Giornalista

“Voglio venire nella vostra terra", è la frase che il Santo Padre ha pronunciato questa mattina in Piazza San Pietro nel corso dell’udienza giubilare. Castoro: "Ti aspettiamo"

È stato trovato privo di vita il corpo del 34enne scomparso da Borgo Celano il 29 dicembre del 2015

Non è stata una finzione condita con caricature e battutacce in vernacolo di bassa lega. No. È stata una maledetta fotografia, snervante, della società contemporanea scattata in una delle città più famose del mondo: San Giovanni Rotondo.

Stavolta non si tratta solo di annunci. Pare che, stavolta, i rinforzi arriveranno. Almeno si spera, anzi ci crediamo visto che l'annuncio di potenziare il tribunale di Foggia è arrivato dal numero 2 del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini.

Qualche dubbio resta. Ed è fondato nella storia del territorio e nella visita lampo di ministri (che annunciano, promettono e non mantengono), vice ministri, sottosegretari, eccetera, eccetera, eccetera.

Due anni fa, settembre 2013, scrivevo sul mio blog (Bersaglio Mobile) un pezzo: "Mafia, lo Stato abbandona il Gargano: scialbi annunci ministeriali e trasferimenti di magistrati". Il tutto era nato dal fatto della certa chiusura del tribunale di Lucera (il cui distretto comprendeva zone ad alto rischio criminalità come quella di San Nicandro Garganico per esempio) e delle due sedi distaccate Rodi Garganico e Apricena. Chiusura che, di fatto, ha determinato il trasferimento di Domenico Seccia: simbolo della lotta alla criminalità organizzata, alla mafia garganica. Il magistrato–scrittore, secondo logiche difficili da capire o da interpretare, qualora se ne venisse a conoscenza, è stato spostato da Lucera a Fermo (nel nome il destino?).

Nel frattempo sulla Montagna Sacra si ammazzava (e si ammazza), si spacciava (e si spaccia), si estorceva (e si estorce), si commettevano (e si commettono) soprusi di ogni genere. Senza contare gli affari tra pezzi della Pubblica Amministrazione e clan del territorio.

Scrivevo di "scialbi annunci ministeriali" perché, un anno prima (l'11 ottobre 2012) dalla pubblicazione dell'articolo sul blog, l'allora ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, aveva annunciato: «presto una sede della Dia (Direzione Investigativa Antimafia) sul Gargano». Dichiarazione rilasciata a Vieste per l'inaugurazione dello Scialì, locale distrutto dalle fiamme della mafia e riaperto grazie al coraggio dell'imprenditore. Ovviamente quella dichiarazione è morta lì dove è nata, ovvero a Vieste che nel frattempo ha fatto registrare altri episodi di cronaca legati alla mafia del Gargano. Su tutti l'omicidio (gennaio 2015) del boss Angelo Notarangelo, detto Cintaridd.

Dall'annuncio dell'ex ministro Cancellieri a quello di Legnini, la Capitanata, il Gargano, hanno riempito le cronache locali e nazionali di altri fatti di criminalità e di mafia come ad esempio lo scioglimento del Consiglio comunale di Monte Sant'Angelo per infiltrazioni mafiose. O come i vari attentati registrati ai danni di amministratori locali (San Giovanni Rotondo e Monte Sant'Angelo su tutti) con tanto di bombe fatte esplodere nei pressi delle rispettive abitazioni, auto incendiate (come quella dell'amico e collega Gennaro Tedesco) e spari di fucili contro porte e serrande.

Era chiaro (i rapporti pubblici del tribunale parlano chiaro) che, dopo la chiusura di Lucera, il tribunale Foggia dovesse sobbarcarsi una mole di lavoro enorme con processi da istruire e svolgere e indagini da chiudere o da archiviare. La professionalità della magistratura foggiana è tutta nelle parole di Legnini: "A Foggia c'è il massimo degli arretrati e il massimo della produttività. E' evidente che qualcosa non va, non a Foggia ma altrove e dobbiamo sopperire, con organici, magistrati, mezzi, logistica, visto che il Tribunale accorpante ha bisogno di nuovi spazi". Magistrati, quelli di Foggia, che lavorano utilizzando finanche i corridoi della struttura per tentare di dare risposte a chi fa richiesta di giustizia. Magistrati che meritano di sentire la vicinanza dello Stato.

Speriamo che stavolta sia quella buona.

Ore 3.15 circa, San Giovanni Rotondo, corso Matteotti. Auto in fiamme, è quella del collega Gennaro Tedesco. La seconda in 4 anni, dopo minacce varie e gli alberi bruciati in campagna. Sul posto i carabinieri di San Giovanni Rotondo e il Soccorso Stradale Dragano. 

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