Giornalista

E' Antonio Marino già vice segretario del partito

Congresso cittadino del Pd, c’è l’outsider. Antonio Marino, vice segretario dei democratici sangiovannesi, irrompe nella neonata unitarietà trovata dal partito per l’elezione del segretario sezionale che si terrà domenica 27 ottobre. 

La città di san Pio riscopre un vecchio tesoretto: il Checkpoint, ricchezza che vale una fortuna. A meno di tre mesi dalla riattivazione del servizio (15 luglio), voluto dal Comune di San Giovanni Rotondo, ci sono stati 1600 accessi. Attività che ha fatto confluire nelle casse di Palazzo San Francesco oltre 70mila euro.

«Comunicazione inerente la sospensione del trasferimento delle maggiori risorse finanziarie a copertura della riprogrammazione del secondo Piano sociale di Zona per il 2013 per effetto di inerzia amministrativa». È l’oggetto della missiva 3598 del 16 ottobre inviata dalla Regione Puglia ai sindaci dei quattro Comuni che compongono il Piano: San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Rignano Garganico e San Nicandro Garganico. La somma sospesa dagli uffici regionali è cospicua: 818mila euro.

Ripartiti in quattro voci: 188mila 289 euro, Fondo regionale globale socio-assistenziale (FGSA) 2012; 149mila 910 euro, Fondo per la non autosufficienza (FNA) 2009 e  299mila 821 euro (FNA) per il 2010; 180mila 869 euro Fondo nazionale per le Politiche sociali- premialità diffusa.

Migliaia di euro bloccati a Bari a causa di un non «corretto espletamento di alcune procedure amministrative (rendicontazione della spesa sociale 31 dicembre 2012; relazione sociale e allegati tecnici 31 dicembre 2012». Ad oggi, così come scrive l’ufficio regionale, la «documentazione probante l’espletamento dei procedimenti non risulta trasmessa ai competenti uffici regionali».

A colmare il deficit amministrativo, dunque adempiere ai compiti imposti dalla regolamentazione vigente, non è servita neanche la formale «diffida» (3278 del 18 settembre 2013) sanzionata dalla Regione nei confronti dei quattro Comuni facenti parte del Piano. «Con formale diffida ad adempiere – scrivono dall’Ufficio della Programmazione Sociale regionale -, dopo aver constatato, in sede di Conferenza di servizi dell’8 luglio, la situazione di paralisi del sistema locale di servizi socio-assistenziali e socio-sanitari programmati nel Piano sociale di Zona a causa della situazione di grave deficitarietà economico-finanziaria in cui versa il Comune di San Marco in Lamis, che ha danneggiato gravemente anche gli altri Comuni dell’Ambito a causa di una distrazione di fatto dei fondi vincolati già assegnati e trasferiti dalla Regione e la mancata attivazione dei servizi programmati e la grave insufficienza dimostrata dall’Ufficio di Piano rispetto agli obiettivi di trasparenza, correttezza e buon andamento della amministrazione, cui ha inevitabilmente concorso una inadeguata dotazione di personale dell’Ufficio di Piano per numero e per competenze specialistiche, si era provveduto a richiedere atti amministrativi».

Nella stessa data della «diffida» (18 settembre), la Regione ha provveduto «ad inoltrare formale segnalazione alla Corte dei Conti della grave situazione deficitaria e delle presunte irregolarità compiute dal Comune capofila, San Marco in Lamis, nella gestione dei fondi sociali vincolati assegnati all’Ambito». L’Ufficio regionale conclude con una comunicazione lapidaria: «in assenza di adeguate garanzie sul ripristino in tempi brevissimi del Fondo Unico di Ambito per l’attuazione del Piano Sociale di Zona, con fondi già erogati e distratti dai vincoli di destinazione e in assenza di adeguate garanzie sul rispetto dei vincoli per i nuovi fondi da erogare, resta sospeso il trasferimento delle risorse fin tanto che la documentazione non verrà formalmente trasmessa e fino a quando il Servizio Ragioneria del Comune Capofila (San Marco in Lamis) non avrà illustrato dettagliatamente gli adempimenti per il ripristino immediato del Fondo Unico di Ambito».

Sarebbe proprio «l’inerzia amministrativa» del municipio di San Marco in Lamis, quella messe nero su bianco dalla Regione ed inviata anche alla magistratura contabile, che starebbe spingendo gli altri tre Comuni del Piano (San Giovanni, San Nicandro e Rignano) ad abbandonare l’Ambito territoriale capeggiato da San Marco. Decisione che potrebbe cambiare qualora San Marco in Lamis non fosse più il “capofila”. In soldoni: San Marco in Lamis deve mollare la cassa del Piano Sociale.

Avvicendamento di “cassa” che, stando alle insistenti voci, dovrebbe esserci in favore del Comune della città di san Pio. L’unico dell’Ambito, unitamente a Rignano, ad avere i conti pubblici in ordine (per San Nicandro è stato decretato il dissesto finanziario; San Marco in Lamis, Comune strutturalmente deficitario).

