione fai da te, ma è la sfida che ci prefiggiamo, è la scommessa che vogliamo vincere. La nostra attività sarà quella di informarvi offrendo sempre punti di vista, evitando il copia e incolla dei comunicati stampa, cercando approfondimenti, voci e opinioni. Partiamo on-line e speriamo di centrare l' obiettivo di un giornale cartaceo e questo dipende dalla nostra professionalità e dalla vostra accoglienza. Noi ci siamo, siamo qua, al nastro di partenza, al varo di una nuova avventura certi che l'accoglienza sarà delle migliori. Sappiamo che dobbiamo scalfire la diffidenza iniziale, questa è una sfida e a noi le sfide ci piacciono.


Gennaro Tedesco

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Giuseppe Limosani Il Maestro Partigiano