Giornalista

È la rete internet a rilanciare le notizie relative ad allagamenti avuti,puntuali, alla prima pioggia seria di stagione, a San Giovanni Rotondo. Le zone sono quelle già note da tempo e dove sono intervenuti già con le famose "soluzioni tampone" volute dall'Amministrazione Pompilio. Intervengono anche i politici attraverso i social network in risposta ai tanti che criticano e che chiedono interventi risolutivi.

La cultura non esiste e neanche gli intellettualiQuesto è un concetto che mi piace molto e in altre occasioni ho provato a divulgare. Apparentemente sembra una provocazione, provo a spiegarmi. Non ho mai sentito Umberto Eco dire: "bene, adesso faccio cultura". Che cosa è la cultura, come si fa a "farla"?

Michelangelo Lombardi: «Ho vissuto come una grande mancanza di rispetto per le regole il comunicato stampa fatto dalla federazione che proclamava vincitore del congresso Raffaele Piemontese». All'appello mancano tre verbali. Cinque i ricorsi presentati. Incertezza anche a Vieste

Non è necessario andare in Abruzzo per un week end per capire che il Parco Nazionale del Gargano non funziona. Ma perché, mi chiedo? Poi la mia memoria mi porta a quando la gente, la famosa gente, si ribellava all’idea della costituzione del Parco Nazionale, era la fine degli anni novanta. Mi viene in mente l’opposizione che c’è stata dei costruttori edili,  un cartello con una scritta: “Vogliamo che si realizzino le opere di Padre Pio”. Insomma l’istituzione del Parco veniva considerata come un vincolo, un vincolo a tutto, allo sviluppo. Poi gli anni in cui parte, la discussione se è meglio stare dentro o fuori i confini del parco, il primi cartelli di legno con la scritta gialla: “Benvenuti nel Parco Nazionale”. E lo "sviluppo" che è continuato senza problema, e che sviluppo.

 

 

Facciamo un salto temporale e arriviamo al presidente Giandiego Gatta, la sua filosofia è stata quella di un Parco accettato da tutti, dai cacciatori ai costruttori. Unico veto gli ambientalisti. Quattordicimila cittadini hanno votato Gatta come consigliere regionale, quindi votando il suo operato da presidente del Parco, consapevolmente o inconsapevolmente. Oggi la poltrona è occupata da Stefano Pecorella, già assessore provinciale di centro destra, già candidato sindaco di Manfredonia, insomma ancora un politico e della stessa parte politica di Gatta. Mi spiegano che si ragiona così: il Parco del Gargano è una poltrona che spetta al centro destra e quello dell’Alta Murgia al centro sinistra. Misteri della politica, in base a quale patto? Perché?

 

 

Prima riflessione. Ma il centro destra negli anni novanta era favorevole al Parco o era al fianco di chi voleva che si realizzassero “le opere di Padre Pio”? Due presidenti  che vengono dalla stessa scuola politica, prima oppositori  e poi alla guida. Un po’ di coerenza, eravate contrari? Perché oggi siete a capo di qualcosa che non andava istituito?

 

 

Seconda riflessione. Perché nessuno punta sul parco come sviluppo del territorio? Perché l’ultima fiera a Foggia è stata organizzata per promuovere la Via Francigena del Sud, che, come sappiamo, per essere generosi, è un falso storico e non si è pensato al Parco come volano dello sviluppo turistico? Voglio dire: passeggiate per passeggiate meglio quelle ambientali che finte spirituali.

 

 

Ecco la mia proposta. Pecorella abbia il coraggio e la coerenza di chiedere al Governo, al Ministro dell’Ambiente  di chiudere il Parco Nazionale del Gargano, da queste parti possiamo vivere anche senza quei cartelli che augurano "Benvenuti nel Parco Nazionale del Gargano".

        

È il divano rosso dell’ultimo piano della casa del borgo antico di Matteo Cappucci ad essere stato testimone degli ultimi anni della vita politica della città di San Giovanni Rotondo. È quello che emerge dall’intervista al politico.

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Giuseppe Limosani Il Maestro Partigiano