Trasferimento di “cassa” che, a quanto pare, sarebbe mal digerito dall’ex sindaco dell’Udc Angelo Cera. Quest’ultimo, forte dell’influenza che ha nei tre Comuni in virtù della carica che riveste a livello provinciale (segretario) e della presenza di alcuni consiglieri comunali marchiati Udc nei tre Comuni, starebbe cercando di scongiurare l’ipotesi di un cambio del Comune Capofila. Un modo, quello di tentare di conservare lo stato dei luoghi, per scongiurare una totale sconfitta politica ed amministrativa dell’Amministrazione comunale sanmarchese targata Cera.

La particolare situazione dell’Ambito territoriale di San Marco in Lamis sarà discussa, secondo indiscrezioni dell’ultima ora, in un incontro che si terrà lunedì (21 ottobre) a Palazzo San Franceasco (Comune di San Giovanni Rotondo) alla presenza dei rappresentanti dei quattro Comuni appartenenti al Piano sociale di Zona.

Congresso provinciale Pd, una cosa è certa: il futuro segretario sarà renziano! Renziani contro renziani. Il risultato è scontato. Vince un renziano. Due i nomi per la federazione democratica della Capitanata: Michelangelo Lombardi (seguace del sindaco di Firenze da tempi non sospetti), già sindaco di San Marco in Lamis dunque espressione del Gargano; l’altro, è Raffaele Piemontese, foggiano e presidente del Consiglio comunale del capoluogo dauno. Renziano dell’ultima ora ma molto vicino all’establishment democratico tradizionale ovvero quello che fa riferimento a Manfredonia, al duo Paolo Campo-Michele Bordo. Una sorta di scontro tra territori, oltre che tra fazioni o correnti politiche.

Il congresso provinciale dovrebbe tenersi il 7 novembre, ad un mese esatto dall’elezione del segretario democratico nazionale (8 dicembre, ndc). I blocchi sono due. Uno sarà impersonificato dall’avvocato sanmarchese, intorno al quale si sono schierati la maggior parte dei consiglieri regionali. Compresa l’assessore alla Sanità e al Welfare Elena Gentile che ha dichiarato il suo gradimento, a livello nazionale, per Pippo Civati. Sostegno, quello della Gentile a Lombardi, che ha provocato l’effetto trascinamento di altri big del Pd foggiano. Un esempio su tutti: il presidente della terza Commissione Sanità alla Regione Puglia, Dino Marino. La cordata politica messa su per sostenere la candidatura di Lombardi alla segreteria provinciale è anche dettata dall’ormai insanabile rottura del triangolo provinciale Manfredonia (Campo-Bordo) – Cerignola (Gentile) – San Severo (Marino). Strumento che ha funzionato per diversi anni ma che oggi vede Manfredonia anteposto al duo Cerignola-San Severo. In altri termini Campo e Bordo contro Gentile e Marino.

Nella battaglia che andrà in scena il 7 novembre (data da confermare) un ruolo importante sarà svolto dalla città di Foggia. Quest’ultima tagliata fuori dalla cabina di comando del Pd da troppo tempo a vantaggio della dirigenza sipontina, con la sola eccezione rappresentata con la elezione al Parlamento della Repubblica di Colomba Mongiello (alleata di ferro del parlamentare Bordo). Due i motivi possibili che avrebbero indotto l’attuale segretario provinciale Paolo Campo a virare sulla scelta di Piemontese: incassare il consenso dei tesserati foggiani (che agirebbero con la logica dell’appartenenza territoriale)  e dare forza e visibilità al Pd in vista del rinnovo del Consiglio comunale in programma nella prossima primavera. Scelta di Piemontese, a quanto pare, gradita anche al primo cittadino di Foggia, Gianni Mongelli, che avrebbe la strada spianata per una riconfermata candidatura alla poltrona di sindaco. Piemontese era, o forse lo è ancora, uno dei possibili successori di Mongelli. E poco importa se l’attuale dirigenza dalemiana provinciale a livello nazionale appoggerà Gianni Cuperlo.

A livello provinciale c’è il ballo la leadership.

Resta da sciogliere il nodo San Giovanni Rotondo, sezione che può “spendere” un buon numero di tesserati. Nella città di san Pio la partita è doppia, ci sarà anche l’elezione del nuovo segretario cittadino. Esclusa una riconferma di Salvatore Mangiacotti, l’intenzione sarebbe quella di andare ad un congresso unitario anche se, ad oggi, non c’è ancora un nome sul tavolo che metta d’accordo le varie e variegate anime che compongono il partito sangiovannese. In merito alla segreteria provinciale diversi segnali, nonché la consolidata amicizia tra Mangiacotti e Campo, indicherebbero un sostegno per Piemontese. Anche se una parte del partito sangiovannese avrebbe già espresso la propria intenzione di andare con l’ex sindaco della vicina San Marco in Lamis. Per l’appuntamento dell’8 dicembre, congresso nazionale, è chiara da tempo la vicinanza dell’attuale segretario sezionale, Mangiacotti, con l’europarlamentare Gianni Pittella.

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Giuseppe Limosani Il Maestro Partigiano