Mercoledì, 10 Luglio 2019 16:03

Perdiamo un simbolo, il Carpino Folk Festival deve tornare, "tornate se potete"

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Rivolgo ai cittadini garganici e non solo, un appello, in questo momento che non ci sarà il Festival 2019, che non ci sarà la musica , il vino , i canti e i cantanti, facciamo arrivare  il nostro  affetto, facciamo sentire che il Carpino Folk Festival è un patrimonio collettivo.

Da anni tra gli organizzatori serpeggiava un clima di stanchezza, ogni volta pareva più una sofferenza organizzativa, una sofferenza per onorare il più significativo festival garganico. Il Carpino Folk Festival quest’anno non ci sarà. Non sono al corrente, esattamente, dei motivi per cui non ci sarà l’edizione 2019.

 

Lo scorso anno con il direttore artistico, Luciano Castelluccia, ci siamo abbracciati, subito dopo la conferenza stampa di presentazione dell’evento, ho stretto la mano a Di Viesti, altro uomo importante del Festival. Durante la conferenza stampa Luciano aveva mostrato la sua insofferenza, chi lo conosce è al corrente che fa parte del personaggio, ma in quell’abbraccio, in cui io gli sussurrai nell’orecchio:“sei come Vasco Rossi che annuncia il suo ultimo concerto ma poi torni”, lui mi ha risposto con un piccolo sorriso amaro, segno della fatica.

 

Sono consapevole di cosa accade in questi casi, aldilà delle ragioni, dei problemi reali e superabili. Quello che accade è semplice: ti casca il mondo addosso. Pensi che stai facendo, hai fato per anni, qualcosa che gli altri non capiscono o non hanno ben afferrato. I festival sono, o meglio dovrebbero essere, patrimonio delle comunità, vanto per assessori, sindaci e cittadini, non solo delle città che ospitano l’evento, e questo vale in modo particolare per il Carpino Folk Festival, per la sua storia, per la sua genesi.

 

C’è un altro Festival importante nel territorio garganico che è FestambienteSud, con cui ho spesso collaborato, qui c’è un cocciuto direttore culturale che è Franco Salcuni, quest’anno il Festival si è spostato principalmente a Vieste, ed è chiaro il perché, è chiaro perchè abbandona San Giovanni Rotondo, Vico del Gargano e si lascia uno spazio marginale a Monte Sant’Angelo. Resiste.

 

“Non è la fine del Carpino Folk Festival , è un momento di riflessione”, dicono gli organizzatori. Lo dobbiamo sperare, anzi dovremmo provare un pò di imbarazzo collettivo ,tutti.

 

Non ho idea a chi rivolgermi in questo appello,forse inutile. Alla Regione Puglia?  Sono certo che qui non c’è un problema con il CFF, anzi sono convinto che Michele Emiliano sia fortemente dispiaciuto. Non sono sicuro che l’appello è da rivolgere agli organizzatori, forse in questo caso farei la figura di chi, seduto ad una scrivania, lancia appelli senza abbracciarsi la croce organizzativa. Non sono sicuro se rivolgermi al Comune di Carpino, al sindaco.

 

In questa incertezza mi rivolgo ai cittadini garganici e non solo, l’appello è quello di far sentire , in questo momento che non ci sarà il Festival, che non ci sarà la musica , il vino , i canti e i cantanti, di far sentire il proprio affetto, di far sentire che in realtà il Carpino Folk Festival è patrimonio pubblico,collettivo, non solo della comunità che da più di venti anni lo ospita ma di tutto il Gargano. Facciamolo.

 

Tornate, se potete.

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