Mercoledì, 16 Settembre 2020 14:29

A proposito di Parco e polemiche…Lettera al Fatto del Gargano di Gianfranco Pazienza

Scritto da  Redazione
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Dopo l’articolo pubblicato nei giorni scorsi, a firma di Gennaro Tedesco, riceviamo e pubblichiamo una lettera di Gianfranco Pazienza, resta vivo il dibattito intorno al Parco del Gargano.

Caro direttore Gennaro Tedesco,

 

il tuo recente intervento di analisi riguardo le polemiche politiche intrecciate intorno alla gestione dell'Ente Parco e le azioni intraprese dal presidente Pazienza, in un passaggio sottolinea ciò che manca tra le varie prese di posizioni: "In tutto questo quello che manca, ancora, e forse non ci sarà mai, è l’indignazione dei cittadini che vivono nel Parco".

 

E aggiungi, chiaramente, il disamore, la lontananza tra cittadini del parco, vita e gestione dell'Ente, vissuto come inutile poltronificio. Noi che ci siamo spesi, battuti tra le minacce e le violenza per la sua istituzione, siamo stati capaci di incontrare nelle belle piazze dei paesi, quella comunità che doveva innamorarsi della visione di un Parco Nazionale. Per far crescere quel senso di appartenenza, nel primo Consiglio direttivo tra il 1997 e il 1999, ci siamo, mi sono impegnato, per rafforzare la rete di relazioni, persino con il mondo venatorio. La mia proposta di spendere i sette miliardi delle vecchie lire per i Piani del Parco (anche quello socio-economico), di istituire un apposito ufficio di pianificazione e di realizzarli coinvolgendo i professionisti locali sotto la guida di un gruppo di esperti. Questa mia proposta non é stata accettata da quel Consiglio direttivo. Nella mia idea, quella doveva essere l'occasione per far crescere la consapevolezza di essere tutti noi cittadini del Parco.

 

Oggi, trascorsi invano questi lunghi anni, i piani non ci sono ancora e la comunità attiva e diffusa che vive il parco come opportunità, é sempre piú delusa e in affanno. Esclusa dalle dinamiche dell'ente e dalle buone pratiche di condivisione e di pianificazione. Adesso si può aprire, per questa comunità messa ai margini una nuova occasione: entrare nel merito delle proposte per realizzare il piano infrastrutturale del Governo, per offrire le nostre idee e proposte concrete su viabilità interna, mobilità lenta, messa in sicurezza e segnaletica per ospitare il cicloviaggio e i viandanti, aree parcheggio (anche di scambio) per non occupare le carreggiate nei punti panoramici delle strade panoramiche e che portano in  Foresta, per chi si muove in camper e pullman turistici. Un Piano di autolinee e ferrovia per facilitare gli spostamenti dei cittadini del Gargano e gli amanti del turismo escursionistico e sostenibile. Nel mondo delle associazione e dell'ambientalismo del Gargano ci sono tutte le intelligenze, le competenze e le idee per interpretare al meglio un confronto con tutti e definire proposte per un piano che possa disegnare un nuovo abito per il Gargano, a partire da un disegno di queste infrastrutture e servizi. Ci sono esperienze che vivono nel concreto il disagio e abbiamo competenze tecniche e naturalistiche anche per valutare nel merito l'impatto dell'ampliamento della superstrada, se indispensabile a favorire il movimento veloce di chi lavora o viene per una vacanza veloce sul Gargano.

 

Ma in un'area parco questa progettazione non può assolutamente escludere la presenza di una natura fragile, quindi le conoscenze e le competenze geologiche ed ecologiche dei naturalisti che questo territorio amano e conoscono. 

 

Per noi (e prendo in prestito un dibattito che si sta sviluppando con coraggio tra molti di noi ambientalisti, mi perdoneranno se non li cito utilizzando i loro imput) si rende necessario affrontare il tema della viabilità lenta, di quella panoramica e quella veloce in una unica e grande pianificazione integrata. Per evitare che il resto della viabilità abbandonata e degradata. Come pure creare i servizi, ad esempio per i percorsi degli autobus di linea, che non si integrano con le soste e i tempi di chi vuole esplorare il Gargano con la sentieristica. Se uno vuole percorrere un sentiero e arrivarci con l'autobus non esistono fermate all'inizio dei percorsi. Oggi modernizzare il territorio vuol dire curare contemporaneamente le statali costiere, le provinciali interne, le strade comunali, i sentieri e forse anche la mobilità veloce, tutto assieme. Altrimenti il Gargano peggiorerà e degraderà spostando investimenti e attenzione solo sulla superstrada.

 

Senza far mancare le informazioni, le conoscenze, perché ci siano in fase di realizzazione tutte le attenzioni per proteggere la natura e non deturpare la bellezza. Perché il viaggio sia anche culturalmente e scientificamente informato per chi viene a visitarci. Caro direttore, Gennaro, io e te recentemente siamo stati protagonisti di un approfondimento nella discussione su questi temi, accompagnando Domenico D'Alelio, lo scienziato a pedali collega ricercatore, con il quale su questi argomenti ci stiamo cimentando dal 2015. 

 

Insomma un dibattito con il quale oggi, anche noi rispettabili veterani amanti appassionati di questo Parco, abbiamo urgenza di affrontare con gli stessi argomenti di Philippe Royer il professore belga intervenuto sul tema superstrada e che da 20 anni ha scelto di vivere qui, innamorato di Vico del Gargano: "Entrare nel Parco nazionale del Gargano è come entrare all’interno di una bellissima cattedrale! (ps. A proposito di elefanti che si muovono nelle cristallerie). Si entra con silenzioso rispetto, attenzione, sensibilità, tempo da dedicare, lentezza, curiosità, emozione, appetito culturale, cercando di scoprire ogni angolo, ogni meraviglia visibile o nascosta".

 

Gianfranco Pazienza

 

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