Venerdì, 05 Ottobre 2018 10:56

A scuola "non si parla delle leggi raziali", polemica in Provincia di Foggia, interviene l'A.N.P.I.

Scritto da  Redazione
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Il Liceo di Torremaggiore Il Liceo di Torremaggiore

Scoppia la polemica a Torremaggiore, la scuola non autorizza l'incontro con l'imprenditore faentino  Roberto Matatia, nei prossimi giorni l’A.N.P.I. organizzerà insieme al mondo associativo e politico un incontro, le dichiarazioni di Michele Galante.

 

 

E’ stata Ilaria Rym a raccontare, su Bet Magazine Mosaico (sito ufficiale della Comunità Ebraica di Milano) che un’insegnante del liceo classico Fiani-Leccisotti di  Torremaggiore in provincia di Foggia aveva invitato l’imprenditore faentino Matatia a parlare ai ragazzi in occasione dell’80esimo anniversario delle Leggi razziali. Matatia lo fa da una decina di anni in tante scuole d’Italia: il provvedimento scellerato voluto dal duce, promulgato dal re e accolto nella sostanziale indifferenza all’italiana di tanti connazionali colpì duramente la sua famiglia.

 

Matatia si dice disponibile all’incontro a Torremaggiore e aspetta una conferma da parte dell’istituto. La stessa insegnante che lo aveva contattato gli spiega la bocciatura ricevuta dal consiglio d’istituto. “Invitare un ebreo è fare politica, e a scuola non si fa politica”. 

 

“Non montiamo un caso: noi non abbiamo ritirato l’invito al signor Matatia”, ha spiegato al telefono al quotidiano Foglio il dirigente scolastico del Fiani-Leccisotti. “Non c’è stato nessun rifiuto perché la cosa non era ancora stata formalizzata, siamo ancora nella fase preliminare”. Vede, è come per le gite di classe: si discute, ci si confronta, si valuta se ci sono rimborsi da coprire”. Una mezza smentita che non convince Michele Galante, Presidente Provinciale dell’A.N.P.I. (associazione, nazionale, partigiani).

 

“Il grave episodio verificatosi al Liceo Fiani-Leccisotti di Torremaggiore è l’ennesima manifestazione di un clima di intolleranza che avviene all’interno delle strutture scolastiche- dichiara Galante. Negare che i ragazzi possano approfondire temi di stretta attinenza storica è una vera e propria aberrazione sul piano didattico e culturale che soltanto il fanatismo ideologico può giustificare. Vogliamo ricordare che la scuola è l’istituzione primaria che deve educare alla cittadinanza e all’habitus critico e che non ci si può nascondere dietro una frase tipica del ventennio per impedire che si discuta del più grande dramma del Novecento che, in nome dell’antisemitismo e della purezza della razza, ha portato alle aberrazioni della Shoah e alla scomparsa di sei milioni di persone. Questo atto non può passare sotto silenzio e ci auguriamo che anche le autorità scolastiche superiori intervengano per fare luce su questo episodio vergognoso in nome dei valori scritti nella nostra Costituzione. La comunità di Torremaggiore, che ha pagato con il confino e il carcere e con la vita di molti dei suoi cittadini (Nicola Sacco, Giuseppe Lamedica, Antonio La Vacca) la lotta coerente per la democrazia e la libertà non può tollerare questo affronto ai valori più alti della nostra convivenza”.

 

Nei prossimi giorni l’ANPI organizzerà insieme al mondo associativo e politico un incontro nella città dell’Alto Tavoliere per “ribadire la propria fedeltà ai valori supremi della costituzione contro ogni rigurgito razzista e fascista”. Annuncia Galante.

 

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Giuseppe Limosani Il Maestro Partigiano