Venerdì, 22 Febbraio 2019 10:12

San Giovanni R.: caso bullismo a scuola finisce in RAI, a colloquio con i compagni di Angelica: “ecco perché abbiamo denunciato con l’aiuto della scuola”

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Un momento dell'assemblea scolastica Un momento dell'assemblea scolastica

Saranno ospiti nella trasmissione di Massimo Granellini in onda sabato sera su Rai Tre, ma ai compagni di Angelica non è piaciuta come è stata raccontata la storia: «non è una storia tra comunisti e fascisti, è peggio. Angelica è stata attaccata per la sua forte personalità e perchè donna».

La storia della ragazza di 18 anni di San Giovanni Rotondo, Angelica Placentino, bullizzata perché qualche compagno non ha gradito la sua elezione a rappresentante di istituto ha fatto il giro della rete e sarà raccontata sabato sera dal giornalista Massimo Granellini nella sua trasmissione “Le parole della settimana”. Una storia che apparentemente ha un lieto fine, dove il bene trionfa sul male, ma ai ragazzi dell’Istituto Magistrale, Liceo Statale, “Maria Immacolata” e al preside Antonio Tosco non sono piaciuti alcuni passaggi della “narrazione” giornalistica.


Veniamo contattati dagli alunni Lucia Masciale, Davide Livini, Elisabetta Crisetti e Nair Gatta, ci chiedo di poter rimarcare alcuni passaggi che, secondo loro, sono stati fraintesi e «strumentalmente rimarcati dalla stampa». Il tono non è polemico e sono contenti dell’invito in RAI, ma sentono l’esigenza di chiarire, di spiegare, mostrando ancora una volta la loro maturità e il senso di giustizia che gli contraddistingue.

 

«In molti articoli è apparso che i nostri insegnanti hanno sottovalutato la vicenda- ci raccontano- in realtà non è andata assolutamente così. Ci teniamo a puntualizzare meglio alcuni passaggi di questa storia. Noi quattro abbiamo reagito ad un comportamento che ci è apparso fortemente ingiusto raccogliendo le storie che Angelica denunciava attraverso Istagram e abbiamo espresso la nostra volontà di convocare una assemblea di istituto innanzitutto ad Angelica, poi abbiamo coinvolto i nostri insegnati che hanno partecipato attivamente alla nostra assemblea e hanno anche mostrato interesse e solidarietà alla nostra compagna. Una nostra professoressa si è anche commossa durante l’assemblea». Sulla questione, nei giorni scorsi, è intervenuto anche il Dirigente Scolastico, Antonio Tosco, con una lettera aperta. “Nella lettura dei giornali, si può rilevare, tra le righe, un sottile disappunto per il presunto silenzio del resto della compagine scolastica. In tutta onestà mi sento di smentire una tale posizione perché abbiamo sempre profuso le migliori energie nell’attuazione di programmi antibullismo. Mai avrei immaginato che covassero certe storture nell’animo di certi ragazzi/e”.

 

“Meglio su una statale che in consiglio di istituto”, “Guardati le spalle, stronza”, sono solo alcune delle frasi, che venivano rivolte ad Angelica frutto delle “storture nell’animo” di qualche compagno di scuola.

 

«C’è una altra cosa che non ci è piaciuta nel racconto di questa storia- aggiungono i quattro ragazzi- ed è l’estrema politicizzazione della vicenda. È vero Angelica Placentino è schierata politicamente, ma noi siamo certi che non è questo il motivo per cui è stata attaccata, insomma non è una storia tra fascisti contro comunisti, o comunisti che difendono una loro compagna. A scuola la maggior parte degli alunni non sa neanche la differenza tra sinistra e destra, tra fascismo e comunismo. Angelica Placentino è stata attacca perché ha una forte personalità, ed è una donna, una donna con una forte personalità». Ci raccontano i ragazzi dopo che insistiamo nel capire quale può essere il motivo se non quello politico.

 

Anche Angelica ha scritto una lettera: “voglio ringraziare chiunque mi abbia mostrato il proprio sostegno e la propria solidarietà in questi tre giorni, in particolare gli studenti e le studentesse che hanno organizzato l’intervento durante l’assemblea di istituto. Sono contenta di quanto accaduto, di quanti studenti hanno deciso di scendere in campo per sostenere quei concetti di legalità e solidarietà che sono alla base del vivere civile. Vorrei poi anche dire che, purtroppo, questa che voleva essere una storia bellissima di solidarietà è stata stupidamente strumentalizzata e travisata dando un’immagine sbagliata del mio Istituto di appartenenza, ci tengo a precisare, quindi, che la scuola non era al corrente di tutto quanto accaduto in questi mesi, quindi vi prego di smetterla con inutili e strumentali attacchi che non portano nulla di buono”.

 

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