Martedì, 25 Novembre 2014 09:52

Leggere l’etichetta: l’olio di palma

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Uno degli ingredienti principali di molti alimenti confezionati e difficilmente riconoscibile è l'olio di palma. Biscotti, merendine, fette biscottate, pan carrè, creme al cacao spalmabili, cioccolata, cracker, sughi confezionati, basi pronte per pizze, focacce.

Perfino il latte in polvere per i neonati, nonché creme, saponi e prodotti detergenti destinati alla cura della persona contengono l'olio di palma, indicato nelle etichette con le diciture palmate, palmitate, palmeth, acidi grassi vegetali o oli vegetali.

 

Proprio per la sua versatilità e basso costo è il secondo olio più prodotto al mondo, dopo quello di soia, ma anche il più dannoso.

 

L'olio di palma si ricava da una pianta originaria della Guinea, chiamata Elaeis guineensis Jacq e produce due tipi di olio: olio di palma ricavato dalla polpa e l'olio di semi di palma o di palmisto ricavato dai semi. L'olio di palma grezzo sebbene ricco di grassi saturi è anche ricco di antiossidanti, vitamina A, carotenoidi (15 volte in più delle carote), privo di colesterolo e non può essere idrogenato perché gli acidi grassi lo rendono solido. Ma tutte queste caratteristiche "benefiche" vengono distrutte con la raffinazione, attraverso la quale l'olio diventa liquido.

 

L'acido palmitico abbonda nell'olio di palma ed è ipercolesterolemizzante poiché costituito da catene lunghe. Questi acidi grassi saturi a catena lunga si possono ugualmente trovare nei prodotti a base di carne; ma la carne e i salumi, oltre ad essere composti in percentuale variabile da acidi grassi saturi, contengono anche altri nutrienti (ferro, minerali, ecc.). L'olio di palma quindi, contenuto in molti cibi che mangiamo, fa salire il colesterolo ematico, in particolare quello cattivo (colesterolo-LDL) facendo aumentare il rischio d'insorgenza di malattie cardiovascolari.

 

La produzione di palma ha anche un forte impatto negativo sul pianeta, in particolare nel Sud-Est asiatico dove è la causa primaria della deforestazione della foresta pluviale con "gravi violazioni dei diritti umani, l'eliminazione della sovranità alimentare e la riduzione della biodiversità". 

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