Venerdì, 11 Settembre 2020 14:51

Scuola e lavoro: un legame indissolubile, l’esempio dell’I.P.E.O.A.“Michele Lecce”

Scritto da  Giulia Rita D’Onofrio
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Esperienza di lavoro a scuola, per l’istituto con sede a Manfredonia e San Giovanni Rotondo, quello che deve assolutamente instaurarsi tra la scuola, eccellente comunità educante, ed il mondo del lavoro, è necessario che sia, innegabilmente, un legame indissolubile.

E’ fondamentale unire il sapere al saper fare, orientando le aspirazioni e le competenze degli studenti, affinchè la didattica e l’apprendimento, che si consumano tra i banchi di scuola, non restino finalizzati a se stessi, ma, al contrario, aprano un varco sul mondo esterno.

 

L’unica, degna e sensata risposta concreta al dilagante tasso di disoccupazione giovanile, è una scuola collegata con il mondo del lavoro.

 

“Bisogna assolutamente segnalare questa buona prassi che la nostra Istituzione Scolastica, ha inaugurato nel corrente anno”, - ha dichiarato Luigi Talienti, Dirigente Scolastico dell’I.P.E.O.A. “ Michele Lecce “, Istituto Alberghiero, con sede a Manfredonia e San Giovanni Rotondo.“ Ovvero, la conoscenza degli operatori economici del nostro territorio agli occhi dei ragazzi. Quindi, il dare concretamente ai nostri alunni, delle possibilità. Tra le tante, emblematica, vi è una nata nel laboratorio della nostra scuola, in seno ad un’iniziativa che ci ha visti protagonisti ,dove, tra gli altri, vi era come ospite, il proprietario dell’Hotel D’Amato, struttura maestosa, ubicata in una suggestiva ed affascinante location, in quel di Peschici. Perché è preminente, per noi scuola, creare dei collegamenti con il mondo esterno, in una vision che dev’essere perseguita da una serie di azioni, volte a favorire il mercato del lavoro. Il sopracitato imprenditore, ha visto i ragazzi all’opera ed ha proposto ad uno di essi, famiglia compresa, l’imperdibile opportunità di trascorrere un soggiorno completamente gratuito presso la predetta struttura. Una promessa, che ha egregiamente mantenuto. Infatti, non solo ha garantito un’impeccabile ospitalità alla famiglia del diciottenne sangiovannese, Francesco Lauriola. Ma, quest’ultima, non ha avuta una sola funzione ludica e,quindi, di riposo. Ma, soprattutto, formativa. Un’esperienza davvero positiva, che ha rappresentato e rappresenta soltanto un esempio di tante prassi virtuose, che possono essere generate da questo sistema che, fuori dubbio, si deve venire a creare.

 

La scuola non può agire come attore sociale isolato, ma deve integrarsi anche con gli altri operatori economici, del territorio e non. Soprattutto, favorendo l’inclusione, non solo dell’alunno, ma anche della famiglia. Perché, per noi, come Istituzione Scolastica, la famiglia ha un ruolo fondamentale e, quindi, non riconducibile soltanto a sporadiche occasioni. L’anno appena trascorso, i cui ultimi mesi sono stati segnati dalla pandemia da Covid /19, è stato un anno particolare, soprattutto per i ragazzi del quinto anno, che hanno conseguita la maturità, la quale segna una svolta fondamentale, verso il loro futuro lavorativo e verso la concretizzazione dei propri obiettivi. Unitamente al precitato caso dell’alunno Francesco che, tra gli altri graditissimi ospiti dell’Hotel, ha avuto anche il piacere, durante il suo felice soggiorno, di servire Vladimir Luxuria, celebre attivista, scrittrice, attrice e personaggio televisivo, mi preme sottolineare anche quello di un altro allievo della nostra scuola: Antonio Lo Mele, di San Giovanni Rotondo. Il quale, diplomatosi a giugno scorso, non vede l’ora di andare a vivere un’arricchente ed entusiasmante esperienza lavorativa in Svizzera che, grazie all’indiscusso contributo della nostra scuola, ritengo essere anche un vero e proprio dono dal Cielo. L’alberghiero non è solo cucina, sala, accoglienza, bar o reception finalizzati a se stessi, ma è qualcosa di molto particolare, soprattutto per gli sbocchi lavorativi che offre, dal momento che, già dal terzo superiore, i ragazzi iniziano ad essere protagonisti di esperienze, che possono cambiare radicalmente le loro vite, ancor prima del compimento della maggiore età. Antonio, nonostante la sua giovanissima età, si appresta a vivere un’esperienza a Zurigo, in Svizzera, inizialmente come scuola 6periodo di prova. Qualora tutto andasse per il verso giusto, ciò rappresenterebbe una svolta significativa per il suo futuro. E questo, sempre grazie alla sacrosanta funzione cui la scuola deve assurgere. Nei mesi trascorsi, precedenti al lockdown, come comunità educante, abbiamo cominciato ad intraprendere e vivere intensamente esperienze al di fuori delle mura scolastiche, mettendo a frutto, nei numerosi eventi organizzati, le competenze degli alunni, apprese anche nell’arco degli anni precedenti. La scuola deve fornire davvero tantissime opportunità pratiche, tali da spalancare le porte nel e sul mondo del lavoro. Ci sono stati tanti altri ragazzi che, già a partire dal mese di agosto, si sono recati all’estero o in Italia, per fare intere stagioni lavorative. Dal canto loro, sanno già che dovranno essere pronti a proiettarsi in un altro mondo, caratterizzato da differenti modi di vivere, di pensare, di lavorare.

 

Essi, com’è giusto che sia, ripongono grandi aspettative in queste esperienze e sono certo, come accaduto per i due alunni precitati, che esse li aiuteranno notevolmente a crescere, umanamente e professionalmente. Sono convinto, inoltre, del fatto che essi saranno sempre all’altezza dei compiti affidatigli; Antonio, ad esempio, dovrà stare da solo e gestire un’intera cucina, seguendo attentamente le istruzioni dello Chef. Quello che mi sta a cuore e mi auguro, più di qualsiasi altra cosa, è che tutti i miei e nostri alunni, dei quali,orgogliosamente, mi sento un padre putativo, possano realizzare i loro sogni e progetti lavorativi...E, soprattutto, che nessuno resti mai indietro.. Questa, la scuola che vorrei”.

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