Venerdì, 20 Marzo 2020 07:44

Allarme Unsic, agricoltura a rischio col Covid-19 e calo di immigrati

Scritto da  Redazione
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Domenico Mamone Domenico Mamone

“I nostri imprenditori agricoli denunciano mancanza di risorse umane”, l’analisi dell’Unsic, Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori, che lancia l'allarme sul rallentamento del settore primario causato dall'epidemia di Coronavirus.

Agricoltura a rischio col Covid-19 e per la mancanza di manodopera immigrata. Lo sostiene ». Domenico Mamone , presidente dell’Unsic - Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori che denuncia «problemi enormi anche nel settore primario a causa delle conseguenze economiche e sociali provate dall’epidemia di coronavirus». Questa la posizione di Domenico Mamone, presidente dell’Unsic, Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori, organismo con 40mila aziende associate e Centri di assistenza agricola in 105 province italiane.

 

«Da molte delle nostre migliaia di aziende agricole distribuite in tutta Italia, specie nel Mezzogiorno, giungono brutti presagi: è soprattutto la mancanza di manodopera straniera a mettere a rischio parte della produzione agricola»-scrive l’Unsic. Grazie agli immigrati «lo scorso anno nelle nostre campagne hanno operato quasi 350mila lavoratori stranieri regolari, determinanti per l’attività di raccolta. I più usufruivano di permessi di soggiorno temporanei» con l’aggiunta di «una quota di irregolari».

 

Quest’anno, «purtroppo, abbiamo due enormi problemi: il coronavirus e gli effetti delle leggi sulla sicurezza. I nostri imprenditori agricoli denunciano mancanza di risorse umane, impossibilitate attualmente persino di entrare in Italia. Per cui saranno a rischio non solo molti raccolti, ma persino le semine. Meno frutta e verdura italiana nei negozi e rischio di prezzi alle stelle». Domenico Mamone ricorda che «l’agricoltura italiana nel 2018 ha generato un valore 32,2 miliardi di euro, secondo i dati Istat, entità superiore a tutti i Paesi europei. E che siamo leader in Europa per produzione di ortaggi e per alcune tipologie di frutta, come albicocche, ciliege, kiwi, mele e pere». Agricoltura a rischio col Covid-19, quindi, con conseguenze che gli imprenditori e i coltivatori vedono drammatiche per un asset strategico dell’economia italiana, in particolare nel Mezzogiorno.

 

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