Martedì, 26 Settembre 2017 10:39

“Monte capitale della mafia del Gargano”, la frase del giornalista che crea polemiche

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Si accende il dibattito a Monte Sant’Angelo dopo il servizio televisivo andato in onda su Rai Uno, la lista civica “Verso il futuro” attaca il giornalista e il sindaco, in una lettera la risposta del circolo Arci: “la prima fase per combattere qualsiasi forma di mafia è quella di prendere consapevolezza”.

Un servizio di nove minuti di Tv7 su Rai Uno, andato in onda venerdì scorso, sta creando polemiche a Monte Sant’Angelo (il servizio di Tv7). Chi solleva la questione, in modo particolare, sono gli ex amministratori che facevano parte della decaduta amministrazione di Iasio, sciolta per infiltrazioni mafiose e che da qualche tempo stanno sollevando perplessità sull’opportunità del provvedimento.

 

La lista civica “Verso il futuro”, in consiglio comunale con l’ex assessore Michele Ferrosi, attacca il giornalista Alessandro Gaeta, autore del servizio. «Evidentemente il giornalista non si è reso conto che siamo molto oltre la fine degli anni ’90 e che il fenomeno mafioso in Capitanata ha subito profonde trasformazioni territoriali e di leadership, ciò non significa che la nostra città non abbia problemi di criminalità, ma da qui a definirla capitale della mafia di Capitanata ce ne corre». La seconda critica dei civici è rivolta al sindaco Piepaolo d’Arienzo che non ha commentato la frase imputata. «Caro sindaco, renditi conto che hai il dovere di difendere l’onore e la storia di questa notra città, a meno che anche tu non sia convinto che in Monte Sant’Angelo ci sia la regia della mafia del territorio».

 

A rispondere alle polemiche di “Verso il futuro” ci pensa il circolo Arci di Monte Sant’Angelo con una lunga lettera pubblicata questa mattina dal quotidiano L’Attacco. «E’ un dibattito ipocrita- scrive l’Arci- non è certo “stracciandosi le vesti” per una frase di un giornalista, che ha fatto un servizio per portare a livello nazionale la malavita organizzata e la mafia locale che non si racconta e che si conosce molto poco, che ci si lava l’onta della mafiosità, magari ci si lava la coscienza di chi sapeva e non ha parlato, ma l’onta resta, la prima fase per combattere qualsiasi forma di mafia è quella di prendere consapevolezza della sua esistenza, mentre si fa di tutto per nasconderla ed ignorarla nel buon nome della città di Monte Sant’Angelo, nome che non viene scalfito minimamente in quanto quasi tutta la popolazione è onesta e lavoratrice senza collusioni e senza ombra di dubbio alcuno. Non offendete l’intelligenza collettiva in quanto Alessandro Gaeta nel suo servizio, quando sostiene che “la capitale della mafia del Gargano è considerata Monte”, lo evince da 30 anni di omicidi, estorsioni, intimidazioni, dagli atti giudiziari documentati e dai clan presenti sul nostro territorio, per cui l’analisi si basa su fatti e sentenze».

 

Il circolo Arci di Monte è impegnato, con molte altre associazioni del territorio e con Libera Foggia, alla nascita del coordinamento antimafia del Gargano, «per far fronte comune e capire insieme come creare gli antidoti sociali contro la corruzione e la mafia», come scrivono nella stessa lettera, «tutto il resto sono e restano chiacchiere da bar con il tempo che trovano e di certo il buon nome di una città non si tutela con le chiacchiere».

 

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