Venerdì, 30 Ottobre 2020 09:59

“Strada chiusa al traffico per lavori e motivi di Sicurezza”, lettera aperta al Sindaco di San Giovanni Rotondo

Scritto da  Redazione
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Immagini allegate alla lettera firmata dal cittadino Immagini allegate alla lettera firmata dal cittadino

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta indirizzata al primo cittadino, Michele Crisetti, in merito ad una strada cittadina chiusa al traffico da almeno venti anni.

Egregio Sig. Sindaco,

ha memoria del tempo passato dal giorno in cui il cartello indicante la succitata scritta è stato posto come monito per i cittadini, in una delle zone oramai centrali della nostra amata Città?

 

Io ero molto giovane allora ma se non erro stiamo parlando di almeno una ventina o trentina d’anni fa. A tal proposito credo che Lei è a conoscenza di quanta gente vive nella vasta zona in cui per accedervi, il Comune di San Giovanni Rotondo ha avuto la premura di avvisarci che non “garantirà la nostra sicurezza”? Stiamo parlando di tantissime famiglie che ogni giorno vivono nel degrado, nella sporcizia ma soprattutto nel pericolo dovuto ad una viabilità inesistente, mancanza di marciapiedi e dei più basilari servizi urbani.

 

Le foto allegate parlano chiaro (foto in alto, ndr). No, non si tratta di una favela di un paese del terzo mondo. Questa, come Lei ben sa, è una zona oramai non più periferica della Città tra le più importanti d’Italia, anzi del mondo intero.

 

Poi come al solito – durante le competizioni elettorali – i politici utilizzano simpatici slogan per indicarci il loro progetto: “Città Smart!”, “Città Normale!”… Ma ad oggi, cosa c’è in tutto questo di “Smart” (per chi non lo sapesse esprime il concetto di intelligente, efficiente, elegante) ma soprattutto chiedo a Lei, cosa c’è di “Normale” in queste foto?

 

Più volte ho udito il seguente mantra: “La colpa è dei comparti!”, ossia privati cittadini proprietari dei lotti di terreno che moltissimi anni fa stipularono una convenzione con il nostro Comune per realizzare da sé tutte le opere di urbanizzazione.

 

Sicuramente Lei conosce i successivi sviluppi di questa annosa vicenda. Molti privati cittadini o costruttori edili hanno solamente ultimato le abitazioni vendendole mentre altri, più ligi al dovere, hanno pagato tutto ciò che c’era da pagare.

Ed ora? Di chi è la responsabilità?

 

Chi deve controllare e vigilare sull'esecuzione dei lavori? Chi deve pressare affinché le cose vengano compiute entro certi termini? Chi deve preservare il decoro urbano? Chi deve tutelare chi ha pagato le opere di urbanizzazione senza mai averne usufruito? Chi deve preoccuparsi se la strada in cui il Comune ti ha concesso la residenza ha oramai da decenni un cartello che indica "chiusa al traffico perché PERICOLOSA"?

 

Alcuni cittadini Le hanno denunciato formalmente protocollando e segnalando questi meccanismi assurdi, invitando Lei e i suoi assessori a constatare de visu il degrado e l’abbandono della cosiddetta Città Normale. Oggi, non avendo alcuna risposta in merito, non resta che sperare che questa lettera aperta arrivi laddove le comunicazioni ufficiali si arenano e smuova le coscienze di chi ha il DOVERE di preservare la sicurezza e il benessere dei propri cittadini.

 

Quei cittadini che nonostante tutto in questi giorni hanno il DOVERE di pagare una tassa, quella della TARI, senza avere il DIRITTO di vivere in un sano contesto urbano.

Nella speranza di un Suo rapido riscontro ed intervento.

Un cittadino

 

